Trovati 62457 documenti.
Trovati 62457 documenti.
Risorsa locale
La nave di Teseo, 23/04/2025
Abstract: Ẹniọlá è un ragazzino buono e assennato, vive a Osogbo, una città della Nigeria, e sogna solamente di poter studiare e andare all'università per garantirsi una posizione e un futuro. Ma la situazione economica della sua famiglia è peggiorata da quando il padre ha perso il posto di lavoro ed è caduto in depressione. Per tirare avanti hanno dovuto vendere la macchina, lasciare la loro bella casa e trasferirsi in un piccolo appartamento di cui quasi non riescono a pagare l'affitto. Ma, soprattutto, faticano a saldare le rette della scuola privata, unica via d'accesso all'istruzione universitaria, per Ẹniọlá e la sua sorellina. Nonostante tutto Ẹniọlá non si arrende, è disposto a fare qualunque cosa per continuare ad andare a scuola e sognare un futuro migliore per sé stesso e la sua famiglia. Wúràọlá è una ragazza eccezionale, gentile, decisa e intraprendente; laureata in medicina, è impegnata in un duro tirocinio. Proviene da una famiglia facoltosa e importante ed è fidanzata con Kúnlé, figlio di un aspirante politico amico di famiglia. Nonostante Wúràọlá sia intelligente e indipendente non può non subire le pressioni della società e dei suoi parenti: il matrimonio con Kúnlé, malgrado lui non sia quello che sembra, le appare necessario per non scontentare le attese. Ẹniọlá e Wúràọlá vivono nella stessa città, ma in mondi diversissimi che solo casualmente si sfiorano, con conseguenze impensate e, talvolta, terribili. Ayobami Adebayo, una delle voci più potenti della letteratura africana e internazionale, racconta la storia di due ragazzi, e delle loro famiglie, che devono sopravvivere nella caotica situazione sociale e politica della Nigeria, una nazione in cui il divario tra chi ha e chi non ha è enorme. Un romanzo avvincente di segreti e legami familiari, speranze e illusioni, ambientato nella brutale realtà di una società piena di disuguaglianze e contraddizioni. "Un racconto affascinante della Nigeria moderna e di due famiglie intrappolate tra ricchezza, potere, ossessione romantica e corruzione politica. Dall'autrice di Resta con me, nel solco delle grandi opere di Chinua Achebe e Chimamanda Ngozi Adichie." The New York Times
Risorsa locale
The darkest corner of the heart. Sei tu la mia sfida
Queen Edizioni, 28/03/2025
Abstract: Maddie Stevens non si è mai sentita all'altezza.Non abbastanza da guadagnarsi l'amore dei suoi genitori. Non abbastanza da smettere di essere un peso per suo fratello. Non abbastanza per costruire la vita che ha sempre sognato.Dopo un infortunio che potrebbe cambiare per sempre la sua carriera, è convinta che la sua vita sia finita. E poiché l'universo ha un crudele senso dell'umorismo, il suo fisioterapista si rivela un brontolone che non sembra nemmeno apprezzarla poi tanto. Per sei settimane, sarà costretta a guardare quella bella barba e ad ascoltare quella voce profonda che le fa girare la testa. Come se non bastasse, James Simmons ha dieci anni più di lei, ed ecco che innamorarsi di lui diventa la ricetta perfetta per un disastro.Ma quando il loro percorso insieme fa sì che i confini inizino a confondersi, resistere alla tentazione diventa quasi impossibile.*romanzo autoconclusivo
Risorsa locale
Un americano alla corte di re Artù
Gallucci, 28/03/2025
Abstract: Un americano del XIX secolo si risveglia misteriosamente alla corte di Camelot. Il mondo dei Cavalieri della Tavola Rotonda e di mago Merlino si rivela ai suoi occhi un luogo tutt'altro che ospitale e incantato. Ci sono i castelli, le damigelle e le grandi imprese da realizzare, ma i nobili non fanno che sfidarsi a duello e raccontare frottole, mentre il popolo vive praticamente in schiavitù. Alla magia e alla superstizione dell'Europa medievale, il protagonista opporrà il pragmatismo del Nuovo Mondo e le conoscenze scientifiche della modernità. Il risultato è uno dei romanzi satirici più spassosi di tutti i tempi.
