Trovati 62 documenti.
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Feltrinelli Editore, 24/02/2017
Abstract: Fu solo nel 1937 che il pubblico poté leggere "Gli anni", la cronaca della storia di una famiglia della upper middle class inglese, i Pargiter, dal 1880 ai primi anni trenta. Era dal 1931 che la Hogarth Press, la casa editrice dei coniugi Woolf, non dava alle stampe un romanzo di Virginia. Gli anni fu quello di maggior successo, l'unico che entrò nella classifica del "New York Times" dei libri più venduti. Ciò è dovuto a diversi fattori, tra cui la crescente fama della romanziera e la sua maggior partecipazione alla vita pubblica. Ma un motivo non trascurabile sembra essere il genere al quale più facilmente è ascrivibile l'opera, il romanzo di famiglia. Una famiglia in cui le relazioni più frequentemente prese in esame non sono quelle dirette, come tra padri e figli per esempio, ma quelle tra fratelli e sorelle, tra cugini, o tra zie e nipoti, spesso non sposati. Gli anni, pur essendo stato concepito già nel 1931, sembra risentire dell'atmosfera di pericolo incombente che la salita al potere dei movimenti fascisti in Europa stava portando con sé. Negli stessi anni in cui Joyce stava completando il suo testamento narrativo, Finnegans Wake, Virginia Woolf scriveva dunque la propria "capsula del tempo" da consegnare ai posteri.
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Baldini&Castoldi, 11/06/2015
Abstract: Una storia d'amore e di dedizione che racconta l'intreccio di due vite: quella del cocker spaniel Flush e della sua padrona, la poetessa inglese Elizabeth Barrett. Afflitta da una strana malattia di origine nervosa e oppressa da un padre tiranno, costretta a condurre un'esistenza da reclusa e a trovare nella poesia un sostituto della vita, Elizabeth soffre e si consuma insieme a Flush, che dimentica l'emozione di scorrazzare per le campagne dove è nato per restare al chiuso di un cupo salotto vittoriano. Ma, senza preavviso, l'avventura irrompe nella vita di Flush e della sua padrona, nei panni del giovane e impetuoso Robert Browning. La passione amorosa, la promessa di una felicità incondizionata, la fuga verso l'Italia, cambiano definitivamente il destino di tutti e due.
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Feltrinelli Editore, 28/07/2018
Abstract: NUOVE TRADUZIONIDieci grandi capolavori in un unico eBook:- Jane Austen, "Persuasione"- Charlotte Brontë, "Jane Eyre"- Emily Brontë, "Cime tempestose"- Charles Dickens, "Il circolo Pickwick"- Arthur Conan Doyle, "Uno studio in rosso"- Thomas Hardy - Tess dei d'Urberville"- David Herbert Lawrence, "L'amante di Lady Chatterley"- Robert Louis Stevenson, "L'isola del tesoro"- Horace Walpole, "Il castello di Otranto"- Virginia Woolf, "Gli anni"Le buone letture non ti bastano mai, vuoi avere sempre sottomano i libri del tuo autore preferito e non ti spaventano le pagine di un Classico neanche a migliaia? Scopri il catalogo ZoomBox: cofanetti digitali dei tuoi libri preferiti a un prezzo vantaggioso. Solo digitali, solo convenienti, solo di qualità.
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Lunedì o martedì. Tutti i racconti
Bompiani, 22/02/2017
Abstract: Per la prima volta la raccolta completa dei racconti di Virginia Woolf, tradotti da un solo autore. Scritti fra il 1906 e i primi del '41, a poche settimane dal suicidio dell'autrice, testimoniano l'inesorabile messa a fuoco di uno dei maggiori talenti letterari del XX secolo. Dall'introduzione di Mario Fortunato: "Una sera di molti anni fa Heiner Müller, un drammaturgo tedesco che non avrebbe potuto essere più lontano dalla scrittura e direi dall'ispirazione di Virginia Woolf, mi disse che per lui lavorare con le parole voleva dire scendere in cantina per dissotterrare i propri morti: e non una ma infinite volte, ogni giorno, senza sosta e inevitabilmente – per tutto il tempo che la stesura di un testo richiedeva. [...] Non c'è una pagina, in queste quarantacinque storie lungo le quali si sperimentano e bruciano esperienze narrative diverse, talvolta incredibilmente diverse fra loro, e durante le quali la Woolf cerca, trova, decostruisce e ricostruisce instancabilmente la propria voce, attraversando i registri del realismo e della sua dissoluzione, del flusso di coscienza e della favola, del comico e del tragico, non c'è una pagina, dicevo, in cui Virginia Woolf non scenda nella cantina di cui sopra. E la sua discesa quotidiana, anno dopo anno, per oltre un trentennio, è tanto più stupefacente, coraggiosa e piena di generosità perché la cantina in cui lei approda non solo è molto più vasta del suo stesso io ma è invasa dall'acqua, allagata, sommersa, e i corpi dei suoi morti non possono essere dissotterrati per il semplice motivo che non giacciono da nessuna parte, ma vagano inquieti e irriconoscibili nella corrente."
