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Adelphi, 07/10/2021
Abstract: I "Quaderni" di Simone Weil cominciano oggi ad apparirci per ciò che sono: un'opera unica e solitaria, senza ascendenze, senza discendenze, un cristallo perfetto composto di molteplici cristalli. Simone Weil riempì sedici grossi quaderni fra l'inizio del 1941 e l'ottobre 1942: aveva poco più di trent'anni, la guerra era nel suo momento più cupo, la vita la trascinava, come tanti rifugiati, fra Marsiglia, gli Stati Uniti, Londra, dove sarebbe morta nel 1943, dopo aver tentato in ogni modo di farsi paracadutare dietro le linee tedesche. Con prodigiosa intensità, trasmettendoci quasi il pulsare del pensiero stesso nel momento in cui si fissa, Simone Weil annotò in quel periodo questa "massa non ordinata di frammenti": tutti i temi delle sue riflessioni precedenti, che erano state soprattutto filosofiche e sociali, vi riappaiono e alcune decisive scoperte sono qui testimoniate, come la lettura dei grandi testi sanscriti, fatta con René Daumal. Ma ciò che subito colpisce è l'invisibile presupposto che irraggia la sua luce su queste pagine. Qui, più che mai prima in lei, parla un pensiero trasparente e durissimo, caparbiamente concentrato su un esile fascio di parole che la Weil incontrava interrogando pochi testi inesauribili (le "Upaniṣad", la "Bhagavad Gītā", i Presocratici, Platone, Sofocle, i Vangeli, san Paolo): amore, forza, necessità, equilibrio, bene, desiderio, sventura, bellezza, limite, sacrificio, vuoto. Nulla come il contatto con queste parole può rendere evidente la miseria della filosofia, della scienza, della religione, della politica abbandonate al loro "karman" occidentale. Mentre proprio dinanzi a queste parole si accende il pensiero della Weil, che è l'esperienza stessa di "agganciare il proprio desiderio all'asse dei poli". La Weil sapeva perfettamente che quelle parole sono altrettante ordalie, perché fanno traversare il fuoco a chi le pronuncia. Chi può pronunciarle, in quanto sa a che cosa esse si riferiscono, ne esce illeso. Ma quasi nessuno ne esce illeso. Nella bocca di quasi tutti quelle parole sono carcasse deformi. Sotto la penna di Simone Weil tornano a essere cristalli misteriosi. Per osservare quei cristalli con attenzione – e l'attenzione è appunto la suprema virtù praticata dalla Weil, quella che riassume in sé tutte le altre – bisogna essere almeno un matematico dell'anima: Simone Weil lo era.
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Adelphi, 07/10/2021
Abstract: Questo volume contiene i quaderni quinto, sesto, settimo, scritti a Marsiglia dal novembre 1941 all'inizio del 1942. Periodo dunque brevissimo, dove tanto più prodigiosa appare la concentrazione e l'intensità del pensiero di Simone Weil. Qui si direbbe che venga trasposta in regola di vita metafisica quella abitudine che è tipica degli allievi della École Normale (come Simone stessa era stata): studiare pochi testi, ma tentando di derivarne le conseguenze più ramificate, più vaste e più decisive. E proprio in questi mesi vengono a giustapporsi, per la Weil, a quelli greci antichi alcuni testi della tradizione indù, che prendono posto fra quelli per lei essenziali: innanzitutto la "Bhagavad Gītā" e le "Upaniṣad", che ella cominciava allora a leggere nell'originale, dopo essere stata iniziata allo studio del sanscrito da René Daumal agli inizi del 1941. Tra i "Vangeli", la "Gītā" e i greci antichi si viene così a creare una triangolazione abbagliante. Al di là di essa, percepiamo un azzardo peculiare di Simone Weil: tentare di fissare una "fisica del soprannaturale", che trasponga le nozioni di leva, forza, limite, equilibrio, gravità, livello, ecc., in un altro ambito, quello di cui meno sappiamo e da cui dipende ogni attimo della nostra vita. Ed è solo la grazia di un rigoroso pensiero analogico a permetterci di procedere, come in queste pagine, verso quella "linea d'ombra" di ogni pensiero che è la giuntura dello spirito con la materia.