Risorsa locale
Sonzogno, 28/03/2025
Abstract: Nessuno ha dubbi: l'inquinamento atmosferico può causare allergie, asma, bronchite, polmonite e anche accrescere il rischio di tumori, aterosclerosi e problemi cardiovascolari. Una minaccia per la salute dei bambini, degli adulti e degli anziani. Ma noi possiamo difenderci? La risposta è sì, in molti modi. Per la prima volta lo spiega in maniera puntuale un libro, che offre ai lettori tutte le soluzioni pratiche per ridurre l'impatto dello smog nelle nostre vite, in base ai risultati degli esperimenti e degli studi scientifici. Dai purificatori d'aria alle piante d'appartamento, fino ai consigli per la vita all'aperto. L'autore è uno dei massimi esperti della materia: Roberto Boffi, responsabile della Pneumologia e direttore del Centro antifumo all'Istituto nazionale dei tumori di Milano, apprezzato per le sue capacità divulgative in programmi televisivi come Le Iene. L'Italia purtroppo ha un primato triste: la Pianura Padana è il luogo in Europa in cui si muore di più per lo smog. E questo dovrebbe essere il tema all'ordine del giorno dei governi e della sanità, come commenta Boffi che in questo libro ci aiuta a individuare scudi efficaci di protezione da altre forme di inquinamento, come la contaminazione da microplastiche e il fumo passivo.
Risorsa locale
Marsilio, 28/03/2025
Abstract: Jessica insegna italiano alla scuola media, nella periferia campana. Adora i suoi studenti e vive con una gatta sorda color mozzarella e Joshua, il fidanzato gioielliere dal dna scomodo. Tutto sembra andare nel migliore dei modi: si amano, lei dialoga con la nonna morta attraverso un diario e corregge i congiuntivi di lui. Joshua è il figlio di un camorrista chiamato lo Sputatore, di cui però non ha seguito le orme. Vittima di un agguato, l'uomo lascia a Joshua un debito da ripagare, nel quale rimane coinvolta, suo malgrado e per amore, anche Jess. Dove trovare, allora, la soluzione per risolvere tutto se non nella musica che si insinua in ogni vicolo della città? Come restare uniti se non mescolando l'alta letteratura alle voci del popolo, scrivendo canzoni? Con il nome di Adamo e Eva, i due entrano così nell'arena dei cantanti neomelodici, esibendosi alle feste di battesimi, matrimoni e comunioni, accompagnati, come nella tradizione classica greca, da un coro di personaggi allo stesso tempo eterni e originali, un sottobosco comico e tenero di parrucchiere, estetiste, malavitosi, assassini, prostitute, cantanti falliti e nonni tabagisti. Una novella neomelodica sull'amore, sull'affetto, sulla famiglia, sulla grammatica e sulla lingua.
Risorsa locale
Il fiore dei ricordi ritrovati
Casa Editrice Nord, 15/04/2025
Abstract: Al cimitero di Kawatare, una quieta oasi di pace nel trambusto cittadino, il giovane custode Hioki Nagi ha allestito un ufficio che sembra un accogliente caffè, con poltroncine confortevoli, riviste e libri da sfogliare, e tante piante verdi che ravvivano l'ambiente. Non è così semplice da trovare, ma chi vi s'imbatte ne esce confortato, perché Nagi riceve i visitatori con il sorriso, una tazza di tè fumante e parole che vanno dritte al cuore. E talvolta con un dono speciale: il seme d'ipomea bisesta, un fiore misterioso che si dice abbia il potere di gettare un ponte tra i vivi e i morti. Chi lo coltiva e riesce a farlo sbocciare rivive un momento del passato che ha lasciato dietro di sé qualcosa d'irrisolto. Che si tratti di un segreto mai rivelato, di un gesto sbagliato o di una parola non detta, l'ipomea bisesta permette di dare risposte a questioni rimaste in sospeso troppo a lungo. È così per la donna cui mancava un dettaglio della sua infanzia che non avrebbe mai dovuto dimenticare; per il ragazzo che piange per il suo amore perduto; o per il vecchio che ancora si strugge per un rimpianto di gioventù. Per tutti loro, lo schiudersi del fiore segna l'alba di una rinnovata serenità e l'inizio di un nuovo cammino. Solo Nagi ancora non riesce a far germogliare il proprio seme. Forse perché è più facile lenire il dolore degli altri piuttosto che guardare in faccia i propri fantasmi. Eppure, forse sarà proprio aiutando quegli sconosciuti che anche lui riuscirà a riconciliarsi con il passato e a guardare avanti. Perché in fondo, l'unica cosa che conta, per i vivi come per i morti, è appianare le asperità affinché tutto l'amore che è stato seminato torni libero di fiorire.
