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La casa dalle finestre sempre accese
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Folli, Anna

La casa dalle finestre sempre accese

Neri Pozza, 10/09/2020

Abstract: A Torino, tra corso San Maurizio e il Lungo Po Cadorna, c'è un edificio color sabbia con le finestre che guardano il fiume e la collina: in questo palazzo sobrio, in un appartamento al secondo piano, vivono, "con il passo dell'illusione e con la generosità della speranza", Giacomo e Renata Debenedetti.Si sono incontrati una sera d'inverno del 1919, al Teatro Regio di Torino. Renata Orengo ha solo dodici anni quando il suo sguardo incrocia quello di Giacomo Debenedetti, di cui si innamora sin dal primo istante. Lei è una ragazza di buona famiglia, lui uno studente del politecnico dalla vivace intelligenza, le cui intime amicizie comprendono personaggi come Piero Gobetti, Mario Soldati, Umberto Saba e Eugenio Montale.Intellettuale ebreo perso nei suoi sogni, fondatore della rivista Primo Tempo, che in pochi mesi annovera tra i suoi collaboratori i futuri grandi nomi della letteratura italiana, per molto tempo Giacomo non si vede nei panni del critico letterario: vuole diventare uno scrittore, ma sarà solo dopo aver letto La Recherche di Proust che andrà incontro al suo destino.Il matrimonio con Renata si tiene il 4 dicembre 1930, in casa dei marchesi Orengo. Da quel giorno, nell'appartamento affacciato sul Lungo Po, nasce un mondo nuovo, popolato da artisti e da scrittori, da giovani intellettuali e grandi poeti. Prima a Torino e poi a Roma, in casa Debenedetti non è difficile incontrare Alberto Moravia, Elsa Morante, Alberto Savinio, Bobi Bazlen, Sibilla Aleramo, Maria Bellonci, Aldo Palazzeschi…Ma se l'inizio sembra felicemente trascorrere all'insegna dell'arte e della letteratura, la vita del più grande critico italiano del Novecento e della sua bella moglie, è destinata a un repentino mutamento. In breve tempo la loro esistenza viene sconvolta dalle leggi razziali, conoscono la desolazione della guerra, la fuga a Cortona, l'entusiasmo della ricostruzione, le disillusioni di una carriera professionale disseminata di grandi riconoscimenti e atroci delusioni.Già autrice di MoranteMoravia, Anna Folli racconta la vita di Giacomo Debenedetti, l'intellettuale ammalato di troppa intelligenza, e di sua moglie Renata, che non ha mai rinunciato a seguire quel marito inquieto e inafferrabile, trasformando in un romanzo la vita di una famiglia colta, difficile, unica, che per molti anni ha intrecciato la propria esistenza con quella degli artisti e dei letterati che hanno fatto la storia del Novecento.

Un'arma in casa
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Gordimer, Nadine - Gatti, Grazia

Un'arma in casa

Feltrinelli Editore, 10/09/2022

Abstract: "L'arma era lì, in soggiorno, come il gatto di casa; sul tavolo, come un portacenere"Una sera di gennaio del 1996 Harald e Claudia Lindgard devono affrontare l'inimmaginabile: Duncan, il loro unico figlio di ventisette anni, architetto, è stato arrestato con l'accusa di omicidio. Il ragazzo avrebbe ucciso il suo coinquilino dopo averlo sorpreso con la propria fidanzata. L'arma utilizzata è quella di casa, quella che in Sudafrica si trova in tutte le case: una pistola comprata e tenuta a disposizione contro eventuali malintenzionati. Seguendo giorno dopo giorno il processo e le rivelazioni che porta a galla, i Lindgard sono costretti a rivedere il rapporto con il figlio, ad ammettere di non conoscere Duncan davvero, ad affrontare i propri errori, fino a dubitare della lealtà reciproca che li unisce. Un'arma in casa esplora e mette in discussione gli aspetti più profondi dei legami familiari, mentre sullo sfondo viene evocato il periodo appena successivo alla fine dell'apartheid. In un paese dove per lungo tempo si è ucciso per nulla, la morte è tuttora parte indissolubile della routine quotidiana e anche i più liberali devono fare i conti con le proprie intrinseche paure.In quello che è uno dei libri più coinvolgenti del premio Nobel sudafricano, vengono svelate le infinite contraddizioni dell'animo umano di fronte alla storia, alla razza, all'identità sessuale, all'universo di valori sociali ed etici che muta continuamente, secondo modalità spesso imprevedibili.

