I capolavori
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Lovecraft, Howard P. - De Filippi, Giuseppe

I capolavori

Abstract: L'opera di Howard Phillips Lovecraft, per decenni superficialmente considerata letteratura "di genere", rappresenta in realtà un corpus narrativo capace di affascinare i lettori ben oltre i confini del fantastico. E i racconti qui racchiusi, scritti tra il 1917 e il 1935, sono testimonianza del meglio di una produzione letteraria frutto di una ricerca personale e del tutto originale, che ha saputo esprimere il buio di una condizione umana spiritualmente ferita. Un deserto dell'anima dal quale è possibile uscire solo attraverso il sogno, l'immaginazione che permette di indagare nella realtà del cosmo e nella profondità della mente. Lovecraft ci appare così come un esploratore dell'ignoto, un visionario che si è lasciato alle spalle l'orizzonte della quotidianità così come gli stereotipi della letteratura horror, con i suoi consueti scenari di tombe vuote e demoni, per approdare a un universo, esistenziale e letterario, assolutamente nuovo, fatto di ben più maestose e nello stesso tempo desolanti immagini. In un'epoca particolarmente tormentata, quella tra le due guerre mondiali, Lovecraft ci ha ricordato che l'orrore è inseparabile dall'uomo, un orrore costruito non da fantasmi e castelli maledetti, ma dal deserto del materialismo e della solitudine.


Titolo e contributi: I capolavori

Pubblicazione: Mondadori, 23/10/2012

EAN: 9788804583301

Data:23-10-2012

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 23-10-2012

L'opera di Howard Phillips Lovecraft, per decenni superficialmente considerata letteratura "di genere", rappresenta in realtà un corpus narrativo capace di affascinare i lettori ben oltre i confini del fantastico. E i racconti qui racchiusi, scritti tra il 1917 e il 1935, sono testimonianza del meglio di una produzione letteraria frutto di una ricerca personale e del tutto originale, che ha saputo esprimere il buio di una condizione umana spiritualmente ferita. Un deserto dell'anima dal quale è possibile uscire solo attraverso il sogno, l'immaginazione che permette di indagare nella realtà del cosmo e nella profondità della mente. Lovecraft ci appare così come un esploratore dell'ignoto, un visionario che si è lasciato alle spalle l'orizzonte della quotidianità così come gli stereotipi della letteratura horror, con i suoi consueti scenari di tombe vuote e demoni, per approdare a un universo, esistenziale e letterario, assolutamente nuovo, fatto di ben più maestose e nello stesso tempo desolanti immagini. In un'epoca particolarmente tormentata, quella tra le due guerre mondiali, Lovecraft ci ha ricordato che l'orrore è inseparabile dall'uomo, un orrore costruito non da fantasmi e castelli maledetti, ma dal deserto del materialismo e della solitudine.

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