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Bompiani, 25/05/2017
Abstract: Per la prima volta raccolti in un solo volume e in una nuova traduzione, a cura di Mario Fortunato, tutti gli scritti londinesi di Virginia Woolf. Articoli, saggi, pagine di diario, riflessioni, memorie che compongono una guida sontuosa e abbacinante della grande metropoli, centro di gravità dell'intero Novecento, e insieme un commovente autoritratto live dell'autrice che per prima ha visto in Londra il cuore stesso della propria scrittura oltre che della modernità."Mi piace pensare che Vecchio Bloomsbury sia il centro di questo libro - messo insieme raccogliendo gli scritti londinesi di Virginia Woolf, ordinati, tranne il primo, in sequenza cronologica - e che ne sia quindi in qualche modo il cuore: che batte e pulsa della vita vera della scrittrice raccontata in prima persona, senza mediazioni letterarie, senza cioè il ricorso a quelle forme che lei tanto amava e che, per certi versi, l'hanno salvata da se stessa. Vecchio Bloomsbury è in altri termini, secondo me, un testo centrale per capire la topografia woolfiana di Londra, là dove la metropoli non è più unicamente uno spazio architettonico, non è solo la capitale di un impero, ma rappresenta la concrezione storica dello Spirito dell'Occidente, se mai ve n'è stato uno."(Dall'introduzione di Mario Fortunato)
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Feltrinelli Editore, 09/11/2019
Abstract: "Orlando" è stato scritto nel 1928 e dedicato alla poetessa (e grande giardiniera) Vita Sackville-West, di cui per un certo periodo Virginia Woolf fu amante, tanto da far dire al figlio di Vita Sackville-West che questo romanzo è "la più lunga lettera d'amore della storia". Al centro della narrazione le mirabolanti avventure di Orlando, giovane e melanconico cortigiano dell'epoca di Elisabetta I, il quale nel corso di quasi quattro secoli non solo si troverà a vivere diverse vite, in varie e suggestive epoche storiche, ma anche a cambiare sesso, diventando così una donna, dopo un sonno di sette giorni consecutivi, in quel di Istanbul. Aggregata a una carovana di zingari, avrà modo poi di tornare a Londra, rivivendo così dapprima le atmosfere di inizio Settecento, dei tempi della regina Anna, e in seguito del Romanticismo, fino ai primordi degli anni venti del Novecento, sempre all'inseguimento del vero amore e del senso profondo della poesia. Il romanzo nel corso nel Novecento è diventato un libro "cult" non solo nella letteratura inglese, ma chiaramente anche nelle comunità LGBT.La vicenda è stata ripresa più volte dal grande schermo. Tra le diverse versioni, quella premiata con gli Oscar di Sally Potter del 1992, con Tilda Swinton nei panni della protagonista.La vicenda è stata ripresa più volte dal grande schermo. Tra le diverse versioni quella premiata con gli Oscar di Sally Potter del 1992, con Tilda Swinton nei panni della protagonista.
