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The perfect find. Tutto davvero è possibile
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Williams, Tia - Budetta, Enrica

The perfect find. Tutto davvero è possibile

Mondadori, 15/02/2022

Abstract: Jenna Jones, ex caporedattrice moda di "Darling" ed ex ragazza glamour, ha quarant'anni ed è alla disperata ricerca di una seconda possibilità: il fidanzato, con cui stava da una vita, l'ha piantata, e la rivista per cui ha lavorato per decenni l'ha licenziata. A venirle in soccorso, certo non disinteressato, è stata la sua storica rivale, Darcy Vale, che l'ha assunta a "StyleZine", un magazine di moda online dedicato allo street style.Nulla di più semplice per lei che viene dal vero mondo fashion... o no? Presto Jenna si accorge che si tratta di un'impresa al di là della sua portata: circondata da millennials saputelli che hanno la metà dei suoi anni, non ha mai "twittato" o "postato" selfie su Instagram, non ha un soldo in banca ed è stata costretta a vendere il suo guardaroba di abiti firmati per pagarsi l'affitto.Ma il peggio deve ancora succedere: il giovanissimo video-maker che le è stato assegnato la sta facendo letteralmente impazzire. Follemente sexy, con un sorriso che arriva diretto al cuore di Jenna (e non solo), Eric Combs è, tra le altre cose, il figlio di Darcy. Il che lo rende decisamente off-limits. Ma è anche decisamente troppo delizioso ed attraente per potergli resistere.

La casa alla fine del mondo
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Tremblay, Paul

La casa alla fine del mondo

Mondadori, 15/02/2022

Abstract: Eric, Andrew e la loro adorata bambina di sette anni, Wen, stanno trascorrendo una vacanza in un cottage isolato in mezzo ai boschi del New Hampshire, sulla riva di un lago, lontano dal caos e dal chiasso della vita metropolitana, senza Internet e cellulari: un angolo di paradiso in cui regnano il silenzio e la serenità.Ma in una mattina di sole il sogno si trasforma in un incubo quando dal bosco emergono quattro sconosciuti. Leonard, un uomo gigantesco dai modi gentili e il sorriso caloroso, e i suoi tre compagni brandiscono armi inquietanti e spaventose e sono lì per portare a Eric, Andrew e Wen un messaggio ancora più inquietante e spaventoso. Mentre la famigliola si barrica in casa cercando un modo per chiedere aiuto, diventa sempre più chiaro che i quattro non se ne andranno finché non avranno ottenuto ciò per cui sono lì, una scelta impossibile, un sacrificio terribile.Nelle ore che seguono, in un crescendo di presagi apocalittici, paranoia, follia, orrore e rituali di sangue, la piccola casa alla fine del mondo diventa il cuore dell'universo, il luogo in cui si deciderà il destino di una famiglia e, forse, di tutta l'umanità.

Rabbia proteggimi
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Marcucci, Maria Edgarda "Eddi"

Rabbia proteggimi

RIZZOLI LIZARD, 01/03/2022

Abstract: Chi la conosce la chiama Eddi, sua nonna la chiamava Mem, le persone con cui ha combattuto la chiamavano Heval Shilan. Maria Edgarda Marcucci ha tanti nomi, ma una convinzione: vale sempre la pena lottare per migliorare il mondo in cui viviamo. Quando è partita per il Kurdistan scegliendo di unirsi alle Ypj, le Unità di protezione delle donne, non l'ha certo fatto per un tornaconto personale. Non l'ha fatto con il desiderio di essere accolta, al suo ritorno a casa, come un'eroina. Ma non si aspettava nemmeno che, arrivati in Italia, lei e altri suoi quattro compagni sarebbero stati considerati individui "socialmente pericolosi": un'accusa che a lei, unica donna dei cinque e unica condannata, è costata oltre un anno di udienze e altri due vissuti in regime di sorveglianza speciale. In Rabbia proteggimi Marcucci racconta le radici del suo impegno politico, dal movimento studentesco alla difesa dei diritti di chi lavora, dai No Tav al transfemminismo, e ripercorre gli incontri e le ferite che l'hanno resa quella che è: la combattente internazionalista Helin, l'amica Giulia, la nonna Gabriella, voci alla base della sua coscienza. Ma soprattutto Marcucci narra la sua esperienza di internazionalista in sostegno della causa curda e della rivoluzione confederale. Un viaggio in cui non ha conosciuto solo l'orrore della guerra, ma il coraggio e l'umanità del progetto politico nato in quelle terre martoriate.

