Trovati 30 documenti.
Trovati 30 documenti.
Lisistrata / Aristofane ; a cura di Maria Paola Funaioli
Barbera, 2009
Arche megiste : per una didattica del greco antico / Fabio Roscalla
Pisa : ETS, 2009
I profumi / Teofrasto ; a cura di Francesca Focaroli ; prefazione di Simone Beta
Milano : La Vita Felice, 2009
Saturnalia ; 19
Abstract: "I profumi" è dedicato alle piante aromatiche e ai loro impieghi nell'arte della profumeria antica. L'opera, che si apre con un'introduzione generale sugli odori, sulla loro origine e classificazione, si presenta come una discussione completa e dettagliata sui profumi prodotti artificialmente dagli uomini per il piacere dell'olfatto. Teofrasto passa in rassegna le qualità delle spezie e degli olii in cui si conservano le loro fragranze, descrive le fasi salienti della preparazione di unguenti profumati e polveri odorose, spiega come i profumieri conservano i propri prodotti e quali accorgimenti usano per venderli.
Terza lettera ai Corinzi. La Risurrezione / Pseudo Giustino ; a cura di Alberto D'Anna
Milano : Paoline, 2009
Letture cristiane del primo millennio ; 44
Abstract: Questi ci descrivono una polemica: ci parlano di posizioni dottrinali che convergono pienamente nella negazione della “risurrezione della carne”, che i due autori dimostrano invece essere verità di fede. La terza Lettera ai Corinzi, è composta da due brevi testi in forma di scambio epistolare. La prima lettera si presenta come inviata dai cristiani di Corinto a Paolo, per chiedergli di confutare alcune dottrine da loro giudicate molto perniciose. La seconda costituisce la risposta che Paolo avrebbe inviato ai Corinzi, per esaudire la loro richiesta. L’autorevolezza di questo testo, chiamato appunto Terza lettera ai Corinti è stata riconosciuta in modo tanto chiaro che fu sul punto di entrare stabilmente nel corpus degli scritti paolini. La risurrezione, dello Pseudo-Giustino, è un discorso apologetico, finalizzato cioè a difendere la fede nella risurrezione della carne. Agli albori del farsi della dottrina (siamo nel II sec.) vediamo come cristiani di elevato livello culturale elaboravano un principio teologico.
Vol. 4: Libri VII-XI / nota biografica di Domenico Musti
2. ed.
2009
Abstract: Dopo la battaglia di Canne, in cui i romani furono sconfitti, Annibale si ritira a Capua. Intanto la vittoria di Annibale fa sì che gli alleati romani si distacchino via via da Roma, cominciando dalle città siciliane (Siracusa). Inoltre i cartaginesi impegnano i romani su altri fronti: in Spagna, in Macedonia, in Illiria. Annibale fa suoi alleati anche Filippo di Macedonia e Gerone di Siracusa. Sebbene i suoi uomini migliori fossero morti e l'Italia meridionale si fosse ribellata e nonostante la superiorità dimostrata da Annibale nelle battaglie in campo aperto, Roma non volle accettare la sconfitta, raccolse tutte le sue forze e si preparò alla riscossa. Questa cominciò con la conquista di Siracusa da parte del console Claudio Marcello.
La rivelazione segreta di Ermete Trismegisto / a cura di Paolo Scarpi
[Milano] : Mondadori : Fondazione Lorenzo Valla
Tragedie / di Euripide ; a cura di Olimpio Musso. Vol. 4
2009
Fa parte di: Euripides <485 a.C.-407/406 a.C.>. Tragedie / di Euripide ; a cura di Olimpio Musso
[Milano] : BUR, [2009]
BURI grandi classici greci e latini
[Milano] : Bompiani, 2009
Abstract: Il Corpus dionisiano, sintesi del neoplatonismo greco e del pensiero cristiano, è costituito da una serie di scritti: la Gerarchia celeste, la Gerarchia ecclesiastica, i Nomi divini, la Teologia mistica e Lettere. Questi scritti per certi aspetti stanno alla base della teologia medioevale di lingua latina nelle sue più svariate forme (dalla dottrina degli angeli all'ecclesiologia), in quanto furono attribuiti anacronisticamente a quel Dionigi, personaggio ateniese, convertito da San Paolo dopo il discorso all'Areopago narrato negli Atti degli Apostoli. In realtà in questi scritti è chiaramente presente un linguaggio neoplatonico molto vicino a quello di Proclo e di Damascio, il che lascia pensare a una datazione intorno alla metà del VI secolo. Furono commentati da Massimo il Confessore e da Giovanni Scoto Eriugena, e si possono considerare il punto di partenza di tutta la teologia negativa e fonte di ispirazione del misticismo cristiano medievale e moderno, da Meister Eckhart fino a Edith Stein. Dopo la scoperta in età moderna della loro inautenticità, ci si è resi conto della preminenza del pensiero neoplatonico su quello cristiano. Cristo, pur spesso citato, non trova spazio adeguato nell'impianto metafisico-teologico, in modo sorprendente. Resta un mistero se l'Autore fosse un credente che cercasse di assorbire nel pensiero cristiano il pensiero tardo-antico pagano, o se fosse un dotto filosofo che cercasse invece di assorbire nel pensiero pagano il pensiero cristiano.