La signora Bauhaus
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Revedin, Jana - Petrelli, Alessandra

La signora Bauhaus

Neri Pozza, 10/09/2020

Abstract: Germania, maggio 1923. La ventiseienne Ise Frank siede tra i banchi dell'Università tecnica di Hannover, sebbene non sia un architetto, né tantomeno una studentessa di quell'ateneo. Ise, che lavora come libraia, giornalista e critica letteraria a Monaco, si trova lí su insistenza di un'amica, Lise, per assistere all'insolita conferenza in programma quel giorno.Sul palco c'è un uomo con un vestito di lana pettinata grigio scuro, un papillon di seta bordeaux e un portamento da capitano di cavalleria. Si chiama Walter Gropius ed è il fondatore del Bauhaus, una scuola di arte e architettura il cui obiettivo principale è quello di operare una conciliazione tra arti ed artigianato in un nuovo linguaggio legato alla produzione industriale, impostando nuovi canoni estetici per l'architettura e il design moderni.Colpita dall'audacia con cui Gropius espone il suo innovativo progetto e affascinata dall'idea che l'architettura possa essere una missione creativa e al tempo stesso sociale e persino politica, Ise si ritrova, nei giorni successivi, a ripensare spesso a quell'uomo dal piglio ribelle e dagli occhi da volpe.Grande è, perciò, il suo stupore, quando due mesi dopo Walter Gropius si reca a Monaco per incontrarla e invitarla all'inaugurazione della prima mostra del Bauhaus, prevista per il 15 agosto a Weimar.Da quel momento la vita di Ise è destinata a cambiare per sempre. Sposando Gropius, nell'ottobre dello stesso anno, Ise sposa anche il progetto del Bauhaus, divenendone la principale sostenitrice e lavorando instancabilmente per la sua promozione, al punto da meritare l'appellativo di "Signora Bauhaus".Nonostante le preoccupazioni economiche, gli intrighi accademici e la caduta della democrazia nella nascente Germania nazista, il sodalizio tra Ise e Walter resterà saldo, permettendo al Bauhaus di continuare la sua attività oltreoceano.Con una prosa ricca ed evocativa Jana Revedin riporta brillantemente in vita l'atmosfera degli anni Venti, raccontando, attraverso la straordinaria vita di Ise Frank, un emozionante capitolo della storia contemporanea.

Per rabbia o per amore
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0, AA.VV.

Per rabbia o per amore

66THAND2ND, 10/09/2020

Abstract: Un pugile con sei mani in un futuro distopico, un calciatore del campionato cadetto che sperimenta la "peak experience", una giovanissima ginnasta dalla carriera incerta, un gruppo di vecchi giocatori di bocce in rivolta, un'insegnante di nuoto sincronizzato che attraversa lo Stretto di Messina, un talento del calcio sudamericano in lotta contro sé stesso, una generazione di nuotatori nella Romania di Ceausescu, un tennista disertore, una vecchia gloria del Milan che ripensa al suo passato, un'atleta curda e la sua squadra di ribelli, un grande cestista jugoslavo, guerrieri greci sulla piana di Ilio che si sfidano in onore di Patroclo. Sono loro i protagonisti dei dodici racconti inediti di questa antologia, nata dalla collaborazione con la rivista "effe – Periodico di Altre Narratività", per scoprire le nuove voci della narrazione sportiva. Agonistico, amatoriale, fonte di passione o dolore, lo sport è il cuore pulsante di queste storie. I loro autori, tutti giovani o giovanissimi, affiancati da Matteo Nucci e Davide Orecchio, sono la prova di una tendenza nuova che risponde però a un'esigenza da sempre presente nel panorama letterario italiano: il desiderio di conoscere l'universo sportivo attraverso le voci di narratori di talento. "Per rabbia o per amore" dimostra così che lo sport e la letteratura hanno molto più in comune di quanto si possa immaginare.

