Trovati 255 documenti.
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Progetti per la fornitura di acqua potabile al comune di Como
Como : Ostinelli, 1877
Como : Ostinelli, 1881
L'acqua potabile per Como ed il contratto Garrè
Como : Giorgetti, 1882
L'acqua potabile per Como e l'affare Garrè / / note dell'ing. Gio Batt. Cadenazzi
Como : Franchi, pref. 1882
Como : Giorgetti, 1882
Macerata : Quodlibet, c2015 (stampa 2016)
Quodlibet studioCittà e paesaggio
Abstract: Nei Campi Flegrei il mito vitale di paesaggi archeologici da conservare e valorizzare si scontra con diffusi processi di marginalizzazione e omologazione, abbandoni e interruzioni. La reinvenzione di nuovi sistemi relazionali è il primo obiettivo di una sperimentazione sulle forme di un progetto contemporaneo che ha sofferto negli ultimi anni di una eccessiva divaricazione tra i temi della conservazione dell'antico e quelli della produzione architettonica ex novo. In questo contesto geografico, in cui il paesaggio si intreccia con la discontinuità dei frammenti archeologici e delle trame urbane, la riconnessione del patrimonio naturale, paesaggistico, archeologico, culturale e termale riformula il ruolo dell'archeologia quale elemento di infrastruttura del territorio, in grado di tenere insieme strati e siti oggi diversamente configurati. Su questa base si è sviluppata un'indagine critica su materiali che hanno acquisito senso dentro paesaggi eterogenei: Cuma, Pozzuoli e poi, dentro Pozzuoli, il Rione Terra e con esso il suo complicato entroterra urbano.
Oscar Niemeyer : il palazzo Mondadori / Roberto Dulio ; foto a colori di Roland Halbe
2. ed.
Milano : Mondadori Electa, c2017
Abstract: Il volume ricostruisce la storia ideativa e costruttiva del palazzo Mondadori di Segrate, nuova sede della case editrice fondata nel 1907 da Arnoldo Mondadori,realizzato tra il 1968 e il 1965. Uno studio accurato colloca l'edificio all'interno di un più ampio contesto culturale, oltre che dell'opera dell'architetto brasiliano. Due setti di cemento armato, traforati dal ritmo sincopato degli archi parabolici, reggono un solaio al quale è sospeso il prisma vetrato degli uffici; al rigore geometrico del palazzo Mondadori si contrappongono le forme libere delle costruzioni annesse che emergono da una distesa d'acqua. Se la straordinaria capacità espressiva del brasiliano si era precedentemente riversata sugli elementi strutturali dei suoi edifici, plasmandone le forme in maniera sensazionale quanto indipendente dal funzionamento statico, l'edificio Mondadori rappresenta invece una mutazione di tale atteggiamento, mostrando la sorprendente intuizione di un'integrazione indissolubile tra forma e struttura. Documenti, schizzi originali e inediti di Niemeyer, elaborati di progetto, fotografie del cantiere e dell'edificio concluso, permettono di ripercorrere le tappe di questa vicenda.
I nuovi Navigli milanesi : : storia per il futuro / / a cura di Antonello Boatti e Marco Prusicki
Santarcangelo di Romagna : Maggioli, 2018
Politecnica ; 990
Abstract: Riaprire i Navigli milanesi vuole dire recuperare lo storico tracciato di fine Ottocento, oggi occupato in modo esclusivo dalla rete viaria lungo il percorso da Cassina de' Pomm (passando da Melchiorre Gioia, Bastioni di Porta Nuova, San Marco, Fatebenefratelli, Senato, San Damiano, Visconti di Modrone, Francesco Sforza, Santa Sofia, Molino delle Armi, De Amicis, Conca del Naviglio) alla Darsena, realizzando così un sistema continuo costituito da un canale e una pista ciclabile che distribuiscano nuova qualità urbana in modo omogeneo da periferia a periferia, passando per il centro. Un'occasione storica per il rilancio di Milano anche dal punto di vista turistico attraverso la formazione di una via d'acqua dal lago Maggiore all'Adriatico con la riscoperta della Darsena come porto della città. Un progetto per una nuova visione della città sul piano ambientale e del paesaggio urbano.
[Como] : Comune di Como, [1986]
Electa architettura : Fondazione Giovanni Michelucci, 2016
Abstract: L'inaugurazione della stazione di Santa Maria Novella a Firenze, il 30 ottobre 1935, è contemporanea a quella della Biblioteca Nazionale fiorentina e segue di soli quattro anni quella della Stazione Centrale di Milano. La comparazione tra i tre edifici evidenzia la straordinaria novità del fabbricato ferroviario fiorentino. Progettato dal Gruppo Toscano - Nello Baroni, Pier Niccolò Berardi, Italo Gamberini, Sarre Guarnieri, Leonardo Lusanna - capeggiato da Giovanni Michelucci (1891-1990), il capolavoro dell'architettura italiana tra le due guerre nacque tra accese polemiche, contrasti ed esaltazioni categoriche: turbolenze che ne hanno accompagnato il destino per anni, fino a fissarne l'immagine nel presunto feticcio di un malinteso nazionalismo italiano. L'impropria sacralizzazione critica ha costituito per mezzo secolo un vero e proprio ostacolo all'analisi testuale dell'edificio e alla conoscenza approfondita della sua storia. La stazione di Santa Maria Novella di Giovanni Michelucci e dei suoi giovani collaboratori è in realtà un nodo critico e una svolta concettuale dell'architettura del Fascismo. L'edificio infatti materializza la volontà modernizzatrice del Regime, impersonata dal colto e intraprendente segretario del Partito Fascista fiorentino, Alessandro Pavolini: rivela l'eccezionale talento costruttivo di Giovanni Michelucci, capace di misurarsi con la storia e la materia viva del costruire toscano...
