Abstract: Scoprendo la figura di Bonbon Robespierre, questo piccolo libro racconta una grande storia. La storia di un'altra Rivoluzione francese: minore, minoritaria, migliore. Per tutti noi, dire "Robespierre" equivale a dire Maximilien Robespierre, e significa Rivoluzione francese, giacobinismo, Terrore. Ma dire "Robespierre" vuole anche dire il fratello minore della famiglia, Augustin. Per gli amici: Bonbon. Un personaggio di cui non si trova traccia nella maggior parte dei libri di storia, se non là dove si parla del 28 luglio 1794: il giorno del Termidoro in cui entrambi i fratelli Robespierre vennero condannati a morte. Eppure, anche Augustin ebbe un ruolo significativo nella Rivoluzione. Fu a sua volta un uomo di legge, un militante giacobino, un deputato della Montagna. E fu a sua volta un terrorista. Non però un terrorista di scrivania, un burocrate della ghigliottina come Maximilien. Augustin fu un terrorista di terreno: dal profondo nord al profondo sud, percorse in lungo e in largo la Francia della Rivoluzione. E, a forza di guardare in faccia il Terrore, comprese che solo fermando la metastasi della violenza si potevano preservare le conquiste rivoluzionarie. Soltanto terminando la Rivoluzione si poteva salvarla.
Titolo e contributi: Bonbon Robespierre. Il terrore dal volto umano
Pubblicazione: Einaudi, 07/10/2010
EAN: 9788806271404
Data:07-10-2010
Scoprendo la figura di Bonbon Robespierre, questo piccolo libro racconta una grande storia. La storia di un'altra Rivoluzione francese: minore, minoritaria, migliore. Per tutti noi, dire "Robespierre" equivale a dire Maximilien Robespierre, e significa Rivoluzione francese, giacobinismo, Terrore. Ma dire "Robespierre" vuole anche dire il fratello minore della famiglia, Augustin. Per gli amici: Bonbon. Un personaggio di cui non si trova traccia nella maggior parte dei libri di storia, se non là dove si parla del 28 luglio 1794: il giorno del Termidoro in cui entrambi i fratelli Robespierre vennero condannati a morte. Eppure, anche Augustin ebbe un ruolo significativo nella Rivoluzione. Fu a sua volta un uomo di legge, un militante giacobino, un deputato della Montagna. E fu a sua volta un terrorista. Non però un terrorista di scrivania, un burocrate della ghigliottina come Maximilien. Augustin fu un terrorista di terreno: dal profondo nord al profondo sud, percorse in lungo e in largo la Francia della Rivoluzione. E, a forza di guardare in faccia il Terrore, comprese che solo fermando la metastasi della violenza si potevano preservare le conquiste rivoluzionarie. Soltanto terminando la Rivoluzione si poteva salvarla.
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