Trovati 10 documenti.
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[Roma] : Fondazione Lorenzo Valla ; [Milano] : Arnoldo Mondadori ; [poi] [Milano] : Fondazione Lorenzo Valla : Arnoldo Mondadori
La città e l'uomo : antologia dai dialoghi politici / Platone ; a cura di Sergio Cecchi
Napoli : Il tripode, 1982
[Milano] : Fondazione Lorenzo Valla ; [Milano] : A. Mondadori, 1982
Scrittori greci e latini
Odissea : libri 5.-8. / Omero ; introduzione, testo e commento a cura di J.B. Hainsworth
[Roma] : Fondazione Lorenzo Valla, 1982
Scrittori greci e latini
[Roma] : Fondazione Lorenzo Valla, 1982
Scrittori greci e latini
Le storie / di Tucidide ; a cura di Guido Donini
Torino : Unione tipografico-editrice torinese
Abstract: Uno degli aspetti più caratteristici dell'opera tucididea - aspetto indubbiamente collegato al fatto ce il suo autore era pienamente inserito nella vita politica di Atene prima dell'esilio, e connesso anche alla tendenza a vedere nei fatti ciò che è universalmente valido e isolare le manifestazioni della natura umana - è l'impostazione incentrata sull'analisi politica. Le Storie, più che un resoconto militare del conflitto tra due grandi potenze, sono l'analisi del fenomeno consistente nella nascita, nello sviluppo, nella conservazione e nel graduale sfaldamento di una grande aggregazione di potere, cioè l'impero ateniese. (dall'introduzione di Guido Donini)
Le istmiche / Pindaro ; a cura di G. Aurelio Privitera
[Roma] : Fondazione Lorenzo Valla ; [Milano] : A. Mondadori, 1982
Scrittori greci e latini
Fa parte di: Pindarus. Le odi / Pindaro
1982
Fa parte di: Pausanias <110-180>. Guida della Grecia / Pausania
Milano : Rizzoli, 1982
Abstract: Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.».
Tragedie e frammenti / di Sofocle ; a cura di Guido Paduano
Torino : Unione tipografico-editrice torinese