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× Nomi Simenon, Georges
× Data 2020

Trovati 6 documenti.

Europa 33
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Simenon, Georges

Europa 33

Adelphi, 03/12/2020

Abstract: È un'Europa che sonnecchia sotto la neve, ma "scos­sa da bruschi e terrificanti sussulti", quella dei pri­mi mesi del 1933. Un'Europa malata, tanto che il medico, mentre la ausculta e le fa dire "33", ha un'aria preoccupata. Non è un medico, Simenon, non ha rimedi da prescrivere, ma ha il fiuto, la curiosità e la cocciutaggine del reporter di razza. E non esita ad attraversarla, questa Europa, dal Bel­gio a Istanbul, spingendosi fino a Batum e concen­trando la sua attenzione soprattutto sui "popoli che hanno fame": quelli dell'ex impero zarista. Risoluto a ignorare le "cartoline illustrate", Simenon ci offre, sul continente negli anni tra le due guer­re, una testimonianza preziosa, fatta di immagini, episodi, annotazioni, dialoghi, scenari (alcuni dei quali torneranno, trasfigurati, nella sua narrativa). E non meno preziose sono le fotografie che scatta in viaggio, e che accompagnano il volume: perché an­cora una volta, nelle stradine ghiacciate di Vilnius come nelle desolate campagne della Polonia, nel­la Berlino che assiste all'incendio del Reichstag come nel sordido dormitorio dei poveri di Varsa­via, nello studio di Trockij sull'isola di Prinkipo come nel miserabile mercato di Odessa (e perfino negli alberghi di lusso delle grandi capitali euro­pee, popolati di sagaci portieri, stravaganti ban­chieri, ricche dame annoiate e nevrasteniche, truf­fatori e avventuriere di alto bordo), quello che in­teressa a Simenon è stanare l'"uomo nudo", e mo­strarcelo, come farà poi nei suoi romanzi, con compassione infinita e senza mai emettere giudizi.

Il signor Cardinaud
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Simenon, Georges

Il signor Cardinaud

Adelphi, 20/02/2020

Abstract: "Lui non aveva ancora quindici anni e già l'amava. Non come si ama una donna ma come si ama un essere inaccessibile. Come, al tempo della prima comunione, aveva amato la Madonna". Alla fine Hubert Cardinaud è riuscito a sposarla, quella Marthe "di cui tutti dicevano che si dava delle arie". Così com'è riuscito, lui, il figlio del cestaio, a diventare un distinto impiegato: uno che la domenica, all'uscita della messa, scambia saluti compunti e soddisfatti con i conoscenti e poi, dopo essersi fermato in pasticceria a comprare un dolce, torna a casa dove la moglie sta cuocendo l'arrosto con le patate. Una domenica, però, trova l'arrosto bruciato e la casa vuota – e gli crolla il mondo addosso. Non gli ci vorrà molto per scoprire che Marthe se n'è andata con un poco di buono, e che tutti in città lo sanno, e lo compatiscono, e pensano che sia un uomo "finito, annientato". E invece no. Hubert decide di ritrovare Marthe, a ogni costo, di bere "il calice fino alla feccia". Simile a "una formica ostinata che segue ostinatamente la sua strada, il suo destino, e che, ogni volta che il carico le sfugge, lo afferra di nuovo, pur essendo quel carico più grosso di lei", andrà a cercare Marthe, perché il suo posto è lì, "accanto a lui e ai bambini", e perché confida "nel trionfo del bene sul male, nella supremazia dell'ordine sul disordine" – "nell'inevitabile, fatale armonia". Con la consueta acutezza psicologica, e una sorta di ammirata partecipazione, Simenon ci racconta di un amore eroico, capace di non indietreggiare di fronte al tradimento e alla vergogna.