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Adelphi, 07/10/2021
Abstract: Del cervello umano, Davide sa quanto ha imparato all'università, e usa nel suo mestiere di neurochirurgo. Finora gli è bastato a neutralizzare i fastidiosi rumori di fondo e le modeste minacce della vita non elettrizzante che conduce nella Lucca suburbana: l'estremismo vegano di sua moglie, ad esempio, o l'inspiegabile atterraggio in giardino di un boomerang aborigeno in arrivo dal nulla. Ma in quei suoni familiari e sedati si nasconde una vibrazione più sinistra, che all'improvviso un pretesto qualsiasi – una discussione al semaforo, una bega di decibel con un vicino di casa – rischia di rendere insopportabile. È quello che tenta di far capire a Davide il suo nuovo, enigmatico maestro, Diego: a contare, e spesso a esplodere nel modo più feroce, è quanto del cervello, qualunque cosa sia, "non" si sa. O si preferisce non sapere.
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Adelphi, 07/10/2021
Abstract: All'inizio della carriera, Peter Cameron era uno scrittore di commedie brillantissime, feroci, tutte sull'orlo della surrealtà – o, se si preferisce, tutte dentro quella realtà survoltata che era New York sullo scorcio degli anni Ottanta. Se ne ricordano di sicuro i lettori che hanno amato "Un giorno questo dolore ti sarà utile", e che qui ritroveranno la Soho delle gallerie, delle palestre esclusive e delle ancor più elitarie banche del seme; parteciperanno al rapimento più sgangherato del secolo, e a un tentato omicidio non meno improbabile; e finiranno per farsi trascinare, felici, in tutti gli altri disastri connessi al più lungo, accidentato e imperdibile divorzio fin qui raccontato.
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Mimesis Edizioni, 30/09/2021
Abstract: Il volume affronta tematiche inerenti le nuove frontiere del turismo che, negli ultimi anni, stanno interessando destinazioni orientate a promuovere forme alternative di valorizzazione dei territori, sperimentazioni basate sulla valorizzazione del capitale umano e del patrimonio materiale e immateriale ad esso collegato. La pubblicazione vuole far emergere una caratterizzazione e un approfondimento del grande settore del turismo sostenibile, resa ancor più attuale dalla pandemia, definita, nel libro, turismo di comunità. Il volume è tripartito. La prima parte di carattere teorico-metodologico indaga come il tema del coinvolgimento nei processi decisionali della comunità residente sia di fondamentale importanza e quali strumenti e metodologie possano supportare tale opportunità. La seconda, invece, analizza alcune esperienze di buone pratiche e ipotesi di progetto in cui la valorizzazione del territorio ha avuto luogo, o si presume possa averlo, attraverso la forza delle comunità ospitanti. La terza riguarda, infine, un possibile indirizzo di governance finalizzato all'attuazione e territorializzazione del nascente turismo di comunità.
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66THAND2ND, 30/09/2021
Abstract: Anapola è una provincia italiana come tante, aggrappata alla famiglia Lavatori e alla loro azienda agricola che impiega quasi tutti i suoi abitanti. Senza i Lavatori Anapola sarebbe una città fantasma, da attraversare veloci in auto. Ma proprio nel giorno del suo undicesimo compleanno il giovane Elio Lavatori, figlio prediletto, speranza delle generazioni future, muore travolto da un furgone frigorifero. Il vuoto lasciato dalla scomparsa di Elio, nella sua famiglia e nell'intera comunità che ha sempre confidato nell'erede, è enorme. E nel romanzo s'intreccia con un altro vuoto: quello di Giona, trentenne ritornato al paese dopo aver abbandonato i sogni gloriosi di diventare regista a Roma. Nel ritmo lento e disfatto di Anapola, Giona, sconfitto ma non vinto, dà una mano al motel dei genitori e oscilla continuamente tra lampi di possibilità – fare un film su Elio – e momenti di ansioso sconforto. L'amore lo sfiora ripetutamente, ma Giona neppure sull'amore ha ormai certezze. Le passioni regalano brevi istanti di gioia, l'esistenza scorre in locali notturni, mentre le ambizioni svaniscono sulla strada del ritorno a casa. E nell'alba nebbiosa Giona cerca sé stesso e il suo paese. Con sguardo lucido e trattenuta emozione, Filippo Polenchi scrive un ambizioso romanzo d'esordio sui desideri e le disillusioni della vita di provincia.