Ravenna
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Herrin, Judith

Ravenna

RIZZOLI, 08/03/2022

Abstract: Nel 402 d.C., sotto la pressione delle tribù barbariche che, superate le Alpi, minacciano Milano, il giovane imperatore Onorio prende la decisione epocale di trasferire la sua capitale in una postazione fortificata e ben difendibile sull'estuario del Po. Da questo momento, e fino al 751, Ravenna sarà dapprima il centro dell'Impero romano d'Occidente, poi dell'immenso regno di Teodorico il Grande e infine del potere bizantino in Italia. Judith Herrin ci spiega con entusiasmo come una folla di studiosi, medici, uomini di legge, artigiani, cosmologi e teologi confluì a Ravenna e ne fece una grande capitale culturale e politica destinata a dominare l'Italia settentrionale e l'Adriatico. Raccontandoci le vite dei suoi legislatori, dei cronisti, dei semplici cittadini, ci fa comprendere come la città diventò il crocevia ideale dove la tradizione greca e latina si fonde con le innovazioni portate dal cristianesimo e dalle popolazioni barbare; il luogo dove Oriente e Occidente si incontrano; il formidabile crogiolo dove si forma la cultura europea. Un passato glorioso che spesso viene descritto come un'epoca buia. In parte perché "si è perso e dimenticato molto di Ravenna, e molto è stato smantellato: un'altra forma di oblio". Ma anche per quell'appellativo di "tarda antichità" associato alla città, che sovente ha fatto pensare al tramonto di un'era di magnificenza. Eppure, mentre Roma era schiacciata dalle invasioni di goti e longobardi e la Cristianità era scossa dalle devastanti divisioni interne, Ravenna conosceva un periodo di straripante creatività. Della città si sono conservate soprattutto le chiese, con i mosaici, barbari e cristiani, che incantano ancora oggi i visitatori. Splendidamente illustrato con fotografie commissionate per l'occasione e aggiornato sugli ultimi ritrovamenti archeologici e documentari, Ravenna: capitale dell'Impero, crogiolo d'Europa è la memorabile rievocazione di un luogo unico nella storia dell'umanità.

Confessioni di una coppia scambista al figlio morente
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Gori, Alessandro

Confessioni di una coppia scambista al figlio morente

RIZZOLI LIZARD, 08/03/2022

Abstract: "Un'antologia di racconti, stringi stringi, consiste in un pugno di storie messe in fila su una superficie piana, tutte ragionevolmente fresche e inappuntabili. Confessioni di una coppia scambista al figlio morente è un prodotto differente: il piano è inclinato e i racconti si graffiano le fiancate a vicenda. Nel pigia pigia cogliamo lampi di Roger Federer e insalate russe sepolte in cortile, sacerdotesse del glam rock ed esecuzioni pubbliche in riviera, euroconvertitori bluastri e Hiv; il piccolo apologo morale si stempera nell'horror, l'amarcord si schianta nell'allucinazione. Alessandro Gori è una persona a modo e non si compiace del collasso, ma lo registra suo malgrado come l'autore di quel filmino su Kennedy: un altro mondo non è possibile, tanto vale prendere appunti prima che il cerchio magico dell'infanzia si tramuti definitivamente in un anello di fumo. Siamo tutti in bilico, sembra volerci suggerire, su quell'esile grissino da tonno in scatola con cui ci illudevamo di tagliare le tenebre e penetrare il mondo." Cagliostro Soncini, Vanity Fair

Poe. La nocchiera del tempo
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Troisi, Licia