Risorsa locale
Neri Pozza, 08/04/2025
Abstract: Esistiamo anche senza nessuno che ci guardi, che ci conosca? Isabel è inquieta, egoista, sfuggente. Isabel è tenera, creativa, disponibile. Isabel, magra e disinibita. Isabel, inesperta e schiva. Isabel che è sempre in fuga. Isabel che è casa. Isabel è tante donne quante sono le persone che la guardano. Il padre che non si rassegna a vederla crescere e la porta nella savana keniota per allontanarla da sé stessa. Cori, il primo amore, la prima volta, il primo tradimento di tanti. La vicina a cui Isabel regala racconti per permetterle di assaggiare i frammenti di una vita vera, nonostante il corpo rotto che le fa da prigione. La signora delle pulizie, costretta da una Isabel bambina a indossare i guanti per non contaminare la bella casa di famiglia con le lordure del rione disagiato da cui proviene. Isabel ha lasciato un'impronta diversa in ogni persona che ha incontrato, quasi che la sua stessa forma mutasse di continuo. E nell'amarla, odiarla, temerla, guardarla, tenerla a distanza, ognuno di loro mostra il proprio desiderio primordiale di esistere, di resistere. E, forse, di salvarsi. Con lo sguardo acuto e la prosa nitida che la contraddistinguono, Rossella Milone modella un "romanzo in racconti" che ci restituisce non solo l'immagine multiforme di una donna, ma coglie anche un'intera comunità: un gruppo che si crea, muta e cerca di difendersi dall'eterna tensione tra senso di sradicamento e brama di appartenenza. "Ogni volta che Rossella Milone scrive un libro mi accadono sempre tre cose. La prima è che mi viene il jet-lag: racconta le storie come i nordamericani ma le ambienta nel nostro meridione. La seconda è che spariscono i confini tra umano e animale e tra animale e ambiente. La terza è che mi si fa strada un'intima speranza, e non saprei dire da dove parte, ma dopo aver chiuso il libro sono sicura che tutto è ancora possibile". Valeria Parrella
Risorsa locale
Neri Pozza, 11/04/2025
Abstract: Chi può parlare di verità? Della verità che non si dice neanche a sé stessi, quella che qualcuno va a cercare dai curatori dell'anima, impastata di facili bugie, di articolate menzogne. Carlo, Giacomo, Anna, Laura, Lorenzo e gli altri che camminano in queste pagine, e per un poco le abitano, le loro verità invece vanno raccontandole, a noi e fra loro, facendone un teatro. Parlano delle loro giornate, di assilli, di ritorni, di assenze. Raccontano, si raccontano. Perché la vita, quella in cui si muovono vigili e inquieti, non basta. Così va narrata, anche nell'imprecisione. Con il risultato di fornire a chi ascolta mappe intricate di percorsi, in gran parte inesplorabili, tanto che all'uno e all'altro, chi racconta e chi ascolta, restano in dono particelle di un corpo sconosciuto. Forse per questo continuano a cercarsi, ad ascoltarsi, e quel che è prima parso intricato, confuso, si fa più chiaro, sicuro: fino al piacere di consegnare, di consegnarsi. E nell'età della scontentezza e dell'ansia, dove la solitudine è tacitata dal frastuono, forse un'ultima speranza di salute può venire dal sapersi uguali nel raggiro, compagni nella confidenza. Come munirsi di una mappa, e per quella aggirare la paura di smarrirsi, forse di condividere. "È quella di Elio Pecora una voce che non corteggia il nostro tempo, che esce da un vecchio giardino pieno di fiori". Paolo Mauri, la Repubblica
Risorsa locale
Biblioteche oltre. I nuovi territori dell'interdisciplinarità
Editrice Bibliografica, 28/03/2025
Abstract: Il Convegno delle Stelline celebra nel 2025 il trentesimo anniversario, una data importante per la comunità professionale dei bibliotecari di cui ha accompagnato la crescita divenendo il più importante appuntamento del settore. Il trentesimo anniversario si focalizza su un tema particolarmente avvertito e cruciale per la comunità professionale, ossia la dimensione interdisciplinare della biblioteca. L'apertura ad altre discipline rappresenta infatti la nuova frontiera su cui sono chiamate a misurarsi le biblioteche, superando i recinti della biblioteconomia (che rimane pur sempre cardine) per arricchirsi grazie ad altre competenze, suggestioni e confronti. Da qui l'idea di intitolare il prossimo convegno "Biblioteche oltre", a significare la necessità di andare oltre i parametri tradizionali ma anche a sottolineare l'intenzione di operare una svolta nella pratica e nella teoria delle biblioteche. Tra gli ambiti con cui interagire spiccano: le tecnologie digitali e l'Intelligenza Artificiale, il welfare e la salute, la rigenerazione urbana e l'architettura, la pedagogia, le neuroscienze, la letteratura, l'editoria, la comunicazione, lo storytelling. Senza dimenticare una riflessione approfondita sull'organizzazione, la comunicazione, l'uso delle collezioni (su supporti fisici e in formato elettronico) delle biblioteche attraverso analisi e ricerche applicate e su cosa significhi formare un nuovo bibliotecario che pratichi l'interdisciplinarità e quale iter formativo di aggiornamento deve seguire.