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I liberi muratori. Storia mondiale della massoneria
Laterza, 07/10/2021
Abstract: Intorno alla Massoneria aleggia da sempre un'aura di mistero e di sospetto. Ma chi sono i massoni? Membri di una confraternita dedita alla filantropia e all'etica o una società segreta complice dei peggiori misfatti? I massoni hanno veramente architettato, tra l'altro, la Rivoluzione francese, la Rivoluzione russa e le trame oscure della nostra storia repubblicana?Mistero e sospetto: questi i due sostantivi che normalmente associamo alla Massoneria. La segretezza, i rituali stravaganti e occulti, il coinvolgimento in trame e complotti, non hanno fatto che rafforzare questo giudizio o pregiudizio, specialmente nel nostro paese. Eppure, fratelli massoni furono uomini come Winston Churchill e Walt Disney, Wolfgang Amadeus Mozart e Benjamin Franklin, Rudyard Kipling e 'Buffalo Bill'Cody. Fondata a Londra nel 1717, la Massoneria mostrò immediatamente la propria influenza pervasiva, tanto da diffondersi in tutto il mondo in solo due decenni. Così, se con George Washington divenne il credo della nuova nazione americana, furono le reti massoniche a tenere insieme l'Impero britannico. Se con Napoleone divenne uno strumento dell'autoritarismo, con la Restaurazione funzionò da copertura per le cospirazioni rivoluzionarie del Risorgimento. Ai rituali e alle formule di affiliazione della Massoneria si ispirarono, fino a copiarli, tanto i mormoni quanto la mafia siciliana. La Chiesa cattolica ne ha temuto l'influenza al punto di scomunicare gli aderenti già dal 1738 e la temettero anche Hitler, Franco e Mussolini che considerarono le logge uno strumento di diffusione del pacifismo e del giudaismo internazionale. In questo libro, John Dickie ricostruisce con una prosa avvincente il lato oscuro della modernità.
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Adriatico amarissimo. Una lunga storia di violenza
Laterza, 07/10/2021
Abstract: "Chi oggi, venuto da chissà dove, d'estate prende il sole a capo Promontore, al vertice del triangolo istriano, non immagina che neanche settant'anni prima dalla terra alle sue spalle metà della popolazione, quella italiana, ha dovuto prendere la via dell'esilio. Chi naviga fra i mille scogli della Dalmazia non sa che l'isola all'orizzonte, Arbe/Rab, ha ospitato durante la seconda guerra mondiale un campo di concentramento".La 'stagione delle fiamme' e la 'stagione delle stragi' si succedono al confine orientale nel racconto di un grande storico.Le terre dell'Adriatico orientale sono state uno dei laboratori della violenza politica del ʼ900: scontri di piazza, incendi, ribellioni militari come quella di D'Annunzio, squadrismo, conati rivoluzionari, stato di polizia, persecuzione delle minoranze, terrorismo, condanne del tribunale speciale fascista, pogrom antiebraici, lotta partigiana, guerra ai civili, stragi, deportazioni, fabbriche della morte come la Risiera di San Sabba, foibe, sradicamento di intere comunità nazionali. Queste esplosioni di violenza sono state spesso studiate con un'ottica parziale, e quasi sempre all'interno di una storia nazionale ben definita – prevalentemente quella italiana o quella jugoslava (slovena e croata) –, scelta questa che non può che originare incomprensioni e deformazioni interpretative. Infatti, è solo applicando contemporaneamente punti di vista diversi che si può sperare di comprendere le dinamiche di un territorio plurale come quello dell'Adriatico orientale, che nel corso del ʼ900 oscillò fra diverse appartenenze statuali. Inoltre, le versioni offerte dalle singole storiografie nazionali non fanno che rafforzare le memorie già a suo tempo divise e rimaste tali generazione dopo generazione. Sono maturi i tempi per tentare di ricostruire una panoramica complessiva delle logiche della violenza che hanno avvelenato – non solo al confine orientale – l'intero Novecento.
