Diario VI
Risorsa locale

Nin, Anaïs - Stuhlmann, Gunther

Diario VI

Abstract: Se da un lato il lampo accecante del suo sogno gridava al pericolo, dall'altro simboleggiava ovviamente anche la liberazione di un'enorme riserva di energia coatta, un'esplosione potentemente rivelatoria. Infatti i quadernetti della giovinezza di Anaïs Nin avevano assunto, nel 1965, proporzioni massicce. Accumulati per mezzo secolo, spostati da Louveciennes al Greenwich Village, a dei contenitori di provviste a San Francisco, a Los Angeles, quasi persi in Europa nel tumulto della seconda guerra mondiale, ora riempivano due schedari a cinque cassetti in una camera di sicurezza di una banca di Brooklyn. Il grosso mucchio di materiale, con i suoi pesanti segreti, il peso emotivo del suo contenuto,stanzioso. Talvolta Anaïs Nin rimane sconcertata dal contrasto tra il mondo esterno reale e le sue percezioni. "Quando incontro queste stesse persone nella realtà, per caso, non riesco a capire o a ricostruire l'amore, l'amicizia, lo scambio e i legami tra di noi. Gli incontri sono privati dell'incandescenza luminosa che avevo presentato nel diario." La magia, apparentemente, deriva spesso dai riflessi dell'incontro, dall'intensità delle sue percezioni, piuttosto che dai fatti stessi."Combatto una guerra costante contro la realtà", ammette Anaïs Nin. Il Diario è il suo unico ponte verso "la vita terrena", il suo unico legame con un mondo che non è di sua fattura.Dall'introduzione di GUNTHER STUHLMANN


Titolo e contributi: Diario VI

Pubblicazione: Bompiani, 09/04/2014

EAN: 9788845248733

Data:09-04-2014

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 09-04-2014

Se da un lato il lampo accecante del suo sogno gridava al pericolo, dall'altro simboleggiava ovviamente anche la liberazione di un'enorme riserva di energia coatta, un'esplosione potentemente rivelatoria. Infatti i quadernetti della giovinezza di Anaïs Nin avevano assunto, nel 1965, proporzioni massicce. Accumulati per mezzo secolo, spostati da Louveciennes al Greenwich Village, a dei contenitori di provviste a San Francisco, a Los Angeles, quasi persi in Europa nel tumulto della seconda guerra mondiale, ora riempivano due schedari a cinque cassetti in una camera di sicurezza di una banca di Brooklyn. Il grosso mucchio di materiale, con i suoi pesanti segreti, il peso emotivo del suo contenuto,stanzioso. Talvolta Anaïs Nin rimane sconcertata dal contrasto tra il mondo esterno reale e le sue percezioni. "Quando incontro queste stesse persone nella realtà, per caso, non riesco a capire o a ricostruire l'amore, l'amicizia, lo scambio e i legami tra di noi. Gli incontri sono privati dell'incandescenza luminosa che avevo presentato nel diario." La magia, apparentemente, deriva spesso dai riflessi dell'incontro, dall'intensità delle sue percezioni, piuttosto che dai fatti stessi."Combatto una guerra costante contro la realtà", ammette Anaïs Nin. Il Diario è il suo unico ponte verso "la vita terrena", il suo unico legame con un mondo che non è di sua fattura.Dall'introduzione di GUNTHER STUHLMANN

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