Lo strano caso di Dr. Jekyll e Mr. Hyde
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Stevenson, Robert Louis

Lo strano caso di Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Armando Curcio Editore, 08/09/2020

Abstract: Nella Londra vittoriana di fine Ottocento, l'avvocato Utterson è preoccupato per il suo amico Henry Jekyll, poiché questi ha fatto testamento a favore di un certo signor Hyde. Decide quindi di indagare su di lui. In effetti il dottor Jekyll, da sempre affascinato dalla convivenza forzata tra il bene e il male nello stesso individuo, trova il modo di scindere le due personalità mettendo a punto un siero che lo trasforma nel ripugnante e sadico Hyde, per poi ritornare alle sue vere sembianze grazie a un antidoto. Ma la quantità di antidoto necessaria per ritornare alla sua condizione iniziale è sempre più forte e la situazione gli sfuggirà di mano... Pubblicato per la prima volta a Londra nel 1886, "Lo strano caso di Dr. Jackyll e Mr. Hyde" è considerato la più importante opera di Stevenson e uno dei più grandi classici della letteratura fantastica di tutti i tempi.

Un mondo perduto. Nelle terre più remote del pianeta
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Bonatti, Walter

Un mondo perduto. Nelle terre più remote del pianeta

Solferino, 10/09/2020

Abstract: Crateri infuocati e foreste incontaminate, isole perdute e popoli primitivi, fiumi e scogli leggendari, ghiacciai, savane e deserti sconfinati, paradisi nascosti. E poi, animali preistorici, leoni e coccodrilli, orsi e serpenti.I racconti di Walter Bonatti ci riportano al suo fianco, nei suoi fantastici viaggi ai confini della Terra. Le sue sembrano cronache di un altro secolo e di un altro mondo… e lo sono. Ma riescono ancora a raccontarci la meraviglia della scoperta e a risvegliare, oltre alla nostalgia, anche la voglia di cercare, incontrare, conoscere. Perché, come insegna Bonatti, "il bello dell'avventura è sognarla", e il viaggio è sempre anche alla scoperta di noi stessi."In quelle severe solitudini ho vissuto paure e speranze, sconforti ed esaltazioni. Vi ho ascoltato gli assoluti silenzi, gli uragani, ho respirato i miasmi dei vulcani, gli umori delle giungle. La ricerca di questi ultimi frammenti di mondo intatto mi ha condotto in un viaggio a ritroso nel tempo, a contatto con l'anima selvaggia del pianeta."

I love Japan. In viaggio con Emiliano Pepe. 20 posti pazzeschi da vedere in Giappone
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La Pina

I love Japan. In viaggio con Emiliano Pepe. 20 posti pazzeschi da vedere in Giappone

Vallardi, 24/09/2020

Abstract: UNA GUIDA DI VIAGGIO, UNA DICHIARAZIONE D'AMORE: UN LIBRO DA LEGGERE COMODI SUL DIVANO DI CASA O DA PORTARE CON VOI NEL PROSSIMO VIAGGIO Se Tokyo è pazzesca, il Giappone è pazzeschissimo! Seguite la Pina a zonzo per un Paese capace di regalare sensazioni incredibili. Potrete partire e ripartire dalla capitale o incastrare le tappe come volete. Un libro speciale che vi porterà in posti veri, fuori dai classici pacchetti vacanza, dalle solite cartoline. Luoghi in cui la gente vive, lavora, mangia e ama. Ci sono luoghi così magici che invadono la mente, ci fanno sudare le mani e quando ci pensiamo abbiamo sempre il sorriso stampato sulla faccia. Non sono solo viaggi, ma storie d'amore, e durano per sempre. In I love Japan La Pina ha deciso di condividere il suo Giappone preferito, i posti che le hanno fatto battere il cuore all'impazzata, che le hanno riempito l'anima di gioia e vere avventure, mete segrete e spazi incantati. Immergetevi nei mari cristallini di Yoron, prendete treni matti che sembrano usciti da un film di Miyazaki, incontrate monaci pazzerelli con coniglietti nelle maniche, mangiate riso coltivato con l'aiuto di uccelli esotici, godetevi le acque curative di onsen tatoo friendly, visitate ryokan incantevoli, salite su montagne divine, assaggiate cibi misteriosi, incontrate cacciatrici di perle e affondate i piedi nella neve più bianca che abbiate mai visto…Un libro pieno di vita vera e di persone autentiche, di sapori, di odori e soprattutto di tutti i modi per vedere e vivere al meglio un Giappone fuori dai soliti giri.Con tanti video e le musiche originali di Emiliano Pepe, accessibili tramite QR code.