Manuale / Epitteto ; volgarizzato da Giacomo Leopardi ; postfazione e commento di Antonio Banfi
[Milano] : SE, c2009
Piccola enciclopedia ; 207
Abstract: Ora la noncuranza delle cose di fuori, ingiunta da Epitteto e dagli altri stoici, viene a dir questo appunto, cioè non curarsi di essere beato né fuggire di essere infelice. Il quale insegnamento, che è come dire di dovere amar se medesimo con quanto si possa manco di ardore e di tenerezza, si è in verità la cima e la somma, sì della filosofia di Epitteto, e sì ancora di tutta la sapienza umana, in quanto ella appartiene al ben essere dello spirito di ciascuno in particolare. Ed io, che dopo molti travagli dell'animo e molte angosce, ridotto quasi mal mio grado a praticare per abito il predetto insegnamento, ho riportato di così fatta pratica e tuttavia riporto una utilità incredibile, desidero e prego caldamente a tutti quelli che leggeranno queste carte la facoltà di porlo medesimamente ad esecuzione, dal Preambolo del volgarizzatore di Giacomo Leopardi. (Volgarizzato da Giacomo Leopardi)
Milano : Bompiani Il pensiero occidentale, 2009
Abstract: Questo volume raccoglie tutto quanto la tradizione ci ha lasciato sotto il nome di Esiodo di Ascra: la Teogonia, le Opere e i Giorni (o Ergo), lo Scudo (trasmessici dai codici) e il Catalogo delle donne o Eoie (recuperato per lo più grazie ai papiri). Esiodo si impose per tempo nel panorama culturale della Grecità arcaica dominato dall'epos omerico, che peraltro restò nei secoli nettamente dominante. Verosimilmente posteriore seppure di poco a Omero, Esiodo, la cui akmè può collocarsi nella seconda metà dell'VIII secolo a.C, è con il precedente il formatore della coscienza greca. Se Omero è la Bibbia dei Greci, Esiodo contribuì non poco allo sviluppo dello spirito greco facendo emergere valori nuovi, in particolare quello del lavoro e della giustizia. Esiodo ribalta i valori del mondo omerico e aristocratico, avvicinando il lettore, col suo poema didascalico, alle opere della pace, all'agricoltura e al commercio per mare. Egli sintetizza una tradizione religiosa plurisecolare, la filtra, la rinnova e ne dà una versione canonica destinata a plasmare per sempre la cultura greca dall'età arcaica a Proclo, più di un millennio più tardi: questa è la Teogonia, che, raccolta organica di miti, è in nuce una cosmologia filosofica e un discorso virtualmente naturalistico sulla realtà; di fatto contiene i prodromi della storiografia e della ricerca filosofica.
Il libro delle citazioni latine e greche / a cura di Paola Mastellaro
Milano : Mondadori, stampa 2009
Abstract: Ad hoc, ipse dixit, lupus in fabula, carpe diem: massime, motti, proverbi, modi di dire, dalle espressioni più comuni alle frasi più raffinate, in 1100 voci ordinate per argomento. Accanto alla traduzione in italiano, per ogni voce è riportata l'opera in cui è citata la prima volta o il contesto culturale da cui trae origine, l'uso contemporaneo e gli eventuali corrispettivi moderni.
2. ed.
BUR, 2009
Abstract: Orazione d'esordio di Demostene, il discorso Sulle simmorie affronta un tema di scottante attualità e di vitale importanza per la città e l'intera comunità greca di quegli anni: quale strategia adottare di fronte all'incombente pericolo macedone e alle sottili mire espansionistiche di Filippo. Richiamandosi al glorioso passato di Atene, l'oratore invita i suoi concittadini a prepararsi a una guerra di difesa contro il re macedone, stringendo accordi con gli alleati e allestendo, con il ricorso a nuove classi di contribuenti, l'invincibile flotta di un tempo. Strenuo difensore dell'indipendenza e della libertà di Atene, Demostene sarà tuttavia sconfitto sconfitto dalla storia e dall'ineluttabile corso degli eventi.
[Milano] : Bompiani, 2009
Abstract: Quest'opera sui Sofisti curata da Mario Untersteiner - uno dei più significativi studiosi italiani del pensiero antico (1899-1981) - raccoglie in volume unico i quattro originariamente editi nella collana Biblioteca di Studi Superiori della editrice La Nuova Italia, da tempo non più in circolazione. Untersteiner ha curato personalmente tutti gli autori e tutti i testi anonimi, a eccezione di Crizia, curato dal suo allievo Antonio Battegazzore. Si tratta della più ricca e completa raccolta di tutto quanto ci è pervenuto dei e sui Sofisti, pensatori che Untersteiner considera espressione di un determinato clima storico, il cui tono è dato dai fatti sociali che sono tipici di quell'epoca. Lo studioso sostiene inoltre la tesi assai originale e stimolante secondo cui la sofistica è in realtà una trasposizione su un piano filosofico della tragedia e delle contraddizioni della vita umana che essa esprime. Nella Introduzione Giovanni Beale illustra l'originalità e l'importanza dell'interpretazione di Untersteiner, che nei suoi lavori sui Sofisti ha lasciato il meglio di sé.
