La lunga notte
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Tadini, Emilio

La lunga notte

Abstract: Pubblicato nel 1987, La lunga notte è il romanzo di una morte e di una rinascita collettiva. Mescolando il tragico e il comico come sapeva fare magistralmente sia nella scrittuta che nella pittura, Tadini ha dato un libro chiave per la coscienza degli italiani. "Qualcosa - qualcuno - era rimasto lí, in quel tempo e in quel posto. E trasmetteva in diretta. Da Milano! Dal '45!" *** "Seguendo le tracce di un tesoro che sembra sia stato abbandonato alla fine della guerra dall'esercito tedesco in ritirata, un giornalista arriva sul lago di Como, nella villa di un ex gerarca fascista. Ma il gerarca è appena morto. E in una lunga notte, Sibilla, la sua vedova, ne racconta la storia. Una specie di poema, secondo le sue intenzioni. Ma poema o cronaca, anzi, cronaca nera che sia, in questa storia del comandante c'è, bene o male, anche la storia dell'Italia, dal primo fascismo fino ai giorni nostri. La Roma degli anni prima della guerra, la Milano della Repubblica di Salò e dei giorni della Liberazione... Qui, poi, a proposito della Milano di quel periodo, il giornalista "raddoppia" il racconto di Sibilla ricordando i suoi ricordi di ragazzino: un aprile sfolgorante in cielo e in terra, le luci che si riaccendono di colpo dopo tutto quel nero, dopo quella specie di interminabile passaggio attraverso le strade e le case di una città infernale... Come se il racconto si sforzasse di rifondare miticamente una realtà, una città... E nel racconto del giornalista entra in scena una specie di soggetto collettivo". Emilio Tadini da Autodizionario degli scrittori italiani


Titolo e contributi: La lunga notte

Pubblicazione: Einaudi, 04/06/2013

EAN: 9788806201845

Data:04-06-2013

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 04-06-2013

Pubblicato nel 1987, La lunga notte è il romanzo di una morte e di una rinascita collettiva. Mescolando il tragico e il comico come sapeva fare magistralmente sia nella scrittuta che nella pittura, Tadini ha dato un libro chiave per la coscienza degli italiani. "Qualcosa - qualcuno - era rimasto lí, in quel tempo e in quel posto. E trasmetteva in diretta. Da Milano! Dal '45!" *** "Seguendo le tracce di un tesoro che sembra sia stato abbandonato alla fine della guerra dall'esercito tedesco in ritirata, un giornalista arriva sul lago di Como, nella villa di un ex gerarca fascista. Ma il gerarca è appena morto. E in una lunga notte, Sibilla, la sua vedova, ne racconta la storia. Una specie di poema, secondo le sue intenzioni. Ma poema o cronaca, anzi, cronaca nera che sia, in questa storia del comandante c'è, bene o male, anche la storia dell'Italia, dal primo fascismo fino ai giorni nostri. La Roma degli anni prima della guerra, la Milano della Repubblica di Salò e dei giorni della Liberazione... Qui, poi, a proposito della Milano di quel periodo, il giornalista "raddoppia" il racconto di Sibilla ricordando i suoi ricordi di ragazzino: un aprile sfolgorante in cielo e in terra, le luci che si riaccendono di colpo dopo tutto quel nero, dopo quella specie di interminabile passaggio attraverso le strade e le case di una città infernale... Come se il racconto si sforzasse di rifondare miticamente una realtà, una città... E nel racconto del giornalista entra in scena una specie di soggetto collettivo". Emilio Tadini da Autodizionario degli scrittori italiani

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