Risorsa locale
L'opera completa. "Il libro dei Cinque Anelli" e tutti gli scritti
Edizioni Mediterranee, 28/03/2025
Abstract: Dopo 25 anni di ricerche, la rivoluzionaria traduzione dal giapponese di Alexander Bennett del Libro dei Cinque Anelli rivela il vero significato dell'opera di Miyamoto Musashi. A essa si aggiungono le traduzioni definitive di cinque testi del celebre samurai:- Specchio sulla Via del combattimento- Note sulla strategia del combattimento- La strategia del combattimento in 35 articoli- Le cinque direzioni dei percorsi della spada- Il sentiero percorso da soloUn libro imperdibile per coloro che sono interessati alla cultura giapponese, alla storia dei samurai e alle arti marziali. Rappresenterà un imprescindibile riferimento per tutte le traduzioni a venire.
Risorsa locale
Schermi del Novecento. La storia del XX secolo vista attraverso il cinema
Lindau, 28/03/2025
Abstract: IL '900 è stato il primo secolo ad avere l'ausilio delle immagini a commento del suo svolgimento. Un supporto che ha cambiato il modo di relazionarsi agli eventi, perché attraverso ciò che le immagini illustravano e rendevano oggettivo ha offerto al pubblico una nuova prospettiva. La conseguente trasformazione dei fatti storici in fiction ha trasferito su un altro livello le possibilità di narrazione, spesso sostituendosi al discorso storico originario. Ogni film è diventato una lente attraverso cui osservare il passato, un'interpretazione intrecciata con il presente e il riflesso della società che lo ha prodotto. Il cinema che narra la Storia è nello stesso tempo documento filtrato e discorso sociale e l'arduo compito di chi analizza le immagini è comprendere il modo in cui la Storia è stata raccontata e riflettere su quanto ha influenzato la sua rappresentazione.Questo volume – a cui hanno collaborato, oltre a Giampiero Frasca, Paola Brunetta, Vincenzo Chieppa, Manuela Russo, Andrea Santimone e Simone Tarditi – si propone di leggere cinematograficamente la Storia e storicamente ogni film realizzato per raffigurare un determinato periodo. Con il dichiarato obiettivo di raccontare il XX secolo come se fosse un lungo corredo di immagini, così come richiede la cultura essenzialmente visiva del nostro tempo. Uno strumento utile per la didattica, per gli appassionati di cinema e di Storia, per raccontare gli avvenimenti fondamentali attraverso l'analisi di film, per ripercorrere insieme criticamente un intero secolo.
Risorsa locale
Semiologia del cinema. Saggi sulla significazione nel cinema
PGreco, 28/03/2025
Abstract: La semiologia è quella disciplina chiamata a studiare immagini, gesti, suoni e spettacoli: tutti segni che, sebbene estranei al dominio verbale, non sfuggono alla definizione di linguaggio. Ecco allora che possiamo parlare di linguaggio anche per il cinema e, più di ogni altro, è stato Christian Metz – con questo volume ormai classico – a delineare una semiologia della settima arte. Il cinema ha smesso così di essere osservato attraverso strumenti disordinati e improvvisati, ma è divenuto per la prima volta oggetto di trattazione sistematica. Quali sono quindi le leggi che regolano la dinamica del linguaggio cinematografico? Nessuno spettatore può tirarsi indietro di fronte a questa domanda, così come non può farlo nessun cineasta. E se lo spettatore vuole prima di tutto capire il film, è la semiologia del cinema a spiegarci come il film viene compreso. Questa raccolta di saggi ha segnato in modo rivoluzionario lo studio del linguaggio cinematografico e ancora oggi conserva intatta la sua freschezza.
