L'ultimo abbraccio della montagna. L'avventura estrema di Karl Unterkircher
Risorsa locale

Unterkircher, Silke - Marrone, Cristina

L'ultimo abbraccio della montagna. L'avventura estrema di Karl Unterkircher

Abstract: Il 15 luglio 2008, Karl Unterkircher, alpinista di fama mondiale, muore inghiottito in un crepaccio sul Nanga Parbat, la nona vetta del mondo, ribattezzata dalla popolazione locale "la mangiauomini", a causa delle molte vittime che ha fatto tra gli scalatori professionisti (tra loro, il fratello di Reinhold Messner). Dopo aver conquistato il record del mondo per aver raggiunto l'Everest, la cima più alta tra gli "Ottomila", e il K2 in soli 63 giorni, Karl Unterkircher sfida alcune tra le pareti più temibili: la parete Nord del Gasherbrum II, considerato uno dei tabù dell'Himalaya, il meditativo Monte Genyen, e lo Jasemba, tra le cime più belle e difficili da scalare.In queste pagine appassionate dedicate al padre dei suoi tre figli, Silke Unterkircher ripercorre le eccezionali avventure di un uomo che ha sempre voluto mettersi alla prova. Seguendo il filo dei suoi ricordi e le suggestioni dei compagni di avventura di Karl — Hans Kammerlander, Michele Compagnoni, Walter Nones e Simon Kehrer — ci restituisce il ritratto di un uomo legato indissolubilmente a quel mondo estremo che amava forse più della sua stessa vita, e ci aiuta a capire che spesso dietro scelte così rischiose non si nasconde un desiderio di affermazione, ma un sentimento del tutto estraneo a chi non conosce la magia dell'esplorazione. Perché, come diceva Karl, non sono gli scalatori a cercare il rischio; è la montagna che chiama.


Titolo e contributi: L'ultimo abbraccio della montagna. L'avventura estrema di Karl Unterkircher

Pubblicazione: Rizzoli, 18/08/2011

EAN: 9788817030564

Data:18-08-2011

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF/EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 18-08-2011

Il 15 luglio 2008, Karl Unterkircher, alpinista di fama mondiale, muore inghiottito in un crepaccio sul Nanga Parbat, la nona vetta del mondo, ribattezzata dalla popolazione locale "la mangiauomini", a causa delle molte vittime che ha fatto tra gli scalatori professionisti (tra loro, il fratello di Reinhold Messner). Dopo aver conquistato il record del mondo per aver raggiunto l'Everest, la cima più alta tra gli "Ottomila", e il K2 in soli 63 giorni, Karl Unterkircher sfida alcune tra le pareti più temibili: la parete Nord del Gasherbrum II, considerato uno dei tabù dell'Himalaya, il meditativo Monte Genyen, e lo Jasemba, tra le cime più belle e difficili da scalare.In queste pagine appassionate dedicate al padre dei suoi tre figli, Silke Unterkircher ripercorre le eccezionali avventure di un uomo che ha sempre voluto mettersi alla prova. Seguendo il filo dei suoi ricordi e le suggestioni dei compagni di avventura di Karl — Hans Kammerlander, Michele Compagnoni, Walter Nones e Simon Kehrer — ci restituisce il ritratto di un uomo legato indissolubilmente a quel mondo estremo che amava forse più della sua stessa vita, e ci aiuta a capire che spesso dietro scelte così rischiose non si nasconde un desiderio di affermazione, ma un sentimento del tutto estraneo a chi non conosce la magia dell'esplorazione. Perché, come diceva Karl, non sono gli scalatori a cercare il rischio; è la montagna che chiama.

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