[Milano] : Bompiani, 2009
Abstract: Giuseppe Tornasi di Lampedusa, nel suo Gattopardo, scrive che il principe Salina, in una delle sue riflessioni, pensò ad una medicina scoperta da poco negli Stati Uniti d'America, che permetteva di non soffrire durante le operazioni più gravi, e di rimanere sereni fra le sventure. E soggiunge: Morfina lo avevano chiamato questo rozzo sostituto dello stoicismo antico.... È uno splendido paragone, che meglio di qualsiasi altro illustra analogicamente l'essenza del messaggio stoico: esso vuole essere appunto il farmaco spirituale che lenisce i dolori e che permette la serenità anche nelle sventure. Epitteto (ca. 50-1 38 d.C), lo schiavo-filosofo, più e meglio di qualsiasi altro stoico del mondo antico, ce lo ha dimostrato in queste splendide pagine che hanno avuto, nella storia dell'Occidente, una delle più grandi fortune che siano toccate a scritti di filosofia. Il filosofo frigio riesce, in effetti, a toccare il fondo del problema e a scoprire ciò che può rendere libero e felice, oppure schiavo ed infelice l'uomo. Le cose - egli insegna - si bipartiscono in due grandi classi: quelle che dipendono da noi e quelle che non dipendono da noi. Abbiamo il potere solo sulle prime e non sulle seconde, e di conseguenza dobbiamo comportarci. Purtroppo le cose che alla moltitudine interessano e per cui vanamente i più si battono sono proprio le seconde: donde i mali - tutti i mali senza distinzione - di cui soffre l'umanità.
Simposio / Platone ; traduzione e commento di Matteo Nucci ; introduzione di Bruno Centrone
Torino : Einaudi, 2009
Abstract: In una nuova traduzione e cura, uno dei più celebri dialoghi platonici nel quale il filosofo mette in scena tutto ciò che i Greci hanno concepito in materia di eros. Nel Simposio si racconta di un banchetto organizzato per celebrare la vittoria che il poeta Agatone aveva riportato nell'agone tragico delle Lenee. I presenti, da Aristofane ad Alcibiade a Socrate, tengono a turno discorsi sulla natura di Eros e, nello sforzo di superarsi a vicenda in una sorta di gara, declinano la forma dell'encomio tradizionale in un climax drammatico in cui ogni discorso mette in risalto una tesi particolare: Eros come il più antico degli dèi (Fedro), il contrasto tra eros divino ed eros popolare (Pausania), l'eros come principio universale della natura (Erissimaco), l'eros come brama dell'uomo verso la sua metà perduta (Aristofane), Eros come il più giovane, il pili bello e il più eccellente degli dèi (Agatone). Infine Socrate, che non propone un suo discorso, ma riferisce quel che ha appreso dalla sacerdotessa Diotima di Mantinea, stabilendo un punto fondamentale, ma altrettanto ineluttabile: la natura carente dell'amore e dell'innamorato.
La rivelazione segreta di Ermete Trismegisto / a cura di Paolo Scarpi. Vol. 1
2009
Fa parte di: Hermes Trismegistus. La rivelazione segreta di Ermete Trismegisto / a cura di Paolo Scarpi
Abstract: Già attribuita al «tre volte grande» («trismegistos», appunto) Ermes - il dio della scrittura, dell'astrologia e dell'alchimia che risulta dall'associazione, presente sin da Erodoto, della divinità greca con l'egizio Thoth - essa è ritenuta antica quanto se non più di Mose, e interpretata come prefigurazione del Cristianesimo. In realtà, la redazione dei testi sembra risalire ai secoli fra il I e il IV della nostra èra, mentre una parte, l'Asclepius - un trattato di magia che riporta le pratiche dei sacerdoti egizi - circola già nel Medioevo occidentale nella traduzione latina ritenuta di Apuleio. Ma nel 1460 l'originale greco giunge nelle mani di Cosimo de' Medici, che ordina subito a Marsilio Ficino di dimenticare Platone e dedicarsi al Corpus. Ficino completa l'opera nell'aprile del 1463 e riceve come compenso una villa a Careggi. Nel Seicento, la paternità e la vetustà dell'opera sono infine demolite, a colpi di filologia, da Isaac Casaubon. Per secoli, però, la sua influenza è fondamentale: da Pico della Mirandola a Hieronymus Bosch, da Pieter Bruegel a John Milton, da Giordano Bruno a Isaac Newton, e più tardi ancora sino a William Blake, artisti e intellettuali coltivano l'ermetismo. Ermete trova il suo posto persino sul pavimento del Duomo di Siena. Ed è certo difficile resistere al fascino della sua rivelazione segreta, nella quale teologia e cosmologia si mescolano allo studio dell'uomo e alla dottrina dell'anima, dove demonologia e astrologia si fondono.