La congiura contro i giovani
Risorsa locale

Laffi, Stefano

La congiura contro i giovani

Abstract: Da tempo è in atto un attacco ai giovani. Sotto forme diverse – mercificazione, infantilizzazione, patologizzazione, criminalizzazione, sfruttamento… - bambini, adolescenti e giovani sono entrati nelle mire degli adulti, mire spesso camuffate da preoccupazione, sensibilità educativa, protezione dei valori sociali e della tradizioni. Quasi senza reagire i giovani sono tenuti in ostaggio di un discorso pubblico fortemente ipocrita, in cui si invoca la loro autonomia senza concedere la possibilità di esercizio, la loro partecipazione ma solo in finte istituzioni, il loro lavoro ma solo nelle posizioni peggiori, il loro talento ma dentro una scuola a pezzi.Il prezzo è altissimo, perché la società è ferma, giovanofila nell'immaginario ma gerontocratica nella realtà. I giovani non passano, le istituzioni restano impermeabili al beneficio di nuove forme di pensiero e pratiche. Dei giovani si continua a parlare, ma con parole corrotte, che finiranno per disinteressarli definitivamente dai discorsi pubblici. Perché l'ossessiva domanda – chi sono i giovani? come sono diventati? – cade nella trappola di un gioco di definizioni e interpretazioni che non serve ai giovani ma assolve solo chi parla. Il problema non sono i giovani, ma gli adulti. I giovani sono l'alibi di adulti in crisi, disorientati di fronte alla perdita di controllo del mondo che li circonda, increduli di fronte agli effetti di una società dei consumi da loro edificata, o meno innocentemente votati loro a "consumare" i giovani nei propri ambiti professionali, nell'universo delle proprie fantasie anti-età o ansie di ruolo. Quando, serenamente o conflittualmente, si avrà l'onestà e il coraggio di ammetterlo, si potrà cominciare a cambiare.


Titolo e contributi: La congiura contro i giovani

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 15/01/2016

EAN: 9788807172021

Data:15-01-2016

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 15-01-2016

Da tempo è in atto un attacco ai giovani. Sotto forme diverse – mercificazione, infantilizzazione, patologizzazione, criminalizzazione, sfruttamento… - bambini, adolescenti e giovani sono entrati nelle mire degli adulti, mire spesso camuffate da preoccupazione, sensibilità educativa, protezione dei valori sociali e della tradizioni. Quasi senza reagire i giovani sono tenuti in ostaggio di un discorso pubblico fortemente ipocrita, in cui si invoca la loro autonomia senza concedere la possibilità di esercizio, la loro partecipazione ma solo in finte istituzioni, il loro lavoro ma solo nelle posizioni peggiori, il loro talento ma dentro una scuola a pezzi.Il prezzo è altissimo, perché la società è ferma, giovanofila nell'immaginario ma gerontocratica nella realtà. I giovani non passano, le istituzioni restano impermeabili al beneficio di nuove forme di pensiero e pratiche. Dei giovani si continua a parlare, ma con parole corrotte, che finiranno per disinteressarli definitivamente dai discorsi pubblici. Perché l'ossessiva domanda – chi sono i giovani? come sono diventati? – cade nella trappola di un gioco di definizioni e interpretazioni che non serve ai giovani ma assolve solo chi parla. Il problema non sono i giovani, ma gli adulti. I giovani sono l'alibi di adulti in crisi, disorientati di fronte alla perdita di controllo del mondo che li circonda, increduli di fronte agli effetti di una società dei consumi da loro edificata, o meno innocentemente votati loro a "consumare" i giovani nei propri ambiti professionali, nell'universo delle proprie fantasie anti-età o ansie di ruolo. Quando, serenamente o conflittualmente, si avrà l'onestà e il coraggio di ammetterlo, si potrà cominciare a cambiare.

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