Progetto conservazione metodologie innovative Opera Pia Collegio Gallio, Como
[S.l.] : [s.n.], [2010?] (Como : Banfi)
Prato : Museo del tessuto, stampa 2011
Berlin ; New York : Sternberg, c2009
La cupola della cattedrale di Como e le sue vicende / [Federico Frigerio]
Como : Nani, 1935
Le Corbusier e Olivetti : la usine verte per il Centro di calcolo elettronico / Silvia Bodei
Quodlibet, 2014
Abstract: Agli inizi del 1960, in un'Italia in piena ripresa economica, quell'italiano anomalo ritratto da Germinello Alvi come «astutamente pratico, e però appassionato fino alla mistica come fu Adriano Olivetti», decide di costruire il Centro di calcolo elettronico, la fabbrica destinata alla produzione delle macchine del futuro - i computer - e sceglie di affidare l'incaricoa Le Corbusier. Siamo davanti a un episodio importante dell'architettura moderna: due personalità eccezionali, per la forte carica utopica e creativa delle loro opere, che per lungo tempo hanno dialogato da lontano tra loro, decidono di sperimentare insieme la progettazione di uno stabilimento industriale d'avanguardia, la nuova fabbrica a «misura d'uomo» capace di ricreare al suo interno «le condizioni di natura». Il progetto, che verrà elaborato dopo l’improvvisa scomparsa di Adriano (27 febbraio 1960), purtroppo non sarà mai realizzato a causa della crisi finanziaria della Società, costretta a vendere il suo ramo di produzione elettronica all'americana General Electric nel 1964. Il volume, dopo una prima parte introduttiva dedicata alla politica industriale di Adriano Olivetti e i suoi rapporti con Le Corbusier dagli anni '30 al 1960, si sofferma sulla lettura diacronica del progetto, ricostruendo in modo puntuale, grazie ai numerosi documenti inediti, la genesi del processo ideativo e l’articolazione nel tempo. Nella terza e ultima parte, attraverso il confronto costante con altre opere e scritti dell’architetto svizzero, vengono poi messe in luce idee, soluzioni e forme a partire dalle quali il progetto stesso si è andato via via strutturando, creando continui legami con la natura e il mondo, con le sue stesse opere e il suo immaginario. Il leitmotiv che sembra dare forma alla Usine Verte (fabbrica verde), modello scelto per il Centro di calcolo elettronico, è quello di un grande organismo architettonico in sintonia con il territorio e il paesaggio, soluzione questa che può rappresentare un paradigma di grande efficacia per tutti coloro che oggi, su basi nuove, si pongono il problema dell’integrazione fra ambiente e produzione in modo positivo per l’uomo e la natura.
Roma : Gangemi, 2010
Abstract: Gli autori di questa ricerca, finanziata dal MIUR nel quadro di un'intensa attenzione rivolta al paesaggio dalla comunità scientifica, hanno voluto affrontare uno dei più centrali e dibattuti temi posto in evidenza dalla Convenzione Europea del Paesaggio: la necessità che l'attenzione paesaggistica non sia riservata, com'è accaduto fino ad oggi, solo alle aree di particolare valore e interesse, ma venga estesa anche ai paesaggi della vita quotidiana e ai paesaggi degradati. La ricerca si pone quindi l'obiettivo di individuare ed analizzare, quelle situazioni, sempre più diffuse nei contesti urbani, periurbani, industriali e rurali delle varie regioni italiane, che sono l'esito negativo di usi impropri, spreco delle risorse naturali, abnorme produzione di scarti, proliferazione di spazi che denunciano un'assenza di progettualità paesaggistica e che si trovano spesso, per effètto dei processi espansivi della città e della rapida, anonima e spesso conflittuale trasformazione del territorio, a diretto contatto con i luoghi della vita quotidiana delle popolazioni. con l'espressione paesaggi del rifiuto ci si è voluti riferire a quelle numerose situazioni che hanno generato dismissioni, abbandoni, sfruttamenti abnormi delle risorse e degrado della qualità ambientale, disgregazione delle strutture territoriali, processi di marginalizzazione e di rifiuto sociale, perdita di identità dei paesaggi storici, mancato soddisfacimento delle mutate esigenze sociali.
Auf dem Weg zu einer europäischen Wissensgesellschaft = Verso una società europea della conoscenza
Loveno di Menaggio : Centro italo-tedesco Villa Vigoni, 2004
Il segno della memoria: 1945-1995: BBPR, Monumento ai caduti nei campi nazisti
Milano : Electa, c1995
Milano : Abitare Segesta, 1982
Il progetto di architettura