Trovati 1395 documenti.
Trovati 1395 documenti.
Pisa : in aedibus Giardini editori e stampatori, 1980
Scriptorum romanorum quae extant omnia ; 359/361
Abstract: Marco Gavio, soprannominato Apicio, è passato alla storia come il più grande esperto di gastronomia dell'antichità. Alle raffinatezze culinarie egli dedicò la sua vita e anche il suo patrimonio, peraltro ingentissimo, fino a quando, secondo la testimonianza di Seneca, si ridusse in povertà e si suicidò. L'opera a lui attribuita, De re coquinaria, rivela l'evoluzione dei gusti alimentari e insieme lo stile di vita della classe dominante romana fino alle soglie della caduta dell'Impero. Il testo, accompagnato da note sulle singole ricette e sugli ingredienti citati, è preceduto da un'introduzione che illustra le curiose abitudini culinarie degli antichi inquadrandole nel contesto storico e linguistico delle diverse epoche considerate.
Nic. Parthenii Giannettasij ... Piscatoria et nautica
Editio tertia
Neapoli : apud Iacobum Raillard, 1692
C. Iulii Caesaris Commentarii ab Aldo Manuccio Paulli f. Aldi n. emendati et scholiis illustrati
Venetiis : apud Aldum, 1588
Fa parte di: Biblia Sacra vulgatae editionis : Sixti V pontificis maximi jussu recognita et Clementis VIII auctoritate edita
Augusta Taurinorum : Paravia, 1918
Corpus Scriptorum Latinorum Paravianum ; 15
Carmina / Q. Valerii Catulli ; recensuit, praefatus est, appendicem criticam addidit Carolus Pascal
Augustae Taurinorum [etc.] : in aedibus Io. Bapt. Paraviae, [19--?]
Corpus Scriptorum Latinorum Paravianum ; 1
2. ed. accresciuta e corretta dall'autore e corredata di nuovi documenti
Parigi : Baudry, 1843
Milano : RL, 2017
Classici greci latini
Abstract: I motivi di interesse del Libro dei Prodigi sono molteplici: perché esso ci offre un'esposizione ampia (dal 190 a.C. all'11 a.C.) delle credenze religiose del popolo romano nei prodigi; per l'enigma legato a un autore di cui non si hanno praticamente notizie e che provocò le interpretazioni più varie da parte dei filologi sia per quanto concerne la sua collocazione storica sia per quanto riguarda la sua posizione religiosa; per la vicenda non meno controversa del Libro dal momento in cui fu scritto a quello in cui fu letto molti secoli più tardi dall'erudito Licostene nel '500. Ma c'è di più, perché in tempi più recenti l'operetta è stata segnalata come appartenente al genere fantascientifico in quanto Ossequente parlando di oggetti non identificati o di armi e scudi celesti farebbe riferimento a dischi volanti e UFO determinando l'inserimento di questo testo nella Biblioteca dei Misteri, una collana di scienze occulte.
Milano : Paoline, 2009
Letture cristiane del primo millennio ; 45
Abstract: Pur restando all'interno dei canoni di una tradizione letteraria, non è una pedissequa riproposizione di fatti e costumi consegnati ormai alla storia, ma il ritratto parlante di un protagonista vivo, che incide ancora significativamente sulla realtà. L'Agostino che emerge è il campione della grazia, che non rinuncia a svolgere un'azione concreta per cambiare la storia, tanto nella sua dimensione più strettamente personale che in quella ecclesiastica: la cifra saliente della sua personalità è l'amore, che si esprime negli affetti tenaci di una intera esistenza, nella cura pastorale, nell'impegno teologico e, non ultimo, nella prodigiosa attività letteraria.
Conversazioni con i Padri / Giovanni Cassiano ; a cura di Roberto Alciati
Milano : Paoline, 2019
Letture cristiane del primo millennio ; 59
Abstract: Le Conversazioni con i padri - «una definizione compiuta e ponderata della teologia monastica»: J. Leclercq - sono uno dei fondamenti della tradizione ascetica: una delle opere più ricche e tuttavia più attente alle concrete possibilità (intellettuali, fisiche, psicologiche) del cristiano - e del monaco - a cui viene chiesto di crescere ogni giorno, senza eroismi ma anche senza alibi. In queste importantissime pagine, due giovani monaci, Cassiano e Germano, ripercorrono in una sorta di diario spirituale il lungo viaggio - realmente percorso, sul finire del IV secolo - tra i maggiori esponenti dell'ascesi egiziana. I dialoghi con questi autorevoli maestri, fedelmente riportati, definiranno il profilo ideale del vero asceta, percorrendo così il primo, decisivo passo nel cammino del nascente monachesimo d'Occidente.