Poe. La nocchiera del tempo

RIZZOLI, 08/03/2022

Abstract: Poe è un'umana, che deve fare i conti con una Terra devastata da una misteriosa catastrofe. Allontanata dal suo mondo come reietta all'età di quindici anni, ha perduto tutto: amici, affetti, posizione sociale, ma grazie alla sua straordinaria forza d'animo, al coraggio e alla spavalderia ha saputo cavarsela, e oggi, a venticinque anni, è una Cercatrice abile e famosa, una dei pochi in grado di viaggiare attraverso i Pozzi, passaggi interdimensionali che collegano tra loro i mondi del multiverso. Quando le viene affidata la missione di recuperare per un misterioso committente un'arma devastante, tanto potente da fomentare una terribile guerra sul pianeta Mechanica, le viene affiancato Damyan, Cercatore come lei ma dalle orecchie a punta, i capelli ricci e verdi e gli occhi arancioni. A Poe la cosa non piace per niente: lei è abituata a cavarsela da sola, nel bene e nel male, la responsabilità di un compagno può essere un impedimento e trasformarsi in un peso troppo grande da portare. Nonostante tutte le sue resistenze, giorno dopo giorno i due diventano una squadra formidabile. Ma questa volta portare a termine la missione non basterà, questa volta Poe decide di andare a fondo di tutto ciò che c'è dietro, e invece di consegnare l'arma ai committenti architetterà un piano che la riporterà al passato, alle sue origini, agli affetti, e forse anche a una sorella che credeva perduta per sempre.

La crepa e la luce
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Calabresi Milite, Gemma

La crepa e la luce

Mondadori, 01/03/2022

Abstract: Questo libro è il racconto di un cammino, quello che Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi, ha percorso dal giorno dell'omicidio del marito, cinquant'anni fa.Una strada tortuosa che, partendo dall'umano desiderio di vendetta di una ragazza di 25 anni con due bambini piccoli e un terzo in arrivo, l'ha condotta, non senza fatica, al crescere i suoi figli lontani da ogni tentazione di rancore e rabbia e all'abbracciare, nel tempo e con sempre più determinazione, l'idea del perdono.Un racconto che, partendo dalla vita di una giovane coppia che viene sconvolta dalla strage di Piazza Fontana, attraversa mezzo secolo, ricucendo i momenti intimi e privati con le vicende pubbliche della società italiana.Un'intensa e sincera testimonianza sul senso della giustizia e della memoria. Una storia di amore e pace.

Un italiano
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Figliuolo, Francesco Paolo - Severgnini, Beppe

Un italiano

RIZZOLI, 08/03/2022

Abstract: Se avete preso in mano questo libro è perché il 1° marzo 2021, mentre l'Italia era nel pieno della pandemia ed era indispensabile far decollare la campagna di vaccinazione, la presidenza del Consiglio ha scelto come Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 un generale degli alpini. Così gli italiani hanno imparato a conoscere Francesco Paolo Figliuolo, la sua divisa e il suo cappello con la penna ("Qualcuno lo considera buffo, io lo trovo bellissimo"). Il Commissario non ha perso tempo a parlare di sé. Lo fa per la prima volta in questo libro, incontrando Beppe Severgnini. I coautori si sono visti molte volte, hanno conosciuto le rispettive famiglie e gli allievi. Ne è uscita la storia di "un ragazzo meridionale di periferia" che, dopo il liceo classico a Potenza e l'Accademia militare a Modena, segue il consiglio del colonnello che comandava il distretto della sua città: "Francesco, tu devi andare in artiglieria da montagna, perché lì si fanno le cose seriamente. E poi noi di Potenza siamo montanari...". Così diventa alpino, e l'idea di fare le cose seriamente è il principio che guida la sua carriera, dalle difficili missioni in Kosovo e in Afghanistan al Comando logistico dell'Esercito. Anche nel nuovo ruolo di Commissario e coordinatore della campagna vaccinale ha voluto fare le cose seriamente. Significa prendere decisioni basate su conoscenza, competenza, buonsenso e precisione. Significa cambiare strategia se la situazione lo richiede. Significa muoversi tra la politica, l'amministrazione, la sanità. Significa capire di quali persone fidarsi e di quali diffidare. Significa arrabbiarsi e poi farsela passare ("Ogni tanto mi esce la vena!" confessa). Significa saper ascoltare, motivare e lavorare in gruppo. "L'Italia ha davvero tutto, deve solo imparare a metterlo insieme." Ecco il compito che si è dato un italiano come il generale Figliuolo.

