Trovati 3 documenti.
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Barzago : Marna, 2008
La nuova cultura
Milano : Angeli, [2008]
Temi di storia ; 132
Abstract: Quando la notizia del terremoto del 1908 arriva in tutto il mondo, Messina da molto tempo ha perduto l'accezione mitica che l'aveva esaltata nel momento di Lepanto. Allora il suo golfo sicuro aveva accolto la flotta dei confederati che avrebbero regalato alla cristianità una vittoria, reale e simbolica, entrata nel mito e nella storia e la città felice, con la falce naturale del suo porto aveva travalicato i confini della storia regionale per entrare nell'epopea collettiva. Poi, la luce sembra spegnersi sulla città. La terribile catastrofe ripropone all'attenzione del mondo la città dello Stretto. La notizia rimbalza da un paese all'altro, prontamente raccolta e divulgata da un sistema di informazione che raggiunge ormai le zone più remote. Ovunque, di fronte all'enormità del disastro, all'entità delle perdite umane, ai danni materiali, scatta una partecipazione solidale senza precedenti.
Roma : Laterza, 2008
Abstract: Il 28 dicembre 1908, un terremoto di immani proporzioni colpisce Reggio Calabria, Messina e i paesi del circondario. È la più grave catastrofe che il neonato Stato italiano si trovi ad affrontare e il suo impatto sulla pubblica opinione è straordinario quanto inatteso. Non furono soltanto le brutali dimensioni della calamità a colpire gli italiani, ma anche il fatto che essa portò alla luce alcune delle inquietudini più profonde della società. Il luogo del disastro subì un sovraccarico semiotico: sotto lo sguardo inorridito di un pubblico nazionale ogni scena diventò un simbolo, ogni aneddoto l'involucro di una verità più ampia. Si innescò un movimento di compassione e solidarietà patriottiche di proporzioni mai viste in un paese dove la debolezza del sentimento di identità nazionale è un luogo comune. Gli italiani, come si diceva e si dice ancora spesso, non si sentivano molto italiani: la loro identità era basata sulla località geografica di appartenenza, sulla famiglia, sulla politica o sulla religione, più che sulla nazione. Eppure volontari da tutto il paese si misero in viaggio per dare una mano. Quotidiani e riviste parlarono del disastro fino alla saturazione. Comitati civici spuntarono come funghi per raccogliere fondi. A Roma si tennero i 'plebisciti del dolore': i cittadini deponevano le donazioni in 'urne elettorali' avvolte nel tricolore, che rievocavano i plebisciti che avevano ratificato l'unità.