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La privatizzazione della conoscenza
Laterza, 07/10/2021
Abstract: Viviamo in una situazione paradossale. La scienza dei nostri giorni nasce – sotto vari profili – come bene pubblico, ma finisce con l'essere privatizzata. Viviamo in una situazione paradossale. La scienza dei nostri giorni nasce – sotto vari profili – come bene pubblico, ma finisce con l'essere privatizzata. Questo meccanismo di privatizzazione della conoscenza produce diseguaglianza sociale e contribuisce ad una distribuzione disomogenea dei redditi e dei patrimoni che sta minando le fondamenta degli stati e la convivenza sociale.Salute umana, cambiamento climatico, governo dei dati: sono queste le sfide cruciali per la prossima generazione. Non è possibile affrontarle senza smettere di trasformare la scienza in un bene privato. Occorre invece creare infrastrutture pubbliche ad alta densità di conoscenza, sintesi ideale del modello dell'infrastruttura di ricerca e di un nuovo tipo di impresa pubblica.
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Edizioni e/o, 04/11/2021
Abstract: VINCITORE DEL BOOKER PRIZE 2021Selezionato dalla redazione del New York Times"Complesso, ambizioso e brillante". Financial Times"Uno dei migliori libri dell'anno". The Times (Regno Unito)"Sbalorditivo". The Guardian"Un'allegoria delle più vaste debolezze di una nazione". The Irish Times"Semplicemente, dovete leggerlo". Claire Messud, Harper's MagazineUna saga familiare moderna che poteva arrivare solo dal Sudafrica, scritta in splendida prosa dall'autore vincitore del Booker Prize, Damon Galgut. Perseguitati da una promessa non mantenuta, dopo la morte della madre i membri della famiglia Swart si perdono di vista. Alla deriva, le vite dei tre figli della donna procedono separatamente lungo le acque inesplorate del Sudafrica: Anton, il ragazzo d'oro amareggiato dal potenziale inespresso che è la sua vita; Astrid, il cui potere sta nella bellezza; e la più giovane, Amor, la cui vita è plasmata da un nebuloso senso di colpa. Ritrovandosi per quattro funerali nel corso di tre decenni, la famiglia in declino rispecchia l'atmosfera del paese: un'atmosfera di risentimento, rinnovamento e infine di speranza.La promessa è un dramma epico che si dispiega al ritmo dell'incessante marcia della storia nazionale, che i lettori di Galgut ameranno di certo e che ne incanterà di nuovi.
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I due castelli. N.E.O. - Libro due
Edizioni e/o, 04/11/2021
Abstract: Il secondo volume dell'appassionante serie di Michel Bussi: N.E.O.La tribù del tepee e quella del castello si sono unite formando un'unica grande comunità odiata e osteggiata dalla strega Mordelia. I misteri però rimangono. Chi ha avvelenato gli animali prima della fuoriuscita del sangue giallo? Chi era davvero Maria Luna, l'ultima adulta sopravvissuta al passaggio della nube? Quali segreti racchiude la sua tomba, affannosamente cercata da tutti?I "figli della nube" hanno ormai quattordici anni, sono in piena adolescenza e con la responsabilità di un mondo nuovo da ricostruire, ma ciò non impedisce che ragazzi e ragazze scoprano l'amore, inventino un nuovo modo di vestirsi chiamato Lollymoda, creino un rivoluzionario modo di suonare chiamato new world music e addirittura organizzino un grande ballo. Eppure la domanda che tutti si pongono è: sono soli su questa Terra o esistono altri sopravvissuti come loro? Ogenor e il consiglio decidono allora di organizzare una spedizione esplorativa con l'Albatros, un veliero rimesso in sesto e incaricato di scendere la Senna fino al mare, e ciò che scoprono cambierà per sempre il corso normale delle cose...