Lucio Dalla
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Poggini, Massimo

Lucio Dalla

BUR, 01/03/2022

Abstract: "Io sono incoerente. Mi piace moltissimo esserlo e mi piacciono le persone che lo sono. Vivo nell'attesa quotidiana di cambiamenti. L'incontro di domani, se ci sarà, la scoperta di un posto nuovo, l'incerto di un'ora prossima: questo è il mio mondo" (Lucio Dalla). In occasione dei dieci anni dalla morte del grande artista, autore di pagine indimenticabili della storia della musica italiana, questo libro illustrato racconta come una favola la vita di Lucio Dalla, attraverso molte delle sue più curiose e interessanti testimonianze e una moltitudine di fotografie, che ne ripercorrono l'avventura musicale e privata. Dall'infanzia al rapporto con mamma Iole, dai primi approcci con il palco alla passione per il jazz, dagli albori di una carriera non proprio spumeggiante ai primi Sanremo, via via verso gli anni Sessanta e Settanta e gli incontri cruciali con alcuni tra i suoi amici e collaboratori più fidati, dalla grande passione per il mare, Napoli e Bologna alla sua profonda spiritualità, intrecciata a un animo farsesco e giocherellone: Massimo Poggini, giornalista musicale di lungo corso, ci regala l'affresco di un Dalla geniale come pochi, eccentrico e sorprendente, senza dimenticare le sue canzoni immortali, delle quali ci svela i retroscena creativi e i significati più celati. Autrice della prefazione è Silvana Casato Mondella, che per trentacinque anni è stata ufficio stampa, e amica intima, dell'artista bolognese.

Il cuore è un organo
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Michielin, Francesca - Gianatti, SIlvia

Il cuore è un organo

Mondadori, 15/03/2022

Abstract: Non cerco nulla. Non ho bisogno di nulla. Non penso quasi a nulla. È uno di quei periodi in cui vago nella mia vita come potrebbe fare un passante, un turista, un cavaliere errante, un personaggio secondario, sicuramente non come la protagonista della mia avventura, quale dovrei essere fino in fondo e, in fondo, sono. Questa è la storia di Verde, cantautrice poco più che ventenne all'apice del successo con un'innata propensione a sezionare con cura i sentimenti; ma è anche la storia di Regina, vecchia gloria della musica leggera con una naturale predisposizione all'eccentricità; e sì, è anche la storia di Anna, che senza saperlo le ha fatte entrare l'una nella vita dell'altra. Ma soprattutto, è la storia di un incontro tra donne apparentemente molto diverse tra loro, accomunate però da una stessa, viscerale passione per la musica e da uno stesso e profondo dolore, uno di quelli che ti premono sul petto fino a spezzarti la voce e ti fanno desiderare di sparire. Un'amicizia nata un po' per caso e che si trasforma, giorno dopo giorno, in una rivoluzione sotterranea lenta ma inarrestabile destinata a cambiarle per sempre. E a far accettare il fatto che talvolta, proprio quando nulla si spiega più, quando nulla è più incasellabile e ordinato, proprio allora, tutto inizia ad avere improvvisamente senso. Con Il cuore è un organo, Francesca Michielin ci regala una storia tutta al femminile che apre una nuova finestra sul suo mondo, che in parte conosciamo già grazie alle sue canzoni ma che qui, di pagina in pagina, raggiunge un'intensità e una profondità inedite e toccanti.

Cambiare
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Aidoo, Ama Ata - Amorosini, Sara

Cambiare

Mondadori, 15/03/2022

Abstract: Accra, capitale del Ghana, è una città vitale, moderna. Vitale e moderna è anche Esi, giovane, colta e in carriera, determinata a realizzarsi. Il suo matrimonio però vacilla, e quando il marito la costringe a un rapporto non voluto, decide di divorziare. Amici e familiari, sbalorditi, tentano di dissuaderla (in fondo, Oko è un buon marito, non la picchia nemmeno...), ma Esi non sente ragioni. Dopo la separazione, si innamora di Ali Kondey, un affascinante musulmano già sposato con Fusena, che ha sacrificato al ruolo di moglie e madre ogni ambizione di studio e successo. Esi accetta il difficile ruolo di seconda moglie, ma ben presto anche questa situazione si rivela una trappola... E inutili si riveleranno i consigli della sua migliore amica, l'infermiera Opokuya, una donna che lotta per ritagliarsi degli spazi di libertà nonostante il complicato ménage casalingo composto da marito e quattro figli. Con una narrazione vivissima e una scrittura che sa commuovere e nello stesso tempo tratteggiare un'impietosa satira sociale, Cambiare (1991) - romanzo che ha vinto il Commonwealth Prize - tocca con sguardo originale temi straordinariamente attuali, a ogni latitudine.

