Trovati 7 documenti.
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Einaudi, 08/07/2014
Abstract: Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf fu invitata a tenere due conferenze sul tema Le donne e il romanzo. È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione attraverso la doppia lente del rigore storico e della passione per la letteratura.
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Einaudi, 11/11/2014
Abstract: 1914. La signora Ramsay, serena e materna. Il signor Ramsay, brusco e severo. Insieme a loro, in vacanza sull'isola di Skye, ci sono gli otto figli e una nutrita schiera di amici. Una sera programmano una gita al Faro. Per James, il figlio piú piccolo, quel faro lontano rappresenta una meta magica e sconosciuta, un luogo a lungo sognato. Ma trascorreranno dieci lunghi anni prima che i superstiti della famiglia Ramsay realizzino quel desiderio in una giornata che farà riaffiorare ricordi mai dimenticati e si trasformerà in un ultimo tentativo di riconciliazione. A partire da un episodio all'apparenza insignificante, Virginia Woolf costruisce un romanzo profondo e straordinario, un viaggio nel cuore di una famiglia, tra conflitti sotterranei, alleanze e tensioni che sopravvivono nel tempo. Un esperimento letterario, un'elegia ai fantasmi dell'infanzia, un caleidoscopio di punti di vista e pensieri che la nuova traduzione di Anna Nadotti restituisce in tutta la sua struggente poesia.
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Mondadori, 11/11/2014
Abstract: A Londra Virginia Woolf è nata; a Londra è vissuta per quasi tutta la vita. Londra è la sua passione: una passione nutrita con lunghissime passeggiate e testimoniata, oltre che nei romanzi, nelle lettere, nei saggi, nel diario, dalle "scene" qui pubblicate, che sono un tributo innamorato, una vera e propria elegia, ironica e appassionata, rivolta alla sua città. Scritte di getto nel giro di pochi giorni nella primavera del 1931 su commissione della rivista americana "Good Housekeeping", esse offrono al lettore sei "istantanee" della capitale britannica all'epoca dell'Impero, dal movimentatissimo porto alla vivace Oxford Street, piena di negozi e di gente, fino ai quartieri di Chelsea e Hampstead, dove abitavano i poeti Carlyle e Keats, e alla House of Commons a Westminster, per finire con l'immagine di un interno borghese. Sei pezzi d'autore, incantevoli per virtuosismo, quasi musicali nella scrittura, fonte di rara suggestione.
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Mondadori, 16/12/2014
Abstract: Narrata in una lingua di sensuale intensità cromatica, la vicenda di Nostromo ha come sfondo l'immaginaria repubblica del Costaguana, paese ora concreto, sanguigno, ora remoto, sospeso in un'inquieta irrealtà di sogno, nella cui inafferrabile solitudine di mare e di isole si riflettono l'irrealtà e la solitudine umana. Romanzo d'avventura e di intreccio, di intrighi e di colpi di scena, Nostromo ruota attorno all'invenzione centrale di una situazione ambigua, ad altissima potenzialità drammatica ed emotiva, in cui i personaggi si vedono costretti ad affrontare e rivelare il loro io più segreto e rifiutato. Il tema, profondamente conradiano, è qui il tradimento, che si moltiplica e si riflette in innumerevoli sfaccettature. Tradimento di sé, degli altri, dei propri ideali, della propria illusoria realtà. Il tradimento colpevole, orgogliosamente vissuto come eroica forma di virtù, di Charles Gould. Il tradimento incolpevole, assunto con amaro piacere, come un perenne e liberatorio marchio di infamia, del dottor Monygham. Il tradimento, infine, stupito, doloroso, innocente e spavaldo di Nostromo, il giovane marinaio italiano al centro della vicenda, che da tradito si fa traditore, da eroe si fa ladro, per ritrovare infine l'immagine di sé che ha tenacemente, disperatamente voluto creare facendo della sua morte "il più grande, il più invidiabile, il più sinistro" dei suoi illusori trionfi.
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La signora Dalloway (Mondadori)
Mondadori, 11/11/2014
Abstract: Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore, prepara la sua festa per la sera; Septimus Warren Smith, sopravvissuto alla "grande guerra", nel frattempo passeggia con la moglie Rexia a Regent's Park in preda ai suoi deliri. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. I due senza incontrarsi, ma passando per gli stessi luoghi, tessono il filo sottile di corrispondenze, di echi ed emozioni che crea il romanzo.
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Guanda, 26/06/2014
Abstract: Una mattina d'aprile del 1941 Virginia Woolf usciva di casa e si dirigeva verso il vicino fiume Ouse. Il suo bastone da passeggio, abbandonato sulla riva, segnò il punto in cui il cammino s'era interrotto per divenire "the voyage out". A cinquantanove anni, la più grande scrittrice del Novecento aveva scelto di spegnere nel silenzioso fluire delle acque la tensione ormai insostenibile della sua esistenza. Sulla scrivania di Virginia Woolf, due lettere di congedo, per la sorella e il marito, e l'ultimo romanzo, Tra un atto e l'altro, il più rarefatto e insieme il più struggente dei suoi capolavori. Fra un atto e l'altro di una rappresentazione dilettantesca in un paese della campagna inglese, negli intervalli cioè tra la "storia" e la "realtà", si liberano i "momenti dell'essere" più squisitamente woolfiani: gli uomini, gli spettatori della vita, sono colti nel loro stato di protagonisti. Rigurgiti ansiosi, voluttuose fantasticherie, accensioni di desiderio, guizzi di rivolta, monologanti lirismi percorrono un tempo neutro, un'ora zero della vita e confluiscono in un unico "stream" che si oppone con fluida, magnetica tenacia alla tragica, banale fissità degli avvenimenti rappresentati. L'opera della Woolf, quando sembra maggiormente concedersi al caos, è sempre uno strenuo, esasperato tentativo di organizzare un cosmo: "riunire il disperso". Tra un atto e l'altro non è che l'ultimo capitolo di una trama tanto ossessivamente tessuta quanto sdegnosamente leggera, un frammento che non si concede neppure l'autorità e il terrore di un ipotetico valore testamentario.
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Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto. Riflessioni sulla scrittura
minimum fax, 16/07/2014
Abstract: Le difficoltà e le gioie del suo processo creativo; le tecniche narrative; i consigli ad amici scrittori impegnati nella stesura dei loro libri; i giudizi sull'opera di colleghi illustri, da Proust a Joyce, da Jane Austen a Dostoevskij: Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto ci conduce per mano nel laboratorio di Virginia Woolf. Il curatore ha estratto dal suo epistolario una serie di citazioni e di brevi passi, tutti dominati dalla volontà di distaccarsi dal proprio mestiere per rimetterlo in prospettiva, e riprendere la scrittura con rinnovata consapevolezza. Un compendio prezioso e illuminante non solo per gli appassionati e gli studiosi della Woolf, ma anche per gli aspiranti scrittori e gli amanti della grande letteratura.