Commento all'Apocalisse / Cesario di Arles ; a cura di Francesco Tedeschi
Milano : Paoline, 2016
Letture cristiane del primo millennio ; 56
Villasanta : Società anonima Notari
Collezione romana
La Farsaglia / Lucano ; versione di Luigi Bonfigli. Volume primo
Villasanta : Società anonima Notari, 1929
Fa parte di: Lucanus, Marcus Annaeus. La Farsaglia / Lucano ; versione di Luigi Bonfigli
La Farsaglia / Lucano ; versione di Luigi Bonfigli. Volume secondo
Milano : Società anonima Notari, 1929
Fa parte di: Lucanus, Marcus Annaeus. La Farsaglia / Lucano ; versione di Luigi Bonfigli
Le trasformazioni / Apuleio ; versione di Massimo Bontempelli. Volume secondo
La Santa : Società anonima Notari : [poi] Istituto editoriale italiano, 1928
Collezione romana
Fa parte di: Apuleius. Le trasformazioni / Apuleio ; versione di Massimo Bontempelli
Le liriche di Orazio / commentate da Vincenzo Ussani
Torino : Loescher ; [poi] G. Chiantore
Collezione di classici greci e latini con note italiane
Milano : Fondazione Lorenzo Valla : Mondadori, 2024
Fa parte di: Horatius Flaccus, Quintus. Odi / Orazio
Abstract: Orazio è il più grande dei poeti lirici che la letteratura latina abbia prodotto, l'unico che si possa paragonare a Pindaro tra i greci, come egli stesso fa più d'una volta, naturalmente sminuendosi davanti al «cigno tebano». «Un lirico greco senza musica», è stato detto di lui: ma quella musica, interiorizzata, romanizzata e portata sui colli della Sabina, la senti risuonare sin dai primi versi della prima ode, Maecenas, atauis edite regibus, / o et praesidium et dulce decus meum, «Mecenate, che fosti generato da famiglia di re / e sei per me difesa e dolce titolo di gloria», e soprattutto negli ultimi, che proclamano: «Io, per l'edera che è premio alla fronte dei sapienti, / son vicino agli dèi; un fresco bosco, danze leggere / di Ninfe e Satiri mi tengono lontano dalla folla, / se Euterpe non impedisce al flauto di suonare, / se non rifugge Polimnia di trarre accordi dalla lira di Lesbo. / E se tra i lirici vati tu vorrai annoverarmi, / mi sembrerà di toccare il cielo con il capo». Aveva ragione Emilio Pianezzola, iniziatore di questa edizione e squisito traduttore delle Odi, a concludere la sua splendida Introduzione con le parole di Nietzsche nel Crepuscolo degli idoli: «Non ho mai provato [...] in nessun poeta, lo stesso rapimento artistico che mi dette, fin da principio, un'ode di Orazio. [...] Questo mosaico di parole in cui ogni parola come risonanza, come posizione, come concetto fa erompere la sua forza a destra, a sinistra e sulla totalità, questo minimum nell'estensione e nel numero dei segni, questo maximum, in tal modo realizzato, nell'energia dei segni - tutto ciò è romano e, se mi si vuol credere, nobile par excellence». Orazio, che fa poesia «autobiografica», che confessa le sue aspirazioni e le sue delusioni, dichiara di non esser stato colpito da Argo, Micene, Delfi o Atene, quanto «dalla dimora di Albùnea risonante, / dalle cascate dell'Aniene, dal bosco di Tiburno, / dai frutteti umidi per l'acqua viva dei ruscelli»: inventa un nuovo paesaggio della lirica, che vivrà per due millenni con la sua voce particolare, il suo tono apparentemente dimesso ma in realtà squisitamente delicato. I due volumi che la Fondazione Valla dedica alle Odi di Orazio sono il frutto del lavoro che una squadra padovana guidata prima da Emilio Pianezzola, poi da Gianluigi Baldo, ha compiuto nel corso degli anni: si avvale di un testo critico e di una Nota metrica approntati da Lorenzo Nosarti, e di un commento approfondito e capillare dovuto a Gianluigi Baldo stesso e Antonella Duso.