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Elliot, 14/01/2015
Abstract: "Quando traduciamo ogni parola di una frase dal russo all'inglese, quindi alterando un po' il senso e completamente il suono, nonché il peso e l'accento delle parole l'una in relazione all'altra, non rimane nulla eccetto una versione cruda e grossolana del significato originale". Così scrive Virginia Woolf a proposito della spinosa questione sul tradurre i grandi classici della letteratura russa. I critici – che solo di rado hanno potuto confrontarsi con i testi originali – si sono trovati dunque a giudicare un'intera letteratura "denudata" del suo stile, a trattare i grandi scrittori russi come persone improvvisamente spogliate non soltanto di tutti i "vestiti", ma di qualcosa di più sottile e importante: i loro costumi, l'idiosincrasia dei loro caratteri. Non solo. C'è una cosa con cui gli inglesi, leggendo i russi, si troveranno sempre a scontrarsi: il personaggio principale di tutta la loro letteratura, l'anima. Questa ha poco a che fare con l'intelletto, manca di forma, è confusa, tumultuosa, incapace, si direbbe, di sottomettersi al controllo della logica o alla disciplina della poesia. È ovunque: gli ubriaconi di Čechov se ne servono senza discrezione, in Dostoevskij è onnipresente. Non importa che si parli di una principessa o di un impiegato di banca, il russo ci riverserà sopra, calda, meravigliosa, terribile, opprimente, l'anima umana. Il saggio qui presentato uscì nel 1925 su The Common Reader. In appendice, tre recensioni di Virginia Woolf ad altrettante opere dei Grandi Russi.
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Elliot, 17/01/2017
Abstract: In questa breve raccolta sono state scelte alcune delle lettere che Virginia Woolf scrisse dal 1888 al 1900. Sono gli anni che vanno da un'infanzia di divertimenti domestici a una prima adolescenza di terribili lutti, come quello della madre e della sorellastra Stella, fino al compimento dei suoi diciotto anni, che coinciderà col volgere del secolo e una nuova stagione di grandi conoscenze, tra cui Clive Bell e Lytton Strachey. Ma prima del Bloomsbury Group, la giovane Virginia aveva già un suo mondo popolato da personaggi memorabili, che ravvivano queste lettere tra dibattiti entomologici, scorci delle strade di Londra, marmellate fatte in casa, lezioni di greco antico e romantiche gite in campagna con la testa tra le nuvole. Sono brani veloci e brillanti, che illuminano dettagli concreti della sua vita e mettono già in mostra quello che lei stessa chiamerà "il mio stile brusco e mordente", fatto di pettegolezzi, commenti e scherzi bonari, inclusi fantasiosi soprannomi come il Carissimo Rospo dedicato alla cugina Emma.
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Elliot, 04/04/2017
Abstract: Cresciuta in compagnia di uno scoiattolo, una marmotta e un topo di nome Jacobi, Woolf dedicò il suo primo saggio alla morte del cane di famiglia. Non bisogna stupirsi quindi se decise di scrivere la biografia di un cocker spaniel. Infatti, mentre stava leggendo le lettere d'amore di Elizabeth Barrett e Robert Browning, rimase estremamente colpita dalla figura del loro cane: "mi faceva ridere così tanto che non ho potuto resistere dal creargli una vita". Flush fu il compagno fedele della Barrett mentre era confinata nel suo letto di malattia a Londra, e al suo cocker venne dedicata anche una poesia. Dal racconto di quella piccola vita, che Barrett era convinta possedesse un'intelligenza eccezionale e avesse grandi attitudini per la letteratura, nasce questa deliziosa biografia.
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Elliot, 14/07/2017
Abstract: Celebre e lucida critica letteraria, Virginia Woolf ha analizzato le opere e il pensiero di molti scrittori e scrittrici suoi predecessori. Tra questi, si è soffermata in particolare sui romanzi di Jane Austen, sui loro pregi e sui loro difetti, tenendo conto del clima sociale in cui erano stati concepiti, e distanziandosi dalla critica contemporanea nel comprenderne la portata rivoluzionaria. Le strade di queste due grandissime scrittrici si sono intrecciate nella prosa critica di Woolf più volte, sempre in maniera originale e interessante, e di certo nelle sue opere è possibile ritrovare alcuni debiti rispetto agli scritti di Austen. Tra i suoi più famosi interventi dedicati all'autrice di Orgoglio e pregiudizio vengono qui raccolti quello all'interno di The Common Reader e le numerose pagine contenute in Una stanza tutta per sé, oltre a quelle inserite in Books and Portraits.