Risorsa locale
Lavora con più forza lavora con più astuzia
Apogeo, 28/03/2025
Abstract: Lavora con più forza, lavora con più astuzia è l'autobiografia schietta e avvincente di Curtis "50 Cent" Jackson, rapper di successo mondiale, sopravvissuto a una sparatoria e nove colpi di pistola, imprenditore con un patrimonio di oltre 155 milioni di dollari.Senza peli sulla lingua, Jackson racconta come da un'infanzia trascorsa sulle strade del Queens, tra spaccio, violenza e gansta, sia giunto poco più che ventenne ai vertici delle classifiche con il suo album d'esordio, registrato nonostante gli ambienti della malavita avessero imposto alle etichette discografiche il divieto di collaborare con lui. Ma soprattutto racconta la storia del cambio di rotta intrapreso un decennio fa, quando da artista hip-hop al culmine della carriera ha deciso di diventare un imprenditore nel settore televisivo.In questo libro, 50 Cent condivide i duri insegnamenti appresi sulla sua pelle, riassumendoli in lezioni che combinano forza e astuzia: non avere paura, costruire la propria squadra, conoscere il proprio valore, evolvere o morire, imparare dagli altri, fare attenzione alla trappola delle lusinghe.Un libro che scuote la categoria dei libri di self help e aiuta i lettori a gestire con successo i cambiamenti che sconvolgono le loro vite.
Risorsa locale
Segreti che sussurriamo alle ombre
Il Castoro Editrice, 06/05/2025
Abstract: Torino, 1898. Clelia è l'unica donna iscritta alla facoltà di Medicina e molti giudicano sospetta e inappropriata la sua conoscenza dell'anatomia umana, ma la verità è che la morte non le fa alcun effetto. Da anni, infatti, Clelia aiuta la sua matrigna vampira Lucrezia a catturare le sue prede, rigorosamente uomini violenti contro le donne. Il suo equilibrio in una vita piena di segreti inizia a vacillare quando conosce Brando Ferraris, un giornalista squattrinato. Brando è convinto che a Torino ci sia un vampiro, lo stesso che ha ucciso suo padre, e desidera dimostrare l'esistenza della creatura sovrannaturale attraverso i suoi articoli. Clelia deve avvicinarsi a Brando e trovare il modo di fermarlo, o la persona per lei più importante da cacciatrice diventerà una preda. Ma conoscere il proprio nemico è un'arma a doppio taglio, e presto scegliere da che parte schierarsi non sarà più così semplice…
Risorsa locale
L'aula e la piazza. Dialogo sull'architettura, l'università e la società
Donzelli Editore, 31/03/2025
Abstract: "Maestro, discepolo e piazza si intrecciano in un dialogo che, a partire dalle contraddizioni della contemporaneità, ha condizionato il nostro pensiero su spazio e democrazia, influenzando l'architettura e l'università fino a oggi".L'architettura è costantemente chiamata a confrontarsi con le proprie radici e tradizioni, riscoprendo attraverso il dialogo le contraddizioni che la attraversano. Il rapporto tra pratica progettuale e storia, purtroppo, sembra oggi quasi interrotto, sebbene continui ad alimentarsi di un confronto difficile, ma necessario, tra prospettive disciplinari e generazionali diverse. In questo dialogo si tenta di affrontare le difficoltà che investono l'architettura, intesa come uno spettro che comprende ricerca, insegnamento e pratiche: un campo che non cessa di porre domande fondamentali sul nostro vivere insieme, sulla nostra capacità di pensare e progettare le città, ma anche di abitarle. Non basta una semplice riscrittura delle regole: è necessario mettere in discussione i presupposti che reggono i discorsi correnti sull'insegnamento e lo studio dell'architettura e sulla loro capacità di incidere sulla realtà. Le università, per esempio, sono diventate luoghi di riproduzione piuttosto che di elaborazione del sapere. Il docente, sempre più incapsulato in un sistema di valutazione impersonale, si trova a destreggiarsi tra l'obbligo di costruire curriculum e pubblicazioni scientifiche e il vuoto di una comunità che non riesce più a dialogare al suo interno. L'internazionalizzazione, che avrebbe dovuto ampliare gli orizzonti della disciplina, è spesso ridotta a un meccanismo che promuove la globalizzazione dei saperi senza favorire una vera comprensione tra le diversità. Non si tratta solo di riflettere su come restituire valore e orizzonti alle pratiche universitarie e professionali, ma di ritrovare spazi per un dialogo che vada oltre il semplice scambio accademico. Il confronto tra saperi, idee e tradizioni deve essere il cuore di un'architettura che non voglia ridursi a mera prestazione di servizio e riscopra la propria forza politica ed etica. Il percorso di riflessione proposto, portato avanti da due protagonisti di età e formazione diverse, è un invito a sfidare l'apparente inevitabilità del presente senza cedere al pessimismo. Si tratta di trovare una comprensione condivisa del nostro mondo e della nostra architettura, per restituire alle sue discipline la capacità di essere, ancora, un luogo di cambiamento.
