Le maschere di Eros
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Vozza, Marco

Le maschere di Eros

Abstract: All'alba della tradizione occidentale Eros è un demone nato sotto il segno della privazione. Ciò che gli manca, e di cui avverte acutamente il richiamo inappagato, è l'oggetto d'amore. Dall'asimmetria tra amante e amato scaturisce il desiderio che governa da sempre, e in modo dispotico, l'intera fenomenologia amorosa. Con passo lieve e audace Marco Vozza ne percorre le geometrie inquiete, le convenzioni, le liturgie e i regimi, dove si cercherebbero invano linearità o felice reciprocità. Convocando i letterati e i filosofi che non si sono smarriti di fronte ai paradossi del cuore, Vozza riesce a far deporre a Eros le sue maschere ambivalenti: quelle con cui rappresenta i diversi stadi della propria ebbrezza, dall'irruenza della passione alla tirannia del possesso, fino all'indifferenza che estingue il desiderio; ma anche quelle che presta alla persona amata, sfuggente come la passante di Baudelaire e scelta soprattutto perché sa inoculare il fremito che potenzia le energie vitali. Un contagio che qui si propaga al lettore, coinvolto in un esercizio che trasforma il pensiero in un'esperienza palpitante.


Titolo e contributi: Le maschere di Eros

Pubblicazione: Bollati Boringhieri, 31/03/2011

EAN: 9788833922140

Data:31-03-2011

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF/EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 31-03-2011

All'alba della tradizione occidentale Eros è un demone nato sotto il segno della privazione. Ciò che gli manca, e di cui avverte acutamente il richiamo inappagato, è l'oggetto d'amore. Dall'asimmetria tra amante e amato scaturisce il desiderio che governa da sempre, e in modo dispotico, l'intera fenomenologia amorosa. Con passo lieve e audace Marco Vozza ne percorre le geometrie inquiete, le convenzioni, le liturgie e i regimi, dove si cercherebbero invano linearità o felice reciprocità. Convocando i letterati e i filosofi che non si sono smarriti di fronte ai paradossi del cuore, Vozza riesce a far deporre a Eros le sue maschere ambivalenti: quelle con cui rappresenta i diversi stadi della propria ebbrezza, dall'irruenza della passione alla tirannia del possesso, fino all'indifferenza che estingue il desiderio; ma anche quelle che presta alla persona amata, sfuggente come la passante di Baudelaire e scelta soprattutto perché sa inoculare il fremito che potenzia le energie vitali. Un contagio che qui si propaga al lettore, coinvolto in un esercizio che trasforma il pensiero in un'esperienza palpitante.

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