Giustizia ambientale
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Rosignoli, Francesca

Giustizia ambientale

Castelvecchi, 10/09/2020

Abstract: Cosa significa giustizia ambientale? Da dove trae origine tale concetto? Il saggio di Francesca Rosignoli cerca di rispondere a questi interrogativi tracciando una geografia delle disuguaglianze ambientali che si snoda dagli Stati Uniti all'Europa. Un'attenzione particolare è riservata all'Italia, dove fu Danilo Dolci il primo a porre la questione delle politiche ambientali come mezzo per combattere la povertà, le ingiustizie sociali e la criminalità organizzata. Questa riflessione importante, che ricostruisce la genesi e lo sviluppo della battaglia in favore dell'ambiente, mette in luce i rischi a cui sono esposte le società contemporanee offrendo un punto di vista inedito: quello delle comunità più ferite.

Il medesimo mondo
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Ragucci, Sabrina

Il medesimo mondo

Bollati Boringhieri, 01/10/2020

Abstract: È un destino implacabile quello che segna la famiglia Mogliano, a partire dal capostipite Pietro, ricco proprietario di terre coltivatea tabacco ma andato in rovina durante il fascismo, fino ad Angelo e sua moglie Teresa, emigrati in Germania negli anni del boom, e alla loro figlia, Roberta, nata con le malformazioni congenite dovute al talidomide. Tutti legati tra loro da quelle infelicità particolari che a volte sono misteriosamente i frutti comuni di uno stesso albero genealogico.Quando la tragedia colpirà da vicino la sua famiglia, la piccola Roberta verrà affidata alla nonna paterna, mentre il padre Angelo − risposatosi con Lia, una giovane vedova − continuerà a lavorare in Germania, proseguendo la propria vita di uomo sradicato, senza altro obiettivo che non sia il denaro.La famiglia si riunisce quando Roberta ha ormai dieci anni, a Milano, dove la ragazzina scopre le durezze della madre adottiva e dell'ambiente nel quale diventerà una giovane donna. Vittima e allo stesso tempo complice, Roberta vive sospesa, come tutti i protagonisti, tra due epoche storiche e due nazioni che, nonostante le differenze apparenti, spingono i personaggi a vivere immersi dentro gli stessi meccanismi di sopraffazione e sopravvivenza: il medesimo mondo, appunto.Con una scrittura estremamente lucida, capace di filtrare ogni emozione, Sabrina Ragucci scrive un libro attraversato dalla nitidezza che soltanto uno sguardo inesorabile, abituato a scandagliare la realtà, può restituire.

Biologia dell'omosessualità
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Balthazart, Jacques

Biologia dell'omosessualità

Bollati Boringhieri, 08/10/2020

Abstract: "Biologia dell'omosessualità deve assolutamente essere letto da tutti coloro che desiderano valutare il tema dell'omosessualità in maniera informata. "Geert de Vries, direttore del dipartimento di Biologia, Georgia State University"Giunta alla fine di un lungo studio, la mirabile sintesi del professor Balthazart arriva alla conclusione che la tesi dei fenotipi sessuali innati è scientificamente la più plausibile.""Le Monde"Tollerata in numerosi luoghi e differenti circostanze per gran parte dell'antichità e del Medioevo, l'omosessualità ha dovuto affrontare, nel corso dei secoli successivi, una lunga ondata di intolleranza che giunge ai nostri giorni.Divenuta una tara, se non addirittura una perversione, doveva essere combattuta come una malattia. Una malattia da eradicare con qualunque mezzo.Nel corso dei decenni le tecniche sono state talvolta relativamente blande (ipnosi, psicoanalisi), altre volte violente (lobotomia, terapia ormonale, scosse elettriche). Centinaia di migliaia di persone sono passate attraverso questo orribile calvario. Non una di loro ha effettivamente modificato il proprio orientamento sessuale.La teoria che sta alla base di queste supposte "cure" è quella secondo cui l'omosessualità sarebbe un comportamento "deviante", "patologico", "aberrante" e, soprattutto, appreso. D'altra parte il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders – il manuale internazionale di riferimento delle patologie mentali – ha cancellato l'omosessualità dalle patologie sessuali solo nella sua quarta edizione, nel 1987.L'analisi scientifica della tematica omosessuale è recente e relativamente poco conosciuta. Ancora oggi gran parte delle persone ritiene che l'orientamento eterosessuale o omosessuale sia il risultato di un apprendimento, dovuto alle interazioni sociali che si sono avute nella prima infanzia. La scuola freudiana e postfreudiana ha profondamente influenzato la società, additando nel rapporto coi genitori la causa di uno sviluppo psichico "sbagliato". Ma studi accurati, ormai piuttosto solidi, di biologia, genetica e neuroendocrinologia puntano con sempre maggior convinzione a una spiegazione biologica dell'orientamento sessuale. Più le conoscenze avanzano, più appare chiaro che omosessuali (o eterosessuali) si nasce, non si diventa.Ma per gli omosessuali, data la diffidenza ancora forte nella società e l'omofobia dilagante, questo significa spesso dover riconoscere la propria natura al prezzo di grandi sofferenze, sensi di colpa e recriminazioni. Una migliore comprensione dei meccanismi biologici che stanno alla base dell'orientamento sessuale può dunque portare a un'accettazione più ampia dell'omosessualità nella società e ridurre così le sofferenze inutili che troppe persone hanno patito per troppo tempo.Jacques Balthazart – tra i più accreditati studiosi di neuroendocrinologia legata alla sessualità – ha scritto Biologia dell'omosessualità per questo: rendere accessibili a chiunque i dati più aggiornati della letteratura scientifica sull'orientamento sessuale, e per correggere le concezioni sbagliate, e queste sì aberranti, ancora così tanto diffuse nella nostra società.