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Lindau, 05/07/2018
Abstract: Bisogna tornare a camminare, ci dice Thoreau in questo piccolo saggio. Ma è l'Arte del camminare quella che con ardore appassionato chiede di coltivare, e avendo in mente ben precisi effetti. Anche in "Walking", infatti, l'autore di "Walden" e di "Disobbedienza civile" – del quale Virginia Woolf traccia in appendice un acuto ritratto intellettuale – punta il dito sul vero nemico dell'uomo, la cosiddetta civiltà, che vuole trasformare il mondo in un ordinato mosaico di prati rasati e campi coltivati, tra città e villaggi abitati da docili membri della società. Gli uomini seguono ormai soltanto le strade che altri hanno tracciato, adeguandosi passivamente a quanto viene deciso altrove. Quasi incapaci di pensieri coraggiosi, perché credono di sapere ma di fatto non si avventurano oltre il circolo vizioso di idee trite e preconcette, non conoscono più il piacere che offrono la ricerca e la scoperta e pertanto non riescono a vedere e godere del bello. Perché a nutrire in profondità la vita e gli esseri è proprio il terriccio vergine di boschi e paludi, quello che è divorato dalla avanzata ordinatrice dell'uomo, che rischia di scoprire in punto di morte di non aver mai davvero vissuto.È investendo il proprio tempo nella nobile pratica del fare "anche la camminata più breve pieni di spirito d'avventura, come se partissimo per un viaggio senza ritorno" che più aria e più luce circoleranno tra i nostri pensieri facendo resuscitare speranza e futuro.
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Garzanti Classici, 27/07/2017
Abstract: Prendendo spunto da una serie di riflessioni di carattere letterario, Virginia Woolf ci consegna qui un saggio della sua sterminata cultura e del suo acume di lettrice. Non solo sottolinea l'importanza, nella storia della cultura europea, della civiltà letteraria greca – a partire dalla sua lingua e dalle sue più alte forme di fioritura artistica, il teatro attico e la filosofia platonica –, ma anche guida il lettore alla scoperta dei tesori della letteratura mondiale, da Shakespeare ai classici della letteratura russa.Di Virginia Woolf (1882-1941) nel catalogo dei Grandi Libri Garzanti: Gita al faro.
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Garzanti Classici, 07/03/2019
Abstract: Nei sei racconti qui proposti, scritti tra il 1920 e il 1940, Virginia Woolf dà voce ancora una volta all'universo femminile con la sensibilità e la delicatezza che la contraddistinguono. Un'atmosfera di sogno e languore, una indefinita tensione erotica pervade queste pagine in cui il ricorso a una scrittura impressionista si conferma esemplare nel restituire le inquietudini e le emozioni più intime delle protagoniste. Alla maestria nel dare forma poetica all'indicibile, a quei "momenti d'essere" che hanno la forza di una rivelazione, si accompagna lo sguardo lungimirante della narratrice nel mettere sempre al centro la volontà e i desideri delle donne, nel rivendicarne l'autonomia morale, sociale e affettiva, nel difenderne la "libertà di essere diverse".
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Feltrinelli Editore, 20/11/2021
Abstract: "Per la prima volta lei lo guardò in viso. Per la prima volta Flush guardò la signora adagiata sul divano. Entrambi furono colti da sorpresa. C'era una somiglianza fra loro. Due metà divise, ma dallo stesso stampo, poteva essere che ognuno completasse ciò che nell'altro era latente?""La più riuscita incursione dell'immaginazione umana nella sensibilità canina." The SpectatorÈ l'inizio dell'estate 1842 quando Flush – un cucciolo di cocker spaniel di razza purissima, manto marrone tendente all'oro, coda folta, nessun ciuffo fuori posto – varca la soglia del numero 50 di Wimpole Street, a Londra, per essere regalato a una delle più grandi poetesse inglesi, la brillante e sventurata Elizabeth Barrett. Tra i due basta un'occhiata, un lampo di riconoscimento, perché nasca un'intesa. Finché, qualche tempo dopo, nella vita tranquilla di Flush entra un rivale: il poeta Robert Browning. Leggendo la corrispondenza di Elizabeth Barrett Browning, Virginia Woolf rimane così colpita dalle descrizioni che la poetessa fa del suo cane da decidere di dedicargli una biografia. Mescolando realtà e finzione, guizzi di umorismo e lampi di autentica poesia, la Woolf ricostruisce la vita di Flush, che diventa non solo il racconto del rapporto unico e straordinario che si crea tra un cane e il suo padrone, ma anche un vivido ritratto della società vittoriana e un'acuta riflessione sulla natura umana, vista attraverso lo sguardo di un cane. Un capolavoro della letteratura canina, arricchito dalle raffinate illustrazioni di Iratxe López de Munáin.
