Abstract: Le raffigurazioni di Grandi Madri sono immagini archetipiche, ricorrenti dai tempi più remoti seppur sempre rinnovate, capaci di esprimere significati profondi della vita umana, a tratti ineffabili e terribili. L'Autrice osserva la loro apparizione nell'immaginario mediale contemporaneo, e si chiede se esse siano ancora simboli vivi, capaci di dare un linguaggio all'esperienza, come riusciva alle immagini del mito e delle fiabe popolari, e se possano essere considerate figure di rilievo per la vita simbolica e immaginativa di lettrici e lettori, spettatrici e spettatori contemporanei.Terribili supereroine mutanti del fumetto nordamericano, o più ambivalenti figure di grandi e piccole madri prodotte dall'immaginazione di Hayao Miyazaki riescono a volte ancora oggi a esprimere, non senza ostacoli, l'ambivalenza irriducibile e la terribilità della vita umana e della natura, il senso segreto della vita come ciclo continuo di nascita, morte e rigenerazione, con cui la cultura e l'esperienza umana da sempre si sono dovute confrontare.
Titolo e contributi: Grandi madri mediali. Archetipi dell'immaginario collettivo nel fumetto e nel cinema d'animazione
Pubblicazione: Liguori Editore, 01/01/2023
EAN: 9788820757205
Data:01-01-2023
Le raffigurazioni di Grandi Madri sono immagini archetipiche, ricorrenti dai tempi più remoti seppur sempre rinnovate, capaci di esprimere significati profondi della vita umana, a tratti ineffabili e terribili. L'Autrice osserva la loro apparizione nell'immaginario mediale contemporaneo, e si chiede se esse siano ancora simboli vivi, capaci di dare un linguaggio all'esperienza, come riusciva alle immagini del mito e delle fiabe popolari, e se possano essere considerate figure di rilievo per la vita simbolica e immaginativa di lettrici e lettori, spettatrici e spettatori contemporanei.Terribili supereroine mutanti del fumetto nordamericano, o più ambivalenti figure di grandi e piccole madri prodotte dall'immaginazione di Hayao Miyazaki riescono a volte ancora oggi a esprimere, non senza ostacoli, l'ambivalenza irriducibile e la terribilità della vita umana e della natura, il senso segreto della vita come ciclo continuo di nascita, morte e rigenerazione, con cui la cultura e l'esperienza umana da sempre si sono dovute confrontare.
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