Gli uomini e la storia
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Pavone, Claudio - Bidussa, David

Gli uomini e la storia

Bollati Boringhieri, 08/10/2020

Abstract: Attraverso cinque saggi che scandiscono il percorso di ricerca di Claudio Pavone, Gli uomini e la storia presenta alcuni dei contributi più rilevanti dello storico e propone una visione coerente della fase fondatrice della nostra Repubblica che affonda le sue radici fin dalla "crisi della democrazia risorgimentale".Cuore del volume è rappresentato dal saggio sulla continuità dello Stato tra il fascismo e l'immediato dopoguerra, pubblicato per la prima volta nel 1974, e sempre più attuale.Ogni saggio è legato nella chiara e puntuale prefazione di David Bidussa a una parola chiave (Resistenza tradita, zona grigia, totalitarismo), tracciando così un discorso unitario e coerente della cornice interpretativa dello storico di Una guerra civile.Mai come oggi la società civile è tenuta a interrogarsi sul senso della storia e su un passato non ancora condiviso. È quindi sempre più opportuno rivolgersi agli studiosi che si sono dedicati con serietà e passione alla riflessione sulle costanti, che sembrano sempre ritornare, della nostra storia nazionale.

L'eredità dei vivi
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Sgaggio, Federica

L'eredità dei vivi

Marsilio, 24/09/2020

Abstract: Alla fine degli anni Cinquanta, Rosa si trasferisce dal Sud al Nord Italia. È una donna intransigente che insegna alla figlia – colei che ci racconta la storia – il primo comandamento cui ogni donna deve obbedire: "Non piangere." Rosa è la madre di Francesco che, a seguito di un incidente subito dopo la nascita, ha una forte disabilità. La lotta di Rosa per migliorare la vita di suo figlio diventa subito la lotta per i diritti di tutti coloro che non possono combattere per se stessi.In queste pagine, Rosa è una madre della quale la figlia racconta la vita; ma è anche, semplicemente, l'Italia: l'Italia ancora stordita dalla guerra negli anni Cinquanta, quella euforica dei Sessanta, quella turbinosa dei Settanta, quella privatizzata degli Ottanta, quella svuotata dei Novanta. Un'Italia, Rosa, messa alla prova da un marito da cui sceglie di fuggire, dalla disabilità del figlio, dalla figlia con la quale il rapporto è tanto stretto quanto conflittuale, dai cambiamenti sociali e politici che le avvengono intorno. L'Italia è anche quella raccontata dalla figlia, oggi, una nazione che non intende rinunciare alla propria storia e che vuole inventarne una nuova.L'eredità dei vivi è un romanzo politico, se politica è la lotta da combattere per attraversare i cambiamenti, per affermare i propri diritti, per avere la vita che si desidera. E questo romanzo ci dice che anche i sentimenti, anche i corpi, soprattutto i corpi, sono intensamente politici.

