Diamoci del noi. I legami che danno futuro al lavoro
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Zapelli, Gian Maria

Diamoci del noi. I legami che danno futuro al lavoro

Abstract: A chi non capita di sentirsi chiedere sul lavoro maggior coinvolgimento, pi energia, partecipazione, responsabilit? Tutto ci in un mondo organizzativo in cui gli spazi di ascolto, coesione e dialogo sono erosi dallŐemergenza, dalla frenesia, da una sorta di anestesia emotiva. La quotidianit offre sempre meno occasioni alla pratica del dubbio e alla riflessione e Đ paradosso Đ il crescere dellŐincertezza non produce un pensiero capace di porsi interrogativi ma un agire reattivo e spontaneo, ancorato al funzionamento inconsapevole delle strutture neurologiche di adattamento alla realt. Quale spazio resta allora per una speranza diversa dal si salvi chi pu e connessa invece alla realizzazione di una cittadinanza di s nel lavoro e nel mondo? E, da parte delle organizzazioni, come rifondare lŐalleanza tra persona e lavoro, individuo e societ? La costruzione di un futuro migliore passa per la capacit di darsi un noi fatto di progetti, basato sulla bellezza, la forza di volont e una leadership pi vicina. Un futuro che deve riabilitare le risorse cognitive della coscienza e della consapevolezza, iniziando dalla rinuncia coraggiosa alla rassicurante protezione della routine.


Titolo e contributi: Diamoci del noi. I legami che danno futuro al lavoro

Pubblicazione: Egea, 10/10/2013

EAN: 9788823833951

Data:10-10-2013

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF/EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 10-10-2013

A chi non capita di sentirsi chiedere sul lavoro maggior coinvolgimento, pi energia, partecipazione, responsabilit? Tutto ci in un mondo organizzativo in cui gli spazi di ascolto, coesione e dialogo sono erosi dallŐemergenza, dalla frenesia, da una sorta di anestesia emotiva. La quotidianit offre sempre meno occasioni alla pratica del dubbio e alla riflessione e Đ paradosso Đ il crescere dellŐincertezza non produce un pensiero capace di porsi interrogativi ma un agire reattivo e spontaneo, ancorato al funzionamento inconsapevole delle strutture neurologiche di adattamento alla realt. Quale spazio resta allora per una speranza diversa dal si salvi chi pu e connessa invece alla realizzazione di una cittadinanza di s nel lavoro e nel mondo? E, da parte delle organizzazioni, come rifondare lŐalleanza tra persona e lavoro, individuo e societ? La costruzione di un futuro migliore passa per la capacit di darsi un noi fatto di progetti, basato sulla bellezza, la forza di volont e una leadership pi vicina. Un futuro che deve riabilitare le risorse cognitive della coscienza e della consapevolezza, iniziando dalla rinuncia coraggiosa alla rassicurante protezione della routine.

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