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Garzanti Classici, 17/10/2019
Abstract: Comprare i fiori per un ricevimento diventa per Clarissa Dalloway un'occasione per dare voce alla propria interiorità. In un flusso di coscienza ispirato all'esempio dell'Ulisse di Joyce, da lei definito un "grande, orribile libro", Virginia Woolf riesce a tessere in un'unica trama, e a concentrare nel breve arco di una sola giornata e in un solo luogo – Londra –, passato e presente, realtà e immaginazione. I gesti, il passo, l'aspetto delle persone che incontra sono piccoli avvenimenti quotidiani che come vere e proprie epifanie risvegliano in Clarissa impressioni e ricordi, e le restituiscono i frammenti di un'esistenza in continuo divenire. Con La signora Dalloway, pubblicato nel 1925, Virginia Woolf ha firmato il suo capolavoro: un romanzo che, come scrive Attilio Bertolucci, non si potrebbe immaginare "più pieno di vita e di verità", e capace di immortalare, in un sapiente gioco di luci e di ombre, la fragilità e la precarietà della condizione umana.
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Ponte alle Grazie, 09/01/2020
Abstract: Raccolte e pubblicate postume, queste pagine autobiografiche scritte fra il 1907 e il 1940 offrono uno squarcio straordinariamente vivido sulla vita e sull'opera di Virginia Woolf. Il catalogo di immagini che Momenti di essere fa scorrere dinanzi ai nostri occhi mostra lo splendore di una scrittura che fa affiorare i tanti ricordi familiari e l'incanto dell'infanzia, che accoglie toni e registri diversi, dal ritratto all'elegia, dall'autoanalisi alla commedia sociale, dal gioco sullo snobismo fino alle riflessioni sulla morte. In questo teatro della memoria l'autrice insegue il tempo, ben sapendo che il rapporto fra passato e presente non è mai docile e che i momenti di essere, in cui la forza della visione buca l'ovatta trasparente del quotidiano, le rivelano "la parte invisibile e tacita della sua vita" in tutta la sua verità. La voce di una scrittrice indimenticabile torna in libreria con un capolavoro da troppo tempo assente, arricchito con una parte inedita, e le sue pagine ci accompagnano dall'ipocrisia vittoriana alla scoppiettante gioia che invade la casa di Gordon Square, a Bloomsbury, che non sarà più solo il nome di un quartiere, ma di quel gruppo di giovani intellettuali che rivoluzionerà, con intelligenza e divertimento, i costumi di un'intera epoca.
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Marsilio, 12/03/2020
Abstract: Da una lettura a una vita: gli scrittori italiani raccontano del mondo e di sé partendo da un libro. Questa è "PassaParola".Essere un giovane uomo sensibile cresciuto leggendo Stendhal ti rende un corteggiatore napoleonico, uno che dopo un sì cerca un altro sì, e poi ancora un altro, in una sorta di karma dell'assertività che – in fondo, ma pure in principio, come teorizza Francesco Pacifico – impedisce di avere una relazione. Un karma dell'assertività che impedisce di capire i no che di tanto in tanto tutti riceviamo nella vita. Leggendo La signora Dalloway, invece, si capisce come è possibile corteggiare una donna senza assediarla, e quanto si possa sinceramente ascoltare, senza fingere, e anche perché quei fiori che Clarissa Dalloway dice di voler comprare sono il simbolo, forse l'unico simbolo, della celebrazione della vita.Con tono cavalleresco e un linguaggio esatto e scanzonato, Francesco Pacifico ci racconta come e perché, nonostante quello che si possa pensare, Virginia Woolf è (anche) una scrittrice da uomini. Ci racconta quanto aver sposato una femminista gli ha cambiato la vita, dimostrando di non aver paura di Virginia Woolf.