Il fiume al contrario
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Mourlevat, Jean-Claude

Il fiume al contrario

RIZZOLI, 08/03/2022

Abstract: Conosci il fiume Qjar? Quello che scorre al contrario, le cui acque rendono immortali chi ne beve anche solo una goccia? Quando Hannah, una ragazza di dodici anni, entra nella bottega di Tomek alla ricerca di quell'acqua magica, il giovane droghiere resta senza parole. Lui, orgoglioso di offrire nel suo negozio tutto ciò che al mondo c'è di più utile, non ne ha mai sentito parlare. Incuriosito e affascinato, Tomek decide di lasciare il suo piccolo villaggio e di mettersi sulle tracce di Hannah, partita alla ricerca del fiume al contrario. Un viaggio incredibile, che condurrà i due ragazzi ai confini della Terra, attraverso mondi fantastici popolati da creature insolite e meravigliose: il villaggio dei Piccoli Profumieri, la Foresta dell'Oblio, Ban Baitan, l'Isola Inesistente... Riusciranno Hannah e Tomek a trovare il fiume Qjar? O qualcos'altro, di ancora più grande, li aspetta? Un racconto sospeso tra fiaba e filosofia, una scrittura che ammalia il lettore trascinandolo in un'avventura emozionante. Una storia di formazione senza tempo, adatta a piccoli e grandi lettori, dalla penna del vincitore del premio Astrid Lindgren 2021.

Misfits
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Coel, Michaela - Vecchietti, Tiffany

Misfits

Mondadori, 12/04/2022

Abstract: Invitata a tenere la MacTaggart Lecture all'International Television Festival di Edimburgo, Michaela Coel ha toccato il cuore dell'intero pubblico parlando di razzismo e discriminazioni legate a genere e classe sociale. Ma la persona su cui quell'esperienza ha avuto un impatto maggiore è stata forse proprio lei stessa.Con le sue parole profonde e stimolanti e con grande senso dell'umorismo, Coel mette a nudo il proprio percorso e ci invita a riflettere sul nostro. Accogliendo le nostre diversità, ci dice, possiamo trasformare le nostre vite. E nulla come la creatività può aiutarci a soddisfare il nostro bisogno di guardarci a vicenda con attenzione, rispetto e sincerità.Misfits è un appello a coltivare onestà, empatia e inclusione. Dando voce alle disadattate e ai disadattati di ogni dove, questo libro, oggi più che mai necessario, è un manifesto potente, una travolgente chiamata all'azione rivolta a chiunque si sia mai sentito fuori posto.

Ci siamo voluti tanto bene
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Arbore, Renzo - Laurito, Marisa

Ci siamo voluti tanto bene

Mondadori, 22/02/2022

Abstract: L'amicizia, quella vera, non solo supera ogni ostacolo, ma è come il viaggio per Saramago: non finisce mai. Marisa e Renzo lo sanno bene, e come loro ne era convinto anche Luciano De Crescenzo, amico di una vita, compagno di innumerevoli avventure personali e televisive.Renzo, Marisa e Luciano. Tre artisti accomunati da un umorismo ironico e dissacrante, legati da un affetto indissolubile. Ma soprattutto tre amici che, attingendo all'arte sublime dell'improvvisazione, hanno mescolato le proprie vite trasformandole in uno spettacolo continuo e travolgente."Hai illuminato la mia vita con la tua grande intelligenza, con l'ironia, con l'amore mai decaduto, con la tua cultura. Ricorderò sempre i tuoi occhi. I tuoi dolcissimi occhi rimarranno impressi nel mio cuore", sono le parole commosse che gli dedica Marisa. "E se ci sarà una resurrezione, io la prossima vita, Luciano, voglio vivere e voglio nascere con te, a Napoli. Siamo abitudinari, ci piace Napoli." "Ci unisce Napoli, ci unisce l'amore per Napoli. Quindi ci unisce l'amore", le fa eco Renzo.Ci siamo voluti tanto bene è un memoir affettuoso e scanzonato che, attraverso i ricordi di Renzo Arbore e Marisa Laurito, e una testimonianza di Domenico De Masi, ripercorre l'amicizia con Luciano De Crescenzo.E così, passando dal set del Mistero di Bellavista a quello del Pap'occhio, dagli studi di "Tagli, ritagli e frattaglie" a quelli di "Indietro tutta", dai viaggi in giro per il mondo alle cene circondati da amici, Renzo, Marisa e Domenico ci svelano anche momenti privati della vita del loro amico ingegnere, diventato uno scrittore conosciuto in tutto il mondo.

