Abstract: Tra tutti i letterati, oggi il più diffuso e popolare è senza dubbio la narrativa, si tratti di romanzo o di racconti. Eppure, le varie pubblicazioni che affrontano i nostri classici insistono sul criterio scolastico di una trattazione globale, in cui i capitoli dedicati alla narrativa sono intercalati con gli spazi riservati alla poesie, alla trattatistica, alla prosa scientifica e simili. Perché invece no prendere il toro per le corna e affrontare direttamente la nostra letteratura, dal Boccaccio all'aAriosto, dal Tasso al Manzoni, sul terreno in cui è più attesa? Perché non rileggere i padri della patria come se fossero gli autori di romanzi o di racconti appena usciti, sul filo delle nostre emozioni e inquietudini più vive? Perché insomma non far discendere i padri nobili nella mischia, affrontandoli come se fossero ancora freschi di stampa? Questo l'obiettivo singolare che si pone questo saggio di Renato Barilli, il quale, tuttavia, conviene precisare, non vuole neppure eccedere nell'altro senso, prendersi cioè troppe confidenze con i classici, trascinarli su un terreno di polemiche spicciole.
Titolo e contributi: Dal Boccaccio al Verga
Pubblicazione: Bompiani, 26/09/2013
EAN: 9788845254840
Data:26-09-2013
Tra tutti i letterati, oggi il più diffuso e popolare è senza dubbio la narrativa, si tratti di romanzo o di racconti. Eppure, le varie pubblicazioni che affrontano i nostri classici insistono sul criterio scolastico di una trattazione globale, in cui i capitoli dedicati alla narrativa sono intercalati con gli spazi riservati alla poesie, alla trattatistica, alla prosa scientifica e simili. Perché invece no prendere il toro per le corna e affrontare direttamente la nostra letteratura, dal Boccaccio all'aAriosto, dal Tasso al Manzoni, sul terreno in cui è più attesa? Perché non rileggere i padri della patria come se fossero gli autori di romanzi o di racconti appena usciti, sul filo delle nostre emozioni e inquietudini più vive? Perché insomma non far discendere i padri nobili nella mischia, affrontandoli come se fossero ancora freschi di stampa? Questo l'obiettivo singolare che si pone questo saggio di Renato Barilli, il quale, tuttavia, conviene precisare, non vuole neppure eccedere nell'altro senso, prendersi cioè troppe confidenze con i classici, trascinarli su un terreno di polemiche spicciole.
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