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Edizioni e/o, 04/11/2021
Abstract: "Un ritratto straziante e meditato di una cittadina scozzese sconvolta dal senso di colpa per una storia di violenza familiare". Publishers Weekly"Profondo, intenso e umano". Kirkus ReviewsUn'atmosfera inquieta, spesso burrascosa e con rari sprazzi di serenità come la natura selvaggia e il tempo indomito (descritti entrambi con molta efficacia) che imperversano a Litta, un'isoletta delle Ebridi.Litta è un'isoletta delle Ebridi con più pecore che abitanti, un'unica scuola, un'unica strada principale che la percorre in cerchio e poche case. Per questo, quando negli anni Novanta John Baird, un "figlio dell'isola", un uomo gentile e devoto alla famiglia, uccide la moglie e due dei suoi tre figli e poi rivolge il fucile verso se stesso, gli isolani restano impietriti ma, di più ancora, si sentono traditi nell'intimo. Vent'anni dopo Tom Baird, unico superstite della tragedia (o "del fatto"), si ripresenta inaspettato alla porta dello zio Malcolm, che con la defunta moglie Heather aveva provato a prendersi cura di lui ma non era riuscito a gestirne la rabbia. Il ritorno di Tom è accolto perlopiù con inquietudine dagli isolani che erano più vicini alla sua famiglia (dallo zio Malcolm e da Fiona, ex vicina e amica della madre Katrina, in particolare), anche per via della sua incredibile somiglianza con il padre John. I ricordi di ciascuno vengono così strappati ai recessi della memoria dove erano stati ricacciati, ricordi intrecciati con un insanabile senso di colpa perché, si scopre, alcuni avevano colto tanti piccoli indizi ma nessuno aveva saputo – o voluto? – ammettere nulla né tanto meno parlarne, andare più a fondo, pur di non scombussolare la propria tranquilla esistenza.
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Edizioni e/o, 10/11/2021
Abstract: Una storia sul conflitto tra cuore e ragione, sul legame viscerale tra madre e figlio che si instaura prima della nascita, sul perché sentiamo il desiderio di procreare e sul timore di farlo per la responsabilità che comporta il decidere di far venire al mondo un essere umano. Un modo trasversale per accostarsi al mondo della diversa abilità, a ciò che significa essere genitori di una persona down, al "dopo di noi". Sassi lanciati nello stagno e non risposte, perché quelle si possono trovare solo nella consapevolezza di ognuno e nel proprio modo di vedere la vita. E forse in un "sentire" che poco ha a che fare con la ragione e la saggezza.Poliana è incinta e ricoverata in day hospital per fare l'amniocentesi: ha quarant'anni, il rischio di avere un bambino down è piuttosto alto. Non ha mai pensato al feto che ha in corpo come a un bambino, l'ha sempre considerato un essere provvisorio il cui futuro è legato all'esito dell'esame. È scontato che se dovesse essere down non lo farà nascere. Poliana ha una fervida immaginazione e, così come in passato aveva dato vita con la fantasia a una figlia che non ha mai nemmeno concepito, ma che ha molto desiderato tanto da immaginarne ogni particolare, anche il modo in cui l'avrebbe vestita – la bambina con il vestito a pois – ora si concede di pensare alla creatura che ha in grembo, di parlarle, di essere certa che è femmina, di darle un nome, di farla essere viva e, in qualche modo, di affezionarsi a lei.
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Edizioni e/o, 09/02/2022
Abstract: Uno dei primi romanzi (2008) che hanno reso famoso il grande scrittore inglese."Un libro travolgente". The Guardian"Agghiacciante, mozzafiato, spezza il cuore". The New York Times"Un devastante ritratto dell'inarrestabile autodistruzione di un uomo". The Times"Un romanzo lucido, ammaliante, che prova a sondare la condizione umana". Literary ReviewTerence Cave ha già affrontato diverse tragedie nella vita: il suicidio della madre e la morte della moglie nello spaventoso incidente in cui ha perso la vita anche il figlio adolescente, Reuben. La figlia superstite, Bryony, è sempre stata la cocca di casa e Terence quindi si rende conto che il suo dovere è quello di proteggerla dalle forze avverse del mondo, a qualsiasi costo. Ma quando comincia a seguire i movimenti della figlia, prostrata per queste perdite, imponendole una serie di regole molto rigide, il suo amore per Bryony diventa una forza possessiva e distruttiva.
