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× Nomi Woolf, Virginia
× Data 2015

Trovati 4 documenti.

Racconti di fantasmi
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James, Henry - Woolf, Virginia - Edel, Leon - Castellani Agosti, Maria Luisa - Castellani Agosti, Maria Luisa - Cialente, Fausta - Izzo, Carlo

Racconti di fantasmi

Einaudi, 10/03/2015

Abstract: L'inquilino fantasma, Il giro di vite, L'altare dei morti, Gli amici degli amici e molte altre storie: questo volume offre la raccolta completa dei "racconti di fantasmi" o del soprannaturale di Henry James, cosí come è stata ordinata da Leon Edel, lo studioso di cui possiamo leggere un saggio in questa edizione, che allo scrittore americano ha dedicato tutta la vita. "I fantasmi di Henry James - scrive Virginia Woolf nel saggio introduttivo - hanno le loro origini dentro di noi... Se analizziamo il racconto possiamo osservare quanta abilità riveli la narrazione, come ogni frase sia tesa, ogni immagine piena. Il raffinato, mondano sentimentale vecchio signore, riesce ancora a farci avere paura del buio".

Una stanza tutta per sé
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Woolf, Virginia - Wilcock, J. Rodolfo - Bacchi Wilcock, Livio

Una stanza tutta per sé

Feltrinelli Editore, 05/06/2015

Abstract: Nell'ottobre del 1928 Virginia Woolf fu invitata a tenere due conferenze sul tema "Le donne e il romanzo". È l'occasione per elaborare in maniera sistematica le sue molte riflessioni su universo femminile e creatività letteraria. Risultato è questo straordinario saggio, vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle o-rigini ai giorni nostri, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione attraverso la doppia lente del rigore storico e della pas-sione per la letteratura. Come poteva una donna, si chiede la scrittrice inglese, de-dicarsi alla letteratura se non possedeva "denaro e una stanza tutta per sé"? Si sno-da così un percorso attraverso la letteratura degli ultimi secoli che, seguendo la simbolica giornata di una scrittrice del nostro tempo, si fa lucida e asciutta rifles-sione sulla condizione femminile. Un classico della scrittura e del pensiero sulla condizione femminile.

Flush
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Woolf, Virginia

Flush

Baldini&Castoldi, 11/06/2015

Abstract: Una storia d'amore e di dedizione che racconta l'intreccio di due vite: quella del cocker spaniel Flush e della sua padrona, la poetessa inglese Elizabeth Barrett. Afflitta da una strana malattia di origine nervosa e oppressa da un padre tiranno, costretta a condurre un'esistenza da reclusa e a trovare nella poesia un sostituto della vita, Elizabeth soffre e si consuma insieme a Flush, che dimentica l'emozione di scorrazzare per le campagne dove è nato per restare al chiuso di un cupo salotto vittoriano. Ma, senza preavviso, l'avventura irrompe nella vita di Flush e della sua padrona, nei panni del giovane e impetuoso Robert Browning. La passione amorosa, la promessa di una felicità incondizionata, la fuga verso l'Italia, cambiano definitivamente il destino di tutti e due.

L'anima russa
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Woolf, Virginia - Bini, Benedetta - La Peccerella, Veronica

L'anima russa

Elliot, 14/01/2015

Abstract: "Quando traduciamo ogni parola di una frase dal russo all'inglese, quindi alterando un po' il senso e completamente il suono, nonché il peso e l'accento delle parole l'una in relazione all'altra, non rimane nulla eccetto una versione cruda e grossolana del significato originale". Così scrive Virginia Woolf a proposito della spinosa questione sul tradurre i grandi classici della letteratura russa. I critici – che solo di rado hanno potuto confrontarsi con i testi originali – si sono trovati dunque a giudicare un'intera letteratura "denudata" del suo stile, a trattare i grandi scrittori russi come persone improvvisamente spogliate non soltanto di tutti i "vestiti", ma di qualcosa di più sottile e importante: i loro costumi, l'idiosincrasia dei loro caratteri. Non solo. C'è una cosa con cui gli inglesi, leggendo i russi, si troveranno sempre a scontrarsi: il personaggio principale di tutta la loro letteratura, l'anima. Questa ha poco a che fare con l'intelletto, manca di forma, è confusa, tumultuosa, incapace, si direbbe, di sottomettersi al controllo della logica o alla disciplina della poesia. È ovunque: gli ubriaconi di Čechov se ne servono senza discrezione, in Dostoevskij è onnipresente. Non importa che si parli di una principessa o di un impiegato di banca, il russo ci riverserà sopra, calda, meravigliosa, terribile, opprimente, l'anima umana. Il saggio qui presentato uscì nel 1925 su The Common Reader. In appendice, tre recensioni di Virginia Woolf ad altrettante opere dei Grandi Russi.