Abstract: "Buenos Aires, primi del novecento. Melchor Astul è un giovane ventottenne di buona estrazione sociale, ha due sorelle e dei genitori affettuosi, un lavoro e una fidanzata premurosa: Clotilde Iraola, detta "Clota". Melchor ha anche due cari amici, Lorenzo Fraga e Ricardo Merrick, i quali sono affetti però da mesi da una profonda sofferenza morale; per il primo, questa è dovuta allo studio eccessivo; per il secondo, invece, la causa è da ricercarsi in una delusione amorosa. Melchor, con il grande entusiasmo che lo contraddistingue, il suo innato altruismo e la sua predisposizione a compiere buone azioni, li convince ad allontanarsi dalla vita frenetica della città e a passare un paio di mesi nella pampa. Trascorrere l'estate nella sua tenuta di campagna re-spirando aria pura, mangiando cibo sano e godendo appieno della tranquillità della natura è, secondo Melchor, la ri-cetta perfetta per la loro guarigione. Durante il viaggio in treno parlano del più e del meno e Melchor insiste nella necessità di reagire alla condizione che li opprime. Una volta arrivati a destinazione conoscono, tra gli altri, Baldomero, il responsabile della tenuta, uomo semplice dalla grande saggezza contadina che li colpirà per la sua simpatia e Pampita, una bellissima e giovane ragazza fatta educare dai migliori maestri venuti dalla capitale che li lascerà senza parole. Non ci vuole molto affinché, tra un mate in buona compagnia e una passeggiata a cavallo, Lorenzo e Ricardo riacquistino le proprie forze fisiche e, soprattutto, quelle morali. Melchor, invece, come contagiato dai due, smette di rispondere alle lettere degli amici, dei familiari, e di Clota, alla quale aveva inizialmente promesso di scrivere ogni giorno. Comincia a eccedere nel bere, nel mangiare e persino nel dormire, in un processo di decadimento morale che culminerà alla festa di compleanno organizzata in suo onore alla tenuta. Intanto il padre si ammala, la madre preoccupata gli chiede di tornare, anche perché lo reclamano sul posto di lavoro, ma lui sembra non curarsene. Per tutti questi motivi arriva a litigare con i due amici che tentano invano di riscattarlo dal baratro nel quale è precipitato, proprio come lui aveva fatto con loro. Passato qualche tempo, Lorenzo e Ricardo decidono, però, di fare ritorno a Buenos Aires, mentre Melchor si ostina a rifiutare il loro aiuto e decide di restare da solo alla tenuta "per un altro paio di giorni", come manda a dire tramite gli amici alla propria famiglia. Accompagna i due fino alla staccionata d'ingresso della casa e resta a osservarli mentre si allontano, convinto che, essendo ormai guariti, lo abbiano abbandonato proprio quando era lui ad aver bisogno di loro.L'autore alterna al tono colloquiale e alla lingua parlata dei dialoghi lunghi passi descrittivi dal registro più elevato e dalla forte potenza evocativa, lasciando in sospeso il finale di un romanzo che affronta temi come la superficialità della società moderna e la discutibile vivibilità delle grandi città con il loro caos frenetico, che la rendono una lettura sempre più attuale."
Titolo e contributi: Trasfusione
Pubblicazione: Faligi Editore, 25/11/2011
Data:25-11-2011
"Buenos Aires, primi del novecento. Melchor Astul è un giovane ventottenne di buona estrazione sociale, ha due sorelle e dei genitori affettuosi, un lavoro e una fidanzata premurosa: Clotilde Iraola, detta "Clota". Melchor ha anche due cari amici, Lorenzo Fraga e Ricardo Merrick, i quali sono affetti però da mesi da una profonda sofferenza morale; per il primo, questa è dovuta allo studio eccessivo; per il secondo, invece, la causa è da ricercarsi in una delusione amorosa. Melchor, con il grande entusiasmo che lo contraddistingue, il suo innato altruismo e la sua predisposizione a compiere buone azioni, li convince ad allontanarsi dalla vita frenetica della città e a passare un paio di mesi nella pampa. Trascorrere l'estate nella sua tenuta di campagna re-spirando aria pura, mangiando cibo sano e godendo appieno della tranquillità della natura è, secondo Melchor, la ri-cetta perfetta per la loro guarigione. Durante il viaggio in treno parlano del più e del meno e Melchor insiste nella necessità di reagire alla condizione che li opprime. Una volta arrivati a destinazione conoscono, tra gli altri, Baldomero, il responsabile della tenuta, uomo semplice dalla grande saggezza contadina che li colpirà per la sua simpatia e Pampita, una bellissima e giovane ragazza fatta educare dai migliori maestri venuti dalla capitale che li lascerà senza parole. Non ci vuole molto affinché, tra un mate in buona compagnia e una passeggiata a cavallo, Lorenzo e Ricardo riacquistino le proprie forze fisiche e, soprattutto, quelle morali. Melchor, invece, come contagiato dai due, smette di rispondere alle lettere degli amici, dei familiari, e di Clota, alla quale aveva inizialmente promesso di scrivere ogni giorno. Comincia a eccedere nel bere, nel mangiare e persino nel dormire, in un processo di decadimento morale che culminerà alla festa di compleanno organizzata in suo onore alla tenuta. Intanto il padre si ammala, la madre preoccupata gli chiede di tornare, anche perché lo reclamano sul posto di lavoro, ma lui sembra non curarsene. Per tutti questi motivi arriva a litigare con i due amici che tentano invano di riscattarlo dal baratro nel quale è precipitato, proprio come lui aveva fatto con loro. Passato qualche tempo, Lorenzo e Ricardo decidono, però, di fare ritorno a Buenos Aires, mentre Melchor si ostina a rifiutare il loro aiuto e decide di restare da solo alla tenuta "per un altro paio di giorni", come manda a dire tramite gli amici alla propria famiglia. Accompagna i due fino alla staccionata d'ingresso della casa e resta a osservarli mentre si allontano, convinto che, essendo ormai guariti, lo abbiano abbandonato proprio quando era lui ad aver bisogno di loro.L'autore alterna al tono colloquiale e alla lingua parlata dei dialoghi lunghi passi descrittivi dal registro più elevato e dalla forte potenza evocativa, lasciando in sospeso il finale di un romanzo che affronta temi come la superficialità della società moderna e la discutibile vivibilità delle grandi città con il loro caos frenetico, che la rendono una lettura sempre più attuale."
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