Risorsa locale
Montagne a bassa definizione. Gli Appennini tra crisi di identità e cambiamento
Donzelli Editore, 31/03/2025
Abstract: Ripensare la dorsale appenninica in favore di nuovi modi di intendere e praticare, dunque abitare, le varie sfaccettature di una irriducibile montanità.La dorsale appenninica è la catena orografica più grande del paese, con un'estensione superiore all'Ungheria, al Portogallo o all'Austria. Nonostante la sua ingombrante presenza, per i più rimane un rilievo minore, perennemente in bilico tra il "non-ancora Alpi" e la montagna di serie B. La bassa altitudine, le cime "arrotondate", la frammentazione in valli e altipiani, la relativa facilità d'accesso e i morbidi versanti boscosi l'allontanano dall'idea universale di montagna, tradizionalmente identificata nella cultura occidentale con la catena alpina. Ciò accade perché gli Appennini, prima di essere una regione geografica, sono luoghi della mente, sui quali proiettiamo qualità e caratteristiche maturate all'interno della cultura collettiva. Se da una prospettiva realistica gli Appennini esistono indipendentemente dalla percezione umana, come rilievi orografici, tutt'altra storia è se li esaminassimo a partire dalla costruzione culturale che ne ha fatto la società, chi li vive, li studia, li racconta e li progetta. L'appenninicità viene descritta attraverso una rete di narrazioni, distorsioni e reinvenzioni che, giocoforza, contribuiscono all'invenzione di una geografia dal duplice volto in cui la dimensione romantico-consumistica, tendenzialmente edulcorata e depurata da fratture e fragilità, convive con quella meno incoraggiante dell'internità, costruita sulle diseguaglianze e sulle minori opportunità che le popolazioni montane sperimentano rispetto a quelle cittadine. Questo libro offre una rilettura dell'ambiente appenninico, o meglio, un'indagine sul suo stato di montanità. Propone spunti concettuali per decostruire e ricostruire l'entità geografica alla luce della contemporaneità, affinché le venga riconosciuto quel diritto ad essere considerata montagna senza dover ricorrere necessariamente a un termine di paragone.
Risorsa locale
L'antifascismo. Una tradizione generativa (1945-2025)
Donzelli Editore, 31/03/2025
Abstract: "È possibile pensare un antifascismo che non sia solo un residuo nostalgico del passato, destinato ad ammutolirsi davanti alle grandi questioni del presente e all'orizzonte mentale delle giovani generazioni? L'antifascismo va inteso come una promessa di liberazione arricchitasi – in modo generativo – di sempre nuove sfaccettature, ma con un nocciolo invariante: allargare la democrazia, farla vivere nella vita reale delle persone, trasformare i rapporti di potere, parlare a chi sta ai margini".La Festa della Liberazione dal nazifascismo, di cui nel 2025 si celebrano gli ottant'anni, ha sempre diviso gli italiani poiché sancisce l'epilogo di una dittatura ventennale e di una lacerante guerra civile. I conflitti che costantemente l'accompagnano dimostrano la persistenza e la periodica riapertura di quelle ferite: noi ci sentiamo ancora eredi di quel passaggio storico e continuiamo a interrogarci su di esso. Ma cosa ne è oggi dell'antifascismo, nell'Italia con il Parlamento e il governo più a destra della storia repubblicana? Andrea Rapini prova a rispondere a questa domanda affrontando un viaggio nel passato alla ricerca del nucleo profondo che ha reso l'antifascismo vitale, capace di trasmettersi nel tempo, di incontrare nuove generazioni e nuove questioni politiche. Fin dai primi anni quaranta, gli antifascisti compresero che per sconfiggere il fascismo occorreva contrapporre al regime di Mus solini un programma attivo di trasformazione della società, della politica e delle forme di vita. Il loro obiettivo, dunque, era generare una democrazia di massa che programmaticamente abbattesse non solo le ingiustizie e le disuguaglianze del presente, ma anche i nuovi volti dell'oppressione che si sarebbero presentati nel futuro. Questa tensione si rivela fondamentale ancora oggi. In un frangente epocale in cui l'ordine internazionale fondato dopo la sconfitta del nazifascismo sta andando in frantumi, la guerra torna minacciosa e la democrazia si sfibra di giorno in giorno, abbiamo bisogno di riscoprire quel nucleo vitale e di adattarlo alle sfide del mondo globale. Il libro mostra che la riappropriazione dell'eredità dell'antifascismo è già in corso, benché le istituzioni si ostinino a proclamarne la morte.