Un delitto in Gabon
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Simenon, Georges

Un delitto in Gabon

Adelphi, 31/03/2020

Abstract: Le opere di Georges Simenon (Liegi, 1903-Losanna, 1989) sono in corso di pubblicazione presso Adelphi sin dal 1985. Scritti a La Rochelle nel 1938, i cinque "racconti esotici" che riuniremo nel volume "La linea del deserto" apparvero in fascicoli settimanali nella collana "Police-Roman" tra il 1938 e il 1939, per essere poi raccolti, insieme a tre inchieste di Maigret, nel 1944 in "Signé Picpus". Qui ne anticipiamo due: "Un delitto in Gabon" e "La linea del deserto".

La linea del deserto
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Simenon, Georges

La linea del deserto

Adelphi, 28/05/2020

Abstract: "Signore e signori... ehm!... Sulla nostra nave... ehm!... è appena accaduto... ehm!... un evento incre­scioso... un evento di eccezionale gravità... ". Con ogni probabilità il comandante era il mari­naio più placido, meno votato all'avventura di tutto il Pacifico, e passava la maggior parte del tempo chiuso in cabina a dipingere all'acquerel­lo paesaggi che copiava da cartoline.Paonazzo per l'emozione, non osò guardare i passeggeri mentre annunciava:"Hanno rubato i gioielli di Lady Bramson!".Un fulmine a ciel sereno. A bordo di un grande pi­roscafo queste parole avrebbero scatenato un'agitazione febbrile e una ridda di commenti.Ma a bordo del Gordon c'erano solo sei passegge­ri, ciascuno dei quali rimase impietrito al proprio posto, con la fronte imperlata di sudore e la sensazione che gli altri sospettassero di lui.

I superstiti del Télémaque
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Simenon, Georges

I superstiti del Télémaque

Adelphi, 18/06/2020

Abstract: "Pierre è tutto forza, muscoli, salute. Char­les è il cervello della famiglia!" diceva la gente. Tant'è che se Pierre aveva preso il brevetto di capitano era stato solo grazie all'aiuto di Charles. Dei gemelli Canut, tutti preferivano Pierre, "Pierre che vive­va appieno la vita, Pierre che era bello, che era forte, Pierre che sorrideva sereno scrutando l'orizzonte e ispirava una fidu­cia immediata, un'immediata simpatia!". Mentre Charles, che era debole di petto e non poteva lavorare sui pescherecci come la maggior parte degli uomini di Fécamp, rimaneva nell'ombra del fratello. Per di più, era uno che "temeva di offendere le persone, di dar loro un dispiacere" – uno che non faceva altro che scusarsi. Eppure, il giorno in cui Pierre viene arrestato con l'accusa di aver ucciso l'ultimo dei super­stiti del naufragio in cui il padre, trent'an­ni prima, aveva perso la vita in circostanze mai chiarite (si sospetta un caso di antro­pofagia), Charles decide di "sbarazzarsi di se stesso, di quel Canut timido e dimes­so" che è sempre stato e di dimostrare a tutti di che cosa è capace: sarà lui a smascherare il vero assassino e a salvare il fra­tello! Ma nessuno come Simenon sa che non ci si sottrae al proprio daimon, e che gli dèi si divertono a vanificare i nostri sfor­zi più generosi. Due ragazzi segnati dalla morte atroce del padre, una madre impaz­zita dal dolore, un feroce omicidio: questi gli ingredienti di un romanzo di fenome­nale potenza.

Annette e la signora bionda
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Simenon, Georges

Annette e la signora bionda

Adelphi, 27/08/2020

Abstract: "Se Chincholle non fosse stato girato di spalle, intento ad armeggiare con la serratura di ferro battuto di un vecchio cassettone, avrebbero visto che piangeva. E forse per un istante gli balenò l'idea di gettarsi in ginocchio e confessare:""La verità è che c'è un cadavere nella dispensa. Non so chi sia. Però mi pare di aver riconosciu­to la barba del precedente inquilino... Non era olandese, lui, era ungherese... Aveva una bella moglie... Ha affittato la villa per tre mesi, ma sei settimane dopo ho ricevuto una lettera di di­sdetta da Roma"."E ora che sarebbe successo? La polizia! E artico­li di cronaca sulla storia del cadavere nella di­spensa! Nessuno avrebbe più voluto affittare la villa del delitto!".