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Garzanti Classici, 03/09/2020
Abstract: Una "stanza tutta per sé" racchiude al proprio interno ciò di cui si ha bisogno per scrivere: tempo libero e indipendenza economica – benefici di cui le donne per secoli non hanno goduto, e cui ancora oggi spesso non possono accedere. Questo testo raffinatissimo e ironico, basato su due conferenze tenute da Virginia Woolf all'università di Cambridge nel 1928, ripercorre la storia delle donne nella letteratura: Christina Rossetti, Jane Austen, Emily Brontë, George Eliot rivivono nelle sue pagine, e la loro vicenda s'intreccia con ricordi, immagini e suggestioni di straordinaria forza evocativa. Vero e proprio manifesto della condizione femminile, Una stanza tutta per sé è un'esortazione, rivolta a tutte le donne, a lottare per la propria libertà, a seguire la propria vocazione, a diventare, finalmente, ciò che nel loro intimo già sono.
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Voltando pagina. Saggi 1904-1941
Il Saggiatore, 19/10/2011
Abstract: Virginia Woolf non fu solo la grande romanziera che tutti conosciamo, ma anche una raffinata saggista, una critica acutissima, un'instancabile pubblicista.Lettrice onnivora e anarchica, cercò nei libri "una forma per il caos", vi trovò universi abitati da creature umane, con cui intrecciare ininterrotte conversazioni. Fin dalle prime recensioni lavorò senza pregiudizi: che si trattasse di epistolari, memorie o biografie, saggi critici o romanzi, autori celebri o emeriti sconosciuti, lo studio preparatorio era accurato, il giudizio schietto. La curiosità la guidava senza alcun preconcetto, alimentava i suoi piaceri più intensi, leggere e scrivere, due atti annodati fra loro, due oscure potenze che, finoalla fine, si definirono e si alimentarono reciprocamente.Le qualità della sua penna erano forza, grazia e trasparenza. La sua lingua, ironica e originale, ha attraversato il tempo e lo spazio con una immediatezza folgorante. Femminista, nel senso proprio della consapevolezza di essere una donna, dalla sua scrittura non traspare mai una lagna, nessuna recriminazione, con lei vediamo al lavoro un occhio lucido e spietato, che non perdona, ma spesso sorride e fa ridere. "Pensare le cose come sono" e "dire la verità" le bussole di sempre.In una parola, integrità: "Seguire il proprio istinto, usare il proprio cervello, trarre le conclusionida so li". Sulla disciplina rigorosa applicata alla sua officina saggistica plasmò la prima vera sperimentazionenarrativa, stilistica e formale, messa a punto fin dalla Stanza di Jacob. Gli anni prodigiosi della maturità, in cui lettura e scrittura si nutrirono con gioia e sicurezza, portarono alla com posizione dei suoi capolavori.Liliana Rampello ha qui scelto, tagliato, cucito, montato in un nuovo percorso articoli e saggi noti e meno noti – molti inediti in Italia –, illuminando di una luce suggestiva la pienezza e la felicità di testi che sono, infine, un inno al piacere, all'intelligenza delle cose e della realtà, l'"auto biografia di una lettrice" che scrisse certo per guadagnare le sue ghinee, ma senza mai perdere di vista la ragione ultima per cui parlare: l'amicizia, ovvero quelle libere relazioni umane su cui fondò la sua vita.Voltando pagina è la storia di un infaticabile lavoro critico che ha accompagnato il laboratorio creativo e le invenzioni narrative di un'icona letteraria del Novecento, un appassionato, inesauribile omaggio all'"arte della lettura".
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Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto. Riflessioni sulla scrittura
minimum fax, 16/07/2014
Abstract: Le difficoltà e le gioie del suo processo creativo; le tecniche narrative; i consigli ad amici scrittori impegnati nella stesura dei loro libri; i giudizi sull'opera di colleghi illustri, da Proust a Joyce, da Jane Austen a Dostoevskij: Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto ci conduce per mano nel laboratorio di Virginia Woolf. Il curatore ha estratto dal suo epistolario una serie di citazioni e di brevi passi, tutti dominati dalla volontà di distaccarsi dal proprio mestiere per rimetterlo in prospettiva, e riprendere la scrittura con rinnovata consapevolezza. Un compendio prezioso e illuminante non solo per gli appassionati e gli studiosi della Woolf, ma anche per gli aspiranti scrittori e gli amanti della grande letteratura.