Risorsa locale
Fuori dal coro. Cultura pop femminile e mutamento sociale nell'Italia del dopoguerra
Donzelli Editore, 31/03/2025
Abstract: "La cultura pop è stata un potente vettore di emancipazione delle donne: per ogni cantautore col marchio controllato e garantito di musica impegnata c'erano una Caterina Caselli, una Mina e una Patty Pravo che portavano avanti il lavoro pesante del cambiamento culturale dal basso".La rivoluzione femminista che ha attraversato la società italiana nella seconda metà del Novecento non è passata solo dalle piazze e dalle assemblee. La cultura pop – sostiene Elizabeth Leake – ha avuto un ruolo fondamentale nel generare il cambiamento: prodotti culturali considerati di puro intrattenimento, che non veicolavano messaggi dichiaratamente politici, grazie alla loro popolarità erano capaci di incidere sulle abitudini individuali perfino più di quanto non lo fossero operazioni culturali esplicitamente rivoluzionarie. Se nel dopoguerra Nilla Pizzi cantava ancora dal palco di Sanremo melodie nostalgiche e legate a modelli femminili tradizionali, nel giro di poco più di un decennio iniziò a scaldarsi la voce una generazione di cantanti che rivendicava per le donne un ruolo da protagoniste, nella vita privata e nella società. Un percorso di emancipazione non lineare, spesso fatto di paradigmi concorrenti che si contendevano lo stesso pubblico: da un lato la femminilità rassicurante di Gigliola Cinquetti, dall'altro l'esuberanza di Mina, l'adolescenza dirompente di Rita Pavone, o la sessualità ambigua di Patty Pravo e Ornella Vanoni. La cultura popolare rifletteva i cambiamenti in atto nella società, ma allo stesso tempo li promuoveva, rendendoli possibili. Era una forma di attivismo dal basso, che agiva sul piano del quotidiano e dell'informale, dando come assodati aspetti che la società ancora faticava ad accettare. Nelle canzoni, nei film e nei libri venivano presentate come realtà l'esistenza del desiderio femminile, l'indipendenza delle donne e la necessità della parità dei diritti. In questo senso, il pop ha contribuito al riconoscimento delle donne come soggetti politici, dando forza e peso alle cause che venivano portate avanti, in forme diverse, dai collettivi femministi e dai gruppi di autocoscienza. Dalle canzonette agli schiamazzi degli Urlatori, dai musicarelli alle commedie all'italiana, dai libri di Dacia Maraini a Porci con le ali, Leake propone una storia inedita del femminismo italiano, che mostra come la cultura di massa possa essere politica, anche quando ne è inconsapevole.