Acqua
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Boccaletti, Giulio - Serrai, Roberto

Acqua

Mondadori, 15/03/2022

Abstract: Nel luglio del 2010 l'imponente diga delle Tre Gole, sul fiume Yangtze, resistette a un'eccezionale ondata di piena provocata dalle piogge torrenziali che per giorni avevano flagellato la provincia dello Hubei, nel sud-ovest della Cina. Per molti osservatori, la diga era la prova della vittoria dell'uomo sulla natura, l'emblema dell'emancipazione dai rischi e dalla variabilità del paesaggio idrico, il simbolo del progresso tecnico e ingegneristico. Per altri, invece, un'opera dall'elevato impatto ambientale.La diga sullo Yangtze racconta però anche un'altra, straordinaria storia. Quella del rapporto tra l'uomo e l'acqua, della loro mutua dipendenza e del reciproco adattamento. Una storia millenaria di idee, credenze e istituzioni nate per garantire la sicurezza e il benessere delle popolazioni a fronte della forza distruttiva e nel contempo vitale dell'agente più potente del sistema climatico della Terra. Una storia in primo luogo politica, perché l'acqua in quanto res publica, bene comune, sfida la proprietà privata e richiede una gestione collettiva, un contratto sociale in virtù del quale regolare il conflitto tra le aspirazioni dei singoli e le esigenze della comunità.Dalle antiche civiltà della Mezzaluna fertile alla Grecia classica, dalla Roma repubblicana all'impero britannico, dalla Guerra fredda all'età della globalizzazione, Giulio Boccaletti, uno dei massimi esperti di sostenibilità ambientale, ci guida alla scoperta di come la distribuzione di questa risorsa naturale abbia di fatto plasmato la civiltà umana, favorendo la nascita dello stato e delle sue istituzioni finanziarie, legali e commerciali, accompagnando lo sviluppo economico e caratterizzando la politica delle nazioni, e come, ancora oggi, nel cosiddetto Antropocene, definisca i termini del nostro rapporto con la natura e l'ecologia del pianeta. Un rapporto che si è fatto sempre più vincolante e che ci pone di fronte a domande ineludibili circa il destino di ognuno di noi.

La materia alternativa
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Marzi, Laura

La materia alternativa

Mondadori, 08/03/2022

Abstract: I ragazzi che non fanno l'ora di religione si chiamano Hossein, Amal, Safia, Michele, Meng e sono bengalesi, egiziani, italiani, cinesi. La protagonista di questa storia insegna loro una materia che si definisce a partire dal suo contrario, una materia che ai consigli di classe non conta nulla, che non ha programmi e, nel caso dell'istituto professionale in cui ci troviamo, non ha nemmeno un'aula.Nelle sue ore sparpagliate tra mensa, aula video e palestra, si inventa uno spazio in cui parlare con i ragazzi di sesso, di rapporti di potere tra uomini e donne, di discriminazione, razzismo, pornografia. Si appropria di questa zona franca, questo spicchio di far west tra le ore di inglese e matematica, per mettere in discussione le loro idee sull'identità di genere, l'orientamento sessuale, il consenso. E per farsi ascoltare da questi adolescenti, che a volte non sanno nemmeno l'italiano e magari dopo la scuola spacciano o fanno da genitori ai loro fratelli, li provoca, li spiazza, chiede la loro opinione, ascolta la loro musica, racconta di sé e della sua visione del mondo.Se in classe è appassionata e intransigente, fuori dalla scuola la sua vita è caotica e piena di crepe; abita in un monolocale di diciotto metri quadri e pratica con convinzione la materia alternativa all'amore: cerca gli uomini quando è triste e si annoia, da loro vuole il gioco, la tenerezza, il piacere, rifugge dalla religione della coppia e non crede che fare un figlio e costruire una famiglia possa dar senso a una vita.La seguiamo per un anno scolastico dentro e fuori dalla classe - tra un collegio docenti, un flirt nato in un negozio di casalinghi e un tentativo di spiegare il sessismo ad Amal e Nadir - in un momento cruciale della sua esistenza, in cui è costretta a guardare in faccia alcuni dei suoi nodi irrisolti. A tenere insieme, in un cortocircuito fertile, una riflessione necessaria sul modo in cui facciamo scuola oggi in Italia e il ritratto di una giovane donna anticonvenzionale sono l'intelligenza, la dolcezza e l'autoironia del personaggio a cui Marzi regala corpo e voce.

