Abstract: Nel 1919 non si era ancora spenta l'eco delle esplosioni che già un nuovo contingente, senza uniformi, prendeva possesso di trincee e baraccamenti abbandonati dal nemico in ritirata. I protagonisti degli assalti e contrattacchi all'arma bianca non c'erano più, smobilitati quasi tutti, costretti ora a curarsi le ferite o scioperare lungo le vie cittadine. Bisognava inventarsi lavori nuovi, magari scomodi e pericolosi, purché adatti a superare le ristrettezze della recessione economica. Nasceva così nelle province in prossimità del'ex fronte la figura del Recuperante fatta di temerari, di esperti in disinnesco, profondi conoscitori di fatti bellici legati ad un territorio, quello di Alpi e Prealpi, dallo Stelvio al mare, che ancor oggi mostra le tragiche ferite della Grande Guerra.
Titolo e contributi: Recuperanti di ieri e di oggi
Pubblicazione: Ledizioni, 17/10/2012
Data:17-10-2012
Nel 1919 non si era ancora spenta l'eco delle esplosioni che già un nuovo contingente, senza uniformi, prendeva possesso di trincee e baraccamenti abbandonati dal nemico in ritirata. I protagonisti degli assalti e contrattacchi all'arma bianca non c'erano più, smobilitati quasi tutti, costretti ora a curarsi le ferite o scioperare lungo le vie cittadine. Bisognava inventarsi lavori nuovi, magari scomodi e pericolosi, purché adatti a superare le ristrettezze della recessione economica. Nasceva così nelle province in prossimità del'ex fronte la figura del Recuperante fatta di temerari, di esperti in disinnesco, profondi conoscitori di fatti bellici legati ad un territorio, quello di Alpi e Prealpi, dallo Stelvio al mare, che ancor oggi mostra le tragiche ferite della Grande Guerra.
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