Abstract: La voce del cardinale Carlo Maria Martini non è soltanto quella di una guida autorevole per i cristiani, di una personalità significativa della Chiesa contemporanea e di un esegeta biblico di fama internazionale, è anche la voce di uno straordinario e partecipe osservatore delle inquietudini e delle tensioni del nostro tempo, capace di ergersi a figura di riferimento per l'intera società civile. Nel dialogo epistolare intrattenuto con i lettori del "Corriere della Sera", raccolto in questa antologia, Carlo Maria Martini ha saputo toccare i temi più scomodi dell'attualità con parole semplici e rivelatrici: il rapporto tra scienza e religione, lo scandalo della pedofilia, il dibattito sul celibato dei sacerdoti, il confronto con l'Islam e la nuova sfida dell'integrazione degli immigrati. Una riflessione intensa che "alla minaccia sempre incombente del disordine e dello sfascio" oppone la forza della contemplazione: non un astratto ripiegamento su se stessi, ma uno sguardo aperto al mondo, il luogo per un pensiero profondo che reca al proprio interno i presupposti del progetto e dell'agire nell'interesse comune.
Titolo e contributi: Il comune sentire
Pubblicazione: BUR, 11/01/2012
EAN: 9788817054638
Data:11-01-2012
La voce del cardinale Carlo Maria Martini non è soltanto quella di una guida autorevole per i cristiani, di una personalità significativa della Chiesa contemporanea e di un esegeta biblico di fama internazionale, è anche la voce di uno straordinario e partecipe osservatore delle inquietudini e delle tensioni del nostro tempo, capace di ergersi a figura di riferimento per l'intera società civile. Nel dialogo epistolare intrattenuto con i lettori del "Corriere della Sera", raccolto in questa antologia, Carlo Maria Martini ha saputo toccare i temi più scomodi dell'attualità con parole semplici e rivelatrici: il rapporto tra scienza e religione, lo scandalo della pedofilia, il dibattito sul celibato dei sacerdoti, il confronto con l'Islam e la nuova sfida dell'integrazione degli immigrati. Una riflessione intensa che "alla minaccia sempre incombente del disordine e dello sfascio" oppone la forza della contemplazione: non un astratto ripiegamento su se stessi, ma uno sguardo aperto al mondo, il luogo per un pensiero profondo che reca al proprio interno i presupposti del progetto e dell'agire nell'interesse comune.
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