Risorsa locale
Non facciamo del bene. Inchiesta sul lavoro sociale tra agire politico e funzione pubblica
Donzelli Editore, 31/03/2025
Abstract: Il mondo del lavoro e dell'impresa sociale oltre i luoghi comuni e le visioni di comodo. Un appello appassionato perché una professione, troppo spesso confusa con una missione, ritrovi la dimensione che deve avere: quella politica.Trecento lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali vengono licenziati dall'Azienda sanitaria di Napoli dopo trent'anni di servizi essenziali nel campo delle tossicodipendenze, della cura degli anziani e delle malattie croniche, in quella che è stata a lungo una virtuosa integrazione tra pubblico e privato sociale. Questi lavoratori, come tanti altri, sono coloro che, nella sempre più carente offerta di servizi sanitari pubblici e nel rafforzamento del privato, dovrebbero essere il modello. Sanità, assistenza, scuola, accoglienza ai migranti sono solo alcuni dei settori in cui lo Stato perde terreno e trova nell'impresa sociale una stampella essenziale ma non sufficientemente riconosciuta. Senza questi lavoratori in molti casi alcuni diritti non sarebbero garantiti. Questo libro nasce dall'incontro tra l'operatore sociale che ha attraversato decenni di vita pubblica e la giornalista impegnata, abituata a inquadrare i fenomeni spogliandoli della retorica e della propaganda, a scarnificarli per farne emergere l'essenza, spesso con tutto il suo carico di violenza. Molti osservano questo scenario da bordo campo, ma qualcuno è sul campo, sempre più un campo di battaglia. C'è chi fa, ogni giorno: operatori e operatrici sociali che insieme alle loro cooperative sociali e ai loro enti stanno all'intersezione tra le situazioni reali, con le loro inimmaginabili complessità, e le pessime politiche che avrebbero la pretesa di governarle. C'è un triste dato di partenza. Smarriti nella sostanziale continuità di governi sempre più staccati dalla realtà su cui dovrebbero incidere, gli operatori sociali hanno spesso perso la consapevolezza del proprio agire. Chiunque abbia sfogliato un giornale nell'ultimo ventennio conosce derive che hanno indignato: cooperative piegate alla logica del profitto nel trattamento inumano di migranti, carcerati, marginali. I finti buoni che si arricchiscono sulla pelle di chi sta male: esiste forse un discorso più efficace da offrire in pasto a un'opinione pubblica livida per confondere le acque e sbagliare le diagnosi e i rimedi? Questo libro scomodo, invece, pur senza fare sconti o nascondere quello che non va, entra nel mondo del lavoro sociale per evidenziare come possa rappresentare una risorsa preziosa a patto che recuperi la propria natura originaria: le operatrici e gli operatori sociali non devono essere visti come curatori fallimentari dell'esistente, ma come costruttori di politiche che abbiano al centro le persone, i luoghi, le comunità.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 01/04/2025
Abstract: Nino, giovane panettiere siciliano, viene catturato dopo l'8 settembre. Dell'armistizio non ha capito granché, credeva che i tedeschi lo rispedissero a casa dalla sua famiglia, nelle Madonie, invece quel treno lo ha portato in un campo di prigionia oltre le Alpi, a patire fame, freddo e paura.Nino è un IMI, un internato militare, senza nemmeno i diritti di un prigioniero. Qualche conforto gli viene dall'amicizia con Lorenzo, un giovane toscano spigliato, che con lui lavora nelle cucine governate dal Piemontese, un gigantesco macellaio. Insieme, i tre colgono l'occasione dello scompiglio per i festeggiamenti di capodanno del '44 per fuggire. Ma fuori il freddo, la fame e la paura non mordono meno: orientarsi non è semplice, trovare cibo e riparo è un'impresa, e la gente è terrorizzata e feroce. La Sicilia sembra irraggiungibile e Nino lascia sul terreno, chilometro dopo chilometro, innocenza e giovinezza.Eppure, a sorreggerlo nel suo interminabile viaggio attraverso i territori occupati dai nazisti, dove combattono le bande partigiane e continuano i bombardamenti, e poi nella devastazione di un Sud martoriato dall'avanzata degli Alleati, c'è il ricordo della bellezza, il calore degli affetti. Mentre si nutre con le lumache rosse che emergono dal terreno dopo la pioggia, emergono anche le sue memorie: la festa del Santo a Ferragosto, il profumo di burro e vaniglia dei biscotti preparati dal padre, il sapore dei babbaluci in umido, l'emozione della Targa Florio, la celebre corsa automobilistica. E il calore dei baci di Maria Assunta che, forse, lo sta ancora aspettando e che lui desidera riabbracciare a ogni costo.Ispirato a una storia familiare, La strada giovane è il primo romanzo di Antonio Albanese, che rivela un talento per la narrazione tesa, a tratti drammatica, venata di tenerezza. Nino è un protagonista struggente e vero, di cui è impossibile non innamorarsi.Addentandolo, Nino non riuscì più a trattenere il pianto, perché quello, per quanto secco, era pane vero, il primo che mangiava da settimane, da mesi, da prima di finire internato. Non sapeva ancora di casa, quel pane, ma almeno non sapeva di cenere.