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× Nomi Bracci Testasecca, Alberto
× Data 2012

Trovati 6 documenti.

La libreria del buon romanzo
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Cossé, Laurence - Bracci Testasecca, Alberto

La libreria del buon romanzo

Edizioni e/o, 16/02/2012

Abstract: Due appassionati lettori aprono la libreria dei loro sogni a Parigi. L'inatteso successo di questo "tempio" del buon romanzo scatena invidie e misteriose aggressioni. Un misantropo appassionato di Stendhal, nascosto in un villaggio della Savoia, viene misteriosamente rapito e abbandonato in una foresta. Una bella signora bionda, esperta guidatrice, perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada. Intanto in Bretagna un uomo che ogni giorno faceva la sua passeggiata in riva al mare incontra due sconosciuti che lo terrorizzano. Ma il lettore capisce presto che questo non è un classico romanzo poliziesco. Gli aggressori non sono né agenti segreti né trafficanti. Non aggrediscono dei duri ma delle persone miti. Ce l'hanno in particolare con un libraio ribelle, con una malinconica ereditiera e con la libreria che i due hanno creato senza mai pensare che potesse suscitare tanto odio. Chi, tra gli appassionati della letteratura, non ha mai sognato di aprire una libreria ideale dove vendere solo i libri più amati? Lanciandosi nell'avventura, Francesca e Ivan, i due librai, sapevano che non sarebbe stato facile. Come scegliere i libri? Come far quadrare i conti? Ma ciò che non avevano previsto era il successo. Un successo che scatena però una sorprendente sfilza di invidie e aggressioni.

La donna allo specchio
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Schmitt, Eric-Emmanuel - Bracci Testasecca, Alberto

La donna allo specchio

Edizioni e/o, 26/01/2012

Abstract: Anne, Hanna, Anny: tre ragazze, tre spiriti liberi che si scontrano con le chiusure dell'epoca in cui vivono. Le loro storie si intersecano nonostante i secoli che le dividono, un intreccio all'inizio curioso, poi sempre più appassionante, fino a che un crescendo di rivelazioni porta le tre vicende a una conclusione congiunta. Anne, nelle Fiandre del XVI secolo, è una mistica che parla con gli animali come San Francesco, fa il bene perché non concepisce altra forma di agire, percepisce Dio nella natura e non comprende la necessità dei riti religiosi. Ma è fuori tempo rispetto al periodo della Controriforma e dell'Inquisizione: la sua estatica serenità, unita alle maldicenze della gente normale, viene presto tacciata di eresia. Hanna, nella Vienna d'inizio Novecento, è una giovane aristocratica alla ricerca di se stessa, insoddisfatta delle convenzioni borghesi. Dopo molta infelicità riuscirà a individuare nella psicoanalisi, nuova strabiliante cura appena inventata dal dottor Freud, il modo per raggiungere le radici del suo malessere. Anny è una star di Hollywood dei nostri tempi, drogata di celebrità e di sostanze stupefacenti, che cerca con l'abbrutimento di dare un senso a una vita in cui l'unico valore è il denaro; ci riuscirà invece attraverso la recitazione, e nel suo travagliato percorso esistenziale troverà l'amore. Tre donne che esprimono la loro sensazione di differenza rispetto al mondo e la volontà di sentirsi libere rifugiandosi in uno spazio di silenzio interiore nel quale svaniscono tutti i limiti e i confini.

Utu
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Férey, Caryl - Bracci Testasecca, Alberto

Utu

Edizioni e/o, 13/06/2012

Abstract: Quando il tenente Osborne viene incaricato, in quanto esperto della questione maori, di indagare sul misterioso suicidio del collega Fitzgerald impegnato in un'indagine su un violento attivista maori, non immagina neanche lontanamente il ginepraio dai contorni indefiniti e sanguinari in cui si sta per cacciare. Osborne sa bene che la violenza latente nella comunità è alimentata dalla silenziosa segregazione a cui i pakeha, cioè i bianchi, hanno condannato i maori fin dai tempi della colonizzazione inglese. Le sue indagini lo porteranno a scoprire l'esistenza di una guerra intestina fra i vertici del potere bianco invischiati in un complotto razzista, e una banda di fanatici adepti di un antico culto anticolonialista capeggiata da un macabro tatuatore. Con uno stile vibrante e mozzafiato, Férey ci trascina fra teste mozzate e piogge di piombo, droghe esotiche ed elaborati tatuaggi di guerra tenedoci fino all'ultimo con il fiato sospeso. Un pulp raffinato, imperdibile per gli amanti del genere.