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Edizioni e/o, 24/11/2021
Abstract: Un romanzo d'esordio luminoso che segue la vita di una giovane donna, dall'infanzia in Vietnam alla condizione di migrante negli Stati Uniti, fino al necessario ritorno nella terra natia."Evoca in modo struggente la difficoltà di riconciliarsi con il presente attraverso "una storia inafferrabile"". The New Yorker"Un'opera luminosa". Los Angeles Review of Books"Un romanzo lirico scritto meravigliosamente".New York Journal of Books"Un racconto commovente sulla solitudine e l'amore".BooklistDa bambina, isolata dal mondo in un accampamento militare segreto e cresciuta da una madre poco presente, si affeziona a un soldato compassionevole e alla sola altra ragazza nel campo, coltivando due amicizie che plasmeranno il resto della sua vita. Da giovane donna, a New York, lontana dal paese d'origine e tormentata dalle ferite dell'adolescenza, è ancora alla ricerca del suo posto nel mondo. Si innamora di una donna sposata che è la fotocopia della sua amica d'infanzia, e si ritrova a seguire degli sconosciuti che le ricordano il suo soldato. Quando la tragedia deflagra, deve tornare in Vietnam e affrontare i ricordi del suo passato per riconciliarsi con la propria identità.Attraverso una riflessione profonda sull'amore, la perdita, la presenza di un passato che non muore mai, il romanzo indaga un antico dilemma: apprezziamo le persone che fanno parte delle nostre vite per ciò che sono o per ciò che abbiamo bisogno che siano?
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Editrice Bibliografica, 30/09/2021
Abstract: Il volume contiene le relazioni esposte nelle quattro tappe del Convegno delle Stelline 2021, il più importante appuntamento per i bibliotecari italiani, giunto alla ventiseiesimaedizione. Il Convegno 2021 si è svolto in quattro appuntamenti di due giorni ciascuno, articolati tra gli incontri in presenza e quelli online, distribuiti nelle diverse ambientazioni di Torino, Napoli, Firenze e Milano. Decine di contributi di alto livello, provenienti dal panorama italiano e internazionale, raccolti in un unico volume completo e curato.
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Edizioni e/o, 24/11/2021
Abstract: Ambientata nei primi anni '80 in una Polonia dilaniata dal violento declino del comunismo, una tenera e appassionata storia d'amore omosessuale tra due giovani che alla fine si trovano ai lati opposti dello scontro politico: un debutto letterario incredibilmente poetico e straziante."Un'esplorazione lirica del conflitto tra amore gay e conformità politica. Jedrowski è una nuova star internazionale". Edmund White"Elegante, irresistibile e pieno di malinconica bellezza. Da tenere sullo scaffale accanto ai romanzi di Alan Hollinghurst, Edmund White e altri classici del canone gay". Evening StandardPolonia, 1980. Ludwik Głowacki, ragazzo ansioso e disilluso prossimo alla laurea, è stato inviato insieme agli altri ragazzi del suo corso a un campo agricolo estivo. Qui incontra Janusz; insieme i due trascorrono un'estate da sogno nuotando in un lago appartato, leggendo libri proibiti e innamorandosi. Quando l'estate finisce, i due tornano a Varsavia e all'ipocrisia della vita sotto il Partito. Costretti a fare i conti con la dura realtà, Ludwik e Janusz devono decidere come sopravvivere e nelle loro scelte si trovano su fronti opposti.Nuotare nel buio è un romanzo d'esordio indimenticabile sulla giovinezza, sull'amore, sulla perdita e sui sacrifici che facciamo ogni giorno per vivere una vita senza bugie.
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Soggetto e masse. La psicologia delle folle di Freud
Castelvecchi, 01/10/2021
Abstract: Qual è il senso profondo dell'intervento di Freud sui temi sociali del suo tempo? Come bisognerebbe leggere, oggi, un testo di un secolo fa come Psicologia delle masse e analisi dell'Io, soprattutto in relazione al fascismo che allora non si era ancora affermato, ma di cui si profetizza l'avvento? Dopo aver risposto a queste domande, il saggio di Benvenuto – attraverso una rilettura di Bion, Lacan, Fachinelli, Laclau e altri – allarga il focus dalle "masse" di Freud a una teoria generale dei processi politico-sociali grazie alla psicoanalisi, strumento prezioso per capire le vicende politiche e sociali contemporanee: il populismo, il sovranismo, la parabola di Trump, i conflitti etnici in corso, "la democrazia del narcisismo".