Ombre nella mente
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Grignani, Maria Antonietta - Mazzarello, Paolo

Ombre nella mente

Bollati Boringhieri, 01/10/2020

Abstract: Quando il giovane Carlo Dossi, esponente di spicco della Scapigliatura milanese, lesse L'uomo delinquente di Cesare Lombroso, ne rimase folgorato. L'opera conteneva categorie psicologiche impressionanti e osservazioni cliniche sul legame fra genio e follia. Travolto dall'infatuazione per quelle idee, Dossi scrisse subito a Lombroso esprimendogli la propria stima. Fra i due si stabilì allora uno strano legame epistolare destinato a mutare nel tempo.Dapprima Dossi, fine umorista sensibile alle bizzarrie della mente, divenne suo collaboratore a distanza con l'invio dei più disparati testi letterari segnati dalla pazzia, contributi che l'alienista prontamente utilizzava nelle sue opere. Poi Dossi sentì l'esigenza di interpellare Lombroso come medico a cui inviare informazioni sulle proprie sofferenze psichiche. Assorbite le teorie lombrosiane, Dossi si trasformò ben presto in una sorta di psichiatra in grado di formulare giudizi diagnostici, come capitò con l'opera I mattoidi e con un originalissimo articolo scritto per la rivista di criminologia diretta da Lombroso.Dopo vent'anni di conoscenza reciproca, soprattutto epistolare, i vari Dossi che erano mutati nel tempo (collaboratore, paziente e scrittore-alienista) si unificavano finalmente in una figura singola, che trovava nella Grafologia di Lombroso una sistemazione precisa accanto ad altri geni un po' matti, come Zola, Ariosto, Tolstoj e Schopenhauer. In fondo se il genio era una forma di pazzia, non doveva essere accertato, ma diagnosticato.Lo strano rapporto fra Lombroso e Dossi – che finì per influenzare profondamente entrambi – viene qui raccontato per la prima volta sulla base di un epistolario inedito e di documenti finora rimasti nell'ombra. L'incantevole ricostruzione storica, da cui emergono molti dettagli spassosi, è anche il ritratto dell'esuberante atmosfera intellettuale dell'Italia ottocentesca.

Lenz
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Büchner, Georg

Lenz

Adelphi, 17/09/2020

Abstract: La vita di Georg Büchner fu brevissima e segnata da opere abbaglianti. Accanto al "Woyzeck" e alla "Morte di Danton", testi fondatori del teatro moderno, il racconto "Lenz" – qui presentato accompagnato dal testo originale – ha un ruolo analogo in rapporto alla narrazione. Questa storia, il cui protagonista è il poeta romantico Lenz, lascia affiorare una forma che diventerà un emblema per tutta la letteratura nel suo azzardo estremo, fino a Robert Walser: quella della "passeggiata dello schizofrenico". In questo racconto ogni parola, ogni articolazione della frase sottintendono una tensione tale da non poter tollerare neppure un minimo accrescimento – e però si manifestano sulla superficie di una prosa impassibile, seppur soltanto alla maniera in cui tale poteva esser definito Lenz nelle ultime righe del racconto: "Pareva del tutto ragionevole, parlò con la gente; faceva tutto come facevano gli altri, ma c'era un vuoto orribile in lui, non sentiva più alcuna paura, alcun desiderio; la sua esistenza gli era un peso necessario".

Teatro
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Büchner, Georg

Teatro

Adelphi, 17/09/2020

Abstract: "L'autore drammatico non è altro, ai miei occhi, che uno storico, ma sta al di sopra di quest'ultimo, perché egli ricrea per noi la storia una seconda volta: invece di fornirci un racconto secco e spoglio, ci introduce immediatamente nella vita di un'epoca, ci dà caratteri invece di caratteristiche, personaggi anziché descrizioni". Così Büchner, autore drammatico, definisce il proprio compito in una lettera alla famiglia del 1835. Aveva appena terminato "La morte di Danton", il suo primo lavoro letterario, e neanche venti mesi lo separavano dalla morte in esilio a Zurigo, a soli 24 anni, spesi quasi interamente nell'attività rivoluzionaria e negli studi scientifici. Delle altre due opere, "Leonce e Lena" e "Woyzeck" – pubblicate parecchi anni dopo la sua morte –, Büchner non parla, almeno nelle lettere di lui che ci sono rimaste. Tanto maggiore ci sembra il prodigio nel vedere come quel giovane abbia potuto precorrere – in queste opere che costituiscono forse il tentativo più audace di rinnovamento che la storia del teatro del XIX secolo conosca – motivi formali e ideologici la cui riscoperta ad opera del naturalismo, e soprattutto dell'espressionismo alla vigilia della prima guerra mondiale, sarebbe stata definita da Walter Benjamin come uno dei "pochi avvenimenti politico-letterari dell'epoca la cui attualità deve apparire di una luce accecante alla presente generazione". Dalla prima rappresentazione di "La morte di Danton", curata da Max Reinhardt nel 1916, a quella di Vogt del 1921 con Alessandro Moissi nella parte di Danton, il teatro di Büchner è entrato ormai a far parte del repertorio classico, sia in Germania, sia in Francia, sia in Italia.