Niente paura
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Barnes, Julian - Fargione, Daniela

Niente paura

EINAUDI, 01/03/2022

Abstract: "La morte è dolce; ci libera dalla paura della morte", scriveva Jules Renard quand'era giovane e in salute. "Una consolazione? No, è un sofisma. O piuttosto una prova supplementare che per sconfiggere la morte e i suoi terrori ci vuole ben piú della logica e del ragionamento". Lo sa bene Julian Barnes, che dell'una e dell'altro ha sempre fatto ampio uso nel tentativo di esorcizzare la piú atavica e insuperabile delle paure, quella della morte, senza mai riuscire ad addomesticarla. Quali armi restano, dunque, all'agnostico scrittore che, per trovare sollievo dall'idea dell'estinzione, non può neppure contare sul balsamo della fede? Be', innanzitutto ricordare che, oltre a essere la piú viscerale e antica, la paura della morte è anche la piú comune e condivisa. E se è vero che "ogni tanatofobo ha bisogno del conforto temporaneo di un caso piú grave del proprio", guardarsi intorno può aiutare. Julian comincia dal suo entourage piú immediato, la famiglia di sangue - suo padre, un professore "amabile e tollerante", sua madre, anche lei insegnante, ma "lucida, categorica, apertamente intollerante delle opinioni contrarie", e suo fratello maggiore Jonathan, filosofo aristotelico, ateo, asciuttamente pragmatico - trovandoli tutti piú bravi di lui in "questa cosa del morire". Allarga quindi lo sguardo ai compagni quotidiani della sua vita, la sua "vera famiglia": artisti, filosofi, compositori e soprattutto scrittori, in primo luogo Jules Renard, di cui ripercorre la breve esistenza segnata da lutti prematuri, ma anche Émile Zola, Stendhal, Somerset Maugham, l'amato Flaubert. Le loro risposte all'ineluttabilità della fine si affiancano, in questo semi-dolente excursus, a riflessioni sull'estasi estetica e la religione dell'arte, le réveil mortel e l'inaffidabilità della memoria, Richard Dawkins e i geni egoisti, le ultime parole e i vari tipi di paura, la criopreservazione e la distruzione del pianeta. Ne nasce una sorta di vasta "tanatoenciclopedia" con cui il Julian Barnes scrittore, complice una buona dose di umorismo, dimostra di aver saputo trovare, dopotutto, nella penna la via per la propria sopravvivenza.Una paura atavica e insuperabile attanaglia da sempre Julian Barnes, quella della propria estinzione. Nessun conforto può venire dalla fede, all'agnostico scrittore, che fin dalla prima riga confessa: "Non credo in Dio, però mi manca". Non resta dunque che unirsi alla fitta schiera di illustri tanatofobici che l'hanno preceduto - da Montaigne a Renard, da Rachmaninov a Larkin - provando a convincersi che nel grande "buco nero dell'abisso" non c'è niente, ma proprio niente, di cui avere paura. "Geniale e divertente... concepito con grande abilità... proustiano nell'impianto".Frank Kermode, "The New York Review of Books" "Un libro tagliente, nel senso che oltre a essere arguto fa male". "New Statesman"Una paura atavica e insuperabile attanaglia da sempre Julian Barnes, quella della propria estinzione. Nessun conforto può venire dalla fede, all'agnostico scrittore, che fin dalla prima riga confessa: "Non credo in Dio, però mi manca". Non resta dunque che unirsi alla fitta schiera di illustri tanatofobici che l'hanno preceduto - da Montaigne a Renard, da Rachmaninov a Larkin - provando a convincersi che nel grande "buco nero dell'abisso" non c'è niente, ma proprio niente, di cui avere paura. "Geniale e divertente... concepito con grande abilità... proustiano nell'impianto".Frank Kermode, "The New York Review of Books" "Un libro tagliente, nel senso che oltre a essere arguto fa male". "New Statesman"

Amen
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Recalcati, Massimo

Amen

EINAUDI, 08/03/2022

Abstract: Un'esistenza sul confine tra la vita e la morte, tra battesimo ed estrema unzione. La nuda fede di una madre verso il battito del cuore del figlio. Un vecchio soldato, sopravvissuto alla guerra, insegna la forza del passo nella neve. Sullo sfondo i ricordi di una vita e la presenza incombente della fine. Una preghiera nel nome della vita che non vuole morire. Amen è il primo testo teatrale di Massimo Recalcati.