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Fazi Editore, 21/10/2021
Abstract: Un libro sulla forza della natura e sulla capacità dell'uomo di adattarsi a questa legge, ambientato in una delle zone meno conosciute e più belle d'Italia.Nell'agosto del 2016, Francesca Capodiferro, giovane geologa e caposquadra dei vigili del fuoco di Roma, si trova in missione sui monti della Laga, al confine tra Lazio, Marche e Abruzzo. La sera del 24, con i suoi cani da ricerca, decide di accamparsi sulla montagna sopra Amatrice ma, proprio quella notte, violente scosse di terremoto distruggono il paese e tutte le frazioni limitrofe. Francesca sarà tra i primi ad arrivare sul luogo e a organizzare i soccorsi, inizialmente con mezzi di fortuna, poi aiutata dagli uomini della sua squadra. Con loro ha sempre avuto rapporti difficili, quasi conflittuali: i "suoi" vigili del fuoco le obbediscono ma non la amano e questo a volte le causa problemi anche durante le operazioni di emergenza. Dopo incontri inaspettati, allontanamenti e ricongiungimenti, arrivano i rinforzi ma Francesca, provata emotivamente dalla tragedia e dai contrasti sorti con i colleghi, decide di partire da sola alla ricerca dei dispersi e delle persone rimaste bloccate nelle vallate circostanti, frugando nei casolari, nelle grotte e nei rifugi offerti dai boschi, dove la gente si è nascosta per la paura. Sarà un viaggio difficile il suo, nel dolore e nella bellezza della natura, a volte così violenta e indifferente alle vicende umane. Ma sarà anche un viaggio necessario per scoprire, dentro di sé, le ragioni della propria missione e riconciliarsi finalmente con la vita, i suoi uomini, il suo lavoro.Franco Faggiani conferma la sua abilità nel descrivere paesaggi e situazioni coinvolgendo il lettore in una storia d'amore e di coraggio. Un romanzo in cui i sentimenti hanno una parte predominante e sono protagonisti insieme agli uomini e gli animali sono il tramite per avvicinarsi ai segreti della natura.Sui libri dell'autore hanno scritto:"Non esistono posti lontani diffonde serenità e bellezza, e ci fa recuperare la voglia di immergerci nella contemplazione dell'arte e della natura".Luca Mercalli"La manutenzione dei sensi è il racconto di come cresce un sentimento paterno in un ambiente autentico come quello montano. Il male di vivere, oggi, si cura ad alta quota e la fuga dalla città spesso diventa una salvezza".Zita Dazzi, "Robinson – la Repubblica""Una vicenda epica, solo in parte di fantasia. Un romanzo delicato e profondo con riflessioni che coinvolgono i grandi temi dell'esistenza".Luigi Ripamonti, "Corriere della Sera""Il libro di Faggiani ha il dono – rarissimo – di essere letto e subito amato come un poema sulle imprevedibili pieghe del destino".Sergio Pent, "TTL – La Stampa""Il guardiano della collina dei ciliegi è un eccellente e inaspettato romanzo. Un viaggio nell'animo umano e nel terreno minato delle emozioni".Giulia Ciarapica, "Il Foglio"
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La nave di Teseo, 14/10/2021
Abstract: Paola Mastrocola e Luca Ricolfi per la prima volta insieme in un libro per denunciare a due voci il paradossale e tragico abbaglio della scuola democratica, che, nata per salvare i più deboli, oggi di fatto ne annega le speranze.Due voci, di cui una lancia un'ipotesi e l'altra la raccoglie, provandola con la forza dei dati, testandola con modelli matematici e arrivando alla conferma. Sì, è così: una scuola facile e di bassa qualità allarga il solco fra ceti alti e ceti bassi.Un disastro, di cui rendere conto e chiedere scusa, ai ragazzi e alle loro famiglie. Questo libro è un j'accuse, spietato e dolente, e al tempo stesso un atto d'amore verso il mondo della scuola e dell'università, i docenti, gli studenti. È un grido d'allarme che i due autori hanno lanciato più volte nei loro libri, in questi anni. Un grido sempre andato perso, ma doveroso, e ora più che mai disperato. Perché non c'è più tempo. Ma anche perché proprio questo tempo sospeso e minaccioso, in cui ci troviamo ora a navigare, è forse il più adatto per scardinare vecchi schemi ideologici e provare a cambiare tutto.