Smart working. Riflessioni sul futuro del lavoro nelle analisi del Sole 24 Ore
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Aa.vv.

Smart working. Riflessioni sul futuro del lavoro nelle analisi del Sole 24 Ore

IlSole24Ore, 16/09/2020

Abstract: Lo smart working è la fine dell'ufficio? In questo libro troverete la risposta, perché il futuro del lavoro è già arrivato. Ha cambiato il nostro modo di lavorare, la percezione dei nostri spazi vitali. Ha modificato i rapporti tra colleghi e le modalità con cui svolgere le riunioni. Ha indotto molte imprese a valicare il muro dello scetticismo o del pregiudizio negativo. È stato il miglior strumento per affrontare una crisi senza precedenti, un evento imprevedibile e devastante. È questo lo smart working.O meglio è stato questo finora. Prima o poi la pandemia finirà, non il nuovo modo di lavorare.È questo il senso degli interventi che esperti, economisti, giuristi, sociologi hanno affidato al Sole 24 Ore e che ora sono raccolti in questo volume.Il lavoro del futuro avrà bisogno di regole, il più possibile frutto di accordi tra le parti sociali e non di ingessature normative frutto di una cultura dei vincoli tarata sull'idea novecentesca della prestazione lavorativa. Ma non cambia solo il lavoro, cambia anche il senso e la spazialità dei suoi luoghi. E forse è questa la conseguenza meno prevedibile anche se potenzialmente più dirompente.Perché la domanda a cui bisogna rispondere è una sola: lo smart working sarà la fine dell'ufficio?

Didattica a distanza. Indicazioni metodologiche e buone pratiche per la scuola italiana
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Marcianò, Giovanni

Didattica a distanza. Indicazioni metodologiche e buone pratiche per la scuola italiana

Hoepli, 11/09/2020

Abstract: Il Covid19 ha fatto riconsiderare nella scuola italiana il ruolo delle tecnologie didattiche. Dal marzo 2020 la necessità del fare "DAD" ha messo d'emblée i docenti italiani a improvvisarsi "docenti a distanza". Tolte le eccezioni, in massima parte è stato un lodevole tentativo di non interrompere il contatto con studenti e famiglie. Ma senza le premesse che una "formazione a distanza" richiede: una chiara progettazione dell'offerta formativa, la formazione dei soggetti chiamati in causa, l'attenzione a privacy e sicurezza degli utenti. Nella prima parte sono illustrate le premesse metodologiche, le normative e le linee organizzative in vista di future applicazioni. Con particolare attenzione al tema della privacy e dei regolamenti e misure di sicurezza opportune.La seconda parte è sviluppata attorno alle indicazioni che l'autore ha preparato tra marzo e aprile, in pieno lockdown, per i docenti dell'Istituto che dirige: 250 docenti di discipline di Liceo Scientifico SA e ITIS. Dove le tecnologie didattiche erano presenti, ma poco o nulla utilizzate per la DAD. Infine le indicazioni e suggerimenti per l'a.s. 2020/21 e oltre. Per non disperdere le esperienze nate, pensando ad applicazioni blended possibili. Puntando alle tecniche didattiche che meglio si prestano alla didattica a distanza.

Il Monte Analogo
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Daumal, René

Il Monte Analogo

Adelphi, 17/09/2020

Abstract: Un gruppo di singolari ed esperti alpinisti, certi dell'esistenza, in qualche parte del globo, di una montagna la cui vetta è più alta di tutte le vette, decide un giorno di partire per tentare di scoprirla e darne la scalata. Dopo una navigazione "non euclidea", a bordo di un'imbarcazione chiamata l'"Impossibile", gli esploratori approdano nell'isola-continente del Monte Analogo, dove trovano una popolazione che discende da uomini di tutti i tempi e che vive soltanto nella speranza di scalare la vetta. Dopo un breve soggiorno nel villaggio di Porto-delle-Scimmie, il gruppo dei nostri alpinisti intraprende l'ascensione e arriva al primo campo base. Qui il racconto s'interrompe. Siamo soltanto all'inizio di un viaggio – forse continuamente all'inizio – quando la morte coglie Daumal, impedendogli di scrivere il seguito della scalata al monte simbolico che unisce Cielo e Terra.Sotto le parvenze di un romanzo d'avventure, o di un racconto fantastico, "Il Monte Analogo" ci offre un itinerario minuzioso, lentamente maturato nelle esperienze dell'autore, verso un "centro", sentito come liberazione della persona da ogni suo limite. Con la leggerezza propria del saggio, facendo uso di storie, canzoni, deduzioni, miti e dimostrazioni, Daumal trasporta il lettore nel regno dell'analogia, dove niente è vero ma tutto è veridico, "attraverso un metodo" che fa cadere i nostri schemi difensivi e ci porta a contemplare con occhi nuovi il nostro paesaggio interiore. Questa nuova edizione è arricchita da una raccolta di testi dello stesso Daumal, i quali, oltre a documentare lo sviluppo del libro negli anni della sua stesura, forniscono preziose indicazioni su come il racconto avrebbe dovuto proseguire.