L'uomo dei sogni
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Rufin, Jean-Christophe - Bracci Testasecca, Alberto

L'uomo dei sogni

Edizioni e/o, 17/10/2012

Abstract: È un'epoca buia quella dalla quale Jacques Coeur fin da ragazzo sogna di fuggire: la Francia in cui vive è una nazione devastata dalla Guerra dei Cento Anni, con la sua coda di massacri, violenze, carestie e malattie. Una società immobile dove l'ideale della cavalleria è stato rimpiazzato dai soprusi dei più forti, dove nessuno può uscire dal ruolo assegnatogli per nascita, dove l'incontro con il diverso è sempre guerra e mai ricchezza. Ma Jacques Coeur è un sognatore, un visionario, e ha tutta l'intenzione di realizzare grandi progetti. Per primo "inventa" il capitalismo moderno favorendo la crescita della nuova classe dei mercanti e dei borghesi che, assieme alle merci, faranno circolare il piacere, la pace e la libertà. In breve, attraverso la sua intelligenza e alla conoscenza dell'Oriente, da figlio di artigiano salirà ai più alti vertici del potere diventando banchiere del Re di Francia. Il mondo può essere migliore – pensa, e lotterà per fare del denaro e del commercio non più motivo di guerra ma uno straordinario strumento di benessere e di libertà. Ma i suoi nemici complottano per la sua disgrazia, e quando s'innamorerà della favorita del re, la sua vita sarà in pericolo e dovrà fuggire prima in Italia poi su un'isola greca. Come il nostro, quel Medioevo moribondo è un mondo che sta sparendo e che, attraverso un doloroso travaglio, darà vita a una società più prospera e felice: il Rinascimento. Una storia meravigliosa che pagina dopo pagina ci parla con grande intelligenza dell'attualità e dei problemi del nostro tempo.

Il lottatore di sumo che non diventava grosso
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Schmitt, Eric-Emmanuel - Bracci Testasecca, Alberto

Il lottatore di sumo che non diventava grosso

Edizioni e/o, 28/12/2012

Abstract: Selvaggio arrabbiato Jun vaga coi suoi quindici anni per le strade di Tokyo lontano da una famiglia della quale si rifiuta di parlare. Il suo incontro con un maestro di sumo che vede in lui un "grosso" nonostante il suo fisico emaciato lo coinvolge nella pratica della più misteriosa delle arti marziali. Con lui Jun scopre il mondo sconosciuto della forza dell'intelligenza e dell'accettazione di sé. Ma come raggiungere lo zen quando non si è altro che dolore e violenza? Come diventare lottatore di sumo se non si riesce a diventare grossi? Nell'affollata metropoli giapponese l'anziano Shomintzu guiderà il ragazzo lungo un percorso iniziatico che mescolando infanzia e spiritualità accompagna anche noi alla sorgente del buddhismo. Con questo breve e folgorante romanzo sul mondo dei lottatori di sumo e della spiritualità zen Eric-Emmanuel Schmitt il popolare autore di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano e di altri fortunati libri scrive un altro capitolo del suo "ciclo dell'invisibile".

Il visitatore
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Schmitt, Eric-Emmanuel - Bracci Testasecca, Alberto

Il visitatore

Edizioni e/o, 28/12/2012

Abstract: Il visitatore è il testo teatrale di un'importante spettacolo di Eric-Emmanuel Schmitt, messo in scena innumerevoli volte in tutta Europa.Aprile 1938. L'Austria è stata da poco annessa al Terzo Reich, Vienna è occupata dai nazisti, gli ebrei vengono perseguitati ovunque. In Berggasse 19, celeberrimo indirizzo dello studio di Freud, il famoso psicanalista attende affranto notizie della figlia Anna, portata via dalla Gestapo. Improvvisamente dalla finestra spunta un inaspettato visitatore intenzionato a intavolare con Sigmund Freud una conversazione sui massimi sistemi. Il grande indagatore dell'inconscio è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell'importuno? Cosa vuole?È presto chiaro che quel curioso individuo in frac non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è dunque? Stupefatto, Freud si rende presto conto di avere di fronte nientemeno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l'esistenza. O è un pazzo che si crede Dio?La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud, e che costituisce il grosso della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: Freud ci crede e non ci crede; Dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazioni di sé stesso come se fosse un mago o un prestigiatore.Sullo sfondo, la sanguinaria tragedia del nazismo che porta Freud a esclamare: "Se sei onnipotente, sei cattivo; e se non sei cattivo, non sei abbastanza potente. Criminale o limitato, non sei un dio all'altezza di Dio".Il visitatore è stato tradotto in 15 lingue e rappresentato in 25 paesi. In Italia è stato portato in scena per la prima volta nel 1996 per l'interpretazione di Turi Ferro e Kim Rossi Stuart. Riallestito nella stagione 2013/2014 e 2014/2015 con Alessandro Haber e Alessio Boni, regia di Valerio Binasco.