Salvarsi a vanvera
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Colagrande, Paolo

Salvarsi a vanvera

EINAUDI, 01/03/2022

Abstract: "È obbligatorio esagerare, se no cosa si racconta a fare". Si può immaginare una Resistenza coloratissima, sgangherata, ma non per questo meno seria? Per chi è nato con il cognome sbagliato, l'autunno del '43 è nero come il carbone. Forse nasce da qui l'idea spericolata e geniale di Aride Mestolari: tenendo il piccolo Cali sempre per mano, organizza dall'oggi al domani un'improbabile combriccola di minatori. L'imperativo categorico è salvarsi la vita - la sua, e quella degli altri - a dispetto di un destino in apparenza già scritto. Con uno sguardo perennemente distratto eppure traboccante di verità, Paolo Colagrande ha aperto un varco nella Storia. Tra La vita è bella e Train de vie, un romanzo miracoloso, divertentissimo e palpitante, sulla fiducia nell'ingegno umano e sul potere salvifico delle parole. Autunno 1943. Secondo un'antica maledizione - inventata di sana pianta e venduta al comando tedesco come leggenda popolare - nelle viscere di una miniera di carbone sulla sponda del Rio Fogazza si nasconderebbe la Salamandra Ignifera Gigante Cinese, capace di folgorare a vista qualsiasi forestiero si avvicini. Per l'ebreo Mozenic Aràd, che giusto prima delle leggi razziali ha pensato bene di diventare Mestolari Aride, la scoperta casuale del giacimento è l'unica speranza di salvare se stesso e la sua famiglia. E cosí, mettendo insieme una squadra di persone altrimenti destinate a fine certa - una professoressa di liceo, un suonatore di clavicembalo, un fattorino e un numero imprecisato di irregolari che dal giorno alla notte si cuciono addosso il titolo di geologo, minatore, fuochista, carpentiere o artificiere - Aride comincia a vendere carbone alle milizie, tenendole ben lontane dalla miniera con lo spauracchio della vampa infuocata. Finché il maggiore Aginolf Dietbrand von Appensteiner, comandante di piazza, comincia a insospettirsi... Dopo La vita dispari, Paolo Colagrande ci consegna un romanzo straripante d'intelligenza e di invenzioni. Pagina dopo pagina, assecondando "l'impostura del destino", costruisce una bugia grande quanto un intero paese: il piano geniale di un pugno di ebrei padani per salvarsi la vita.

Moon Lake
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Lansdale, Joe R. - Briasco, Luca

Moon Lake

EINAUDI, 22/03/2022

Abstract: Un grande romanzo sulla scoperta del male e la fine di ogni illusione. Un capolavoro che merita un posto accanto a libri indimenticabili come In fondo alla palude e La sottile linea scura. "La luna è alta. L'acqua è alta. Anime oscure vagano sulla terra e piangono. È una vecchia poesia. Ora so cosa significa", sono le ultime parole che Daniel Russell sente pronunciare a suo padre, in una notte del 1968, poco prima di lanciarsi con la macchina nel Moon Lake. Dieci anni dopo, quando l'auto e i resti del padre vengono recuperati, scopre qualcosa di scioccante, destinato a scuotere la sua vita e quella dell'intera cittadina in cui vive, fino a toccarne il nucleo piú marcio. Per tutto quel tempo la verità era rimasta nascosta sotto lo scintillio della luna. Ma adesso è giunto il momento per Daniel di dare un senso al proprio dolore. "Davanti a noi scintillano allegri tutti i tratti caratteristici del migliore Lansdale: il suo umorismo, l'originalità, l'inaspettato, i personaggi secondari indimenticabili e il suo Texas portentoso". Francesca Pellas, "tuttolibri - La Stampa"