Quando la montagna era la nostra
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Bocca, Fioly

Quando la montagna era la nostra

Garzanti, 24/09/2020

Abstract: "Con una scrittura lieve e intensa allo stesso tempo, Fioly Bocca conferma il suo talento. "Il Foglio - Flaminia Marinaro"Una piacevole scoperta. Un romanzo che si fa leggere d'un fiato, scritto con estrema delicatezza e cura dei dettagli. "Donna Moderna""Quando la montagna era nostra" si candida ad avere lo stesso successo delle prime opere di Fioly Bocca. "La Stampa ed. Alessandria - Marina MaffeiIl coraggio e l'amore parlano le stesse parole.Lena conosce ogni cima, ogni sentiero, il punto esatto in cui il fitto del bosco dirada per diventare dorso pietroso o alpeggio. Conosce a memoria ogni anfratto di quel paese e delle montagne che lo circondano. Perché lì è dove si sente a casa. Lì è dove è cresciuta, con una madre che le è sempre sembrata distante e un padre che, invece, le ha dato tutto l'affetto di cui aveva bisogno. Lì è dove, negli anni, ha accumulato tutti i suoi ricordi, sia quelli che sono una carezza lieve sul cuore sia quelli che pesano come un macigno. Proprio lei che ha messo in pausa la sua vita in una solitudine sempre uguale, avverte ora uno smottamento, come una piccola frana che fa sentire la sua eco fino a valle. Perché Corrado è tornato. Corrado che, molti anni prima, è andato via senza dire addio. L'uomo con cui Lena ha condiviso l'amore per le montagne come con nessun altro. Erano solo due ragazzi, ma il legame che li univa era profondo, saggio e maturo. È da tanto tempo che non si vedono, ma si sa che questo al cuore non interessa. E quando Corrado vorrebbe spiegare le ragioni della sua scelta, Lena non sa se ha la forza di sostenere il peso di quegli eventi taciuti. Per lei, ormai, sono porte chiuse, o così si è sempre detta. Ora che sua madre sta perdendo i suoi ricordi, lei non sa se vuole ridare una voce ai propri. Possono fare male. Oppure possono essere come un vento che, mentre si è in quota, spazza via le nuvole e finalmente riporta il sole.Fioly Bocca ha una penna delicata che dipinge con maestria ogni angolo nascosto dell'anima. Un'autrice bestseller capace di condurre i suoi lettori per mano tra le montagne che ama e tra le emozioni della sua protagonista. Una storia di coraggio, di amore e di legami familiari.

Costruire il nemico
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Eco, Umberto

Costruire il nemico

La nave di Teseo, 24/09/2020

Abstract: " Una delle disgrazie del nostro paese, negli ultimi sessant'anni, è stata proprio di non avere avuto veri nemici. Avere un nemico è importante non solo per definire la nostra identità ma anche per procurarci un ostacolo rispetto al quale misurare il nostro sistema di valori e mostrare, nell'affrontarlo, il valore nostro. Pertanto, quando il nemico non ci sia, occorre costruirlo." La situazione mondiale del nostro tempo, segnata dall'aumento di forme di razzismo e da una feroce contrapposizione politica, rivela quanto sia opportuno, e inevitabile, conoscere i meccanismi che portano gli uomini a individuare sempre nuovi avversari.Umberto Eco, in questo intervento civile di straordinaria attualità, riflette sul nostro bisogno di avere, sempre e comunque, un nemico da attaccare: dalle invettive degli oratori antichi al culto medievale per l'integritas, una brillante divagazione letteraria che attraversa l'Iliade e i romanzi di James Bond, la caccia alle streghe, la propaganda bellica del passato e i populismi del presente.