Abstract: "A te, che mai mi hai conosciuta": è questa l'intestazione della lettera che, nel giorno del suo compleanno, riceve un romanziere viennese, un quarantenne di bell'aspetto a cui la vita ha offerto i suoi doni più ambiti: la ricchezza, la fama e un fascino "morbido e caldo". "Ieri il mio bambino è morto" esordisce la misteriosa donna, e prosegue: "adesso mi sei rimasto solo tu al mondo, solo tu che di me nulla sai". Quando lui leggerà quelle righe, lei sarà già morta: per questo concede a se stessa di raccontargli la propria vita – la vita di una creatura che per più di quindici anni gli ha votato, "con tutta l'abnegazione di una schiava, di un cane", un amore "disperato, umile, sottomesso, attento e colmo di passione", senza mai rivelargli il proprio nome, senza mai chiedere nulla, portandosi dentro un unico, struggente desiderio: che incontrandola, almeno una volta, lui la riconosca. Ma quasi sempre per l'uomo il volto di una donna "rispecchia solo una passione, un gesto infantile, un moto di stanchezza, e svanisce con la stessa facilità di un'immagine allo specchio". Zweig ci trascina nel labirinto di un amore assoluto, offrendoci il ritratto di una donna ardente e viva, e al tempo stesso immateriale come "una musica lontana".
Titolo e contributi: Lettera di una sconosciuta
Pubblicazione: Adelphi, 18/02/2013
EAN: 9788845924460
Data:18-02-2013
"A te, che mai mi hai conosciuta": è questa l'intestazione della lettera che, nel giorno del suo compleanno, riceve un romanziere viennese, un quarantenne di bell'aspetto a cui la vita ha offerto i suoi doni più ambiti: la ricchezza, la fama e un fascino "morbido e caldo". "Ieri il mio bambino è morto" esordisce la misteriosa donna, e prosegue: "adesso mi sei rimasto solo tu al mondo, solo tu che di me nulla sai". Quando lui leggerà quelle righe, lei sarà già morta: per questo concede a se stessa di raccontargli la propria vita – la vita di una creatura che per più di quindici anni gli ha votato, "con tutta l'abnegazione di una schiava, di un cane", un amore "disperato, umile, sottomesso, attento e colmo di passione", senza mai rivelargli il proprio nome, senza mai chiedere nulla, portandosi dentro un unico, struggente desiderio: che incontrandola, almeno una volta, lui la riconosca. Ma quasi sempre per l'uomo il volto di una donna "rispecchia solo una passione, un gesto infantile, un moto di stanchezza, e svanisce con la stessa facilità di un'immagine allo specchio". Zweig ci trascina nel labirinto di un amore assoluto, offrendoci il ritratto di una donna ardente e viva, e al tempo stesso immateriale come "una musica lontana".
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