Il gatto che scrisse un libro. Dedicato a tutti i gatti del mondo
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De Lena Pavcovich, Anna M.

Il gatto che scrisse un libro. Dedicato a tutti i gatti del mondo

Abstract: Far interpretare a degli animali le vicissitudini umane in letteratura non è un percorso nuovo o che non abbia già conosciuto testimonianze di altissimo profilo: basterebbe citare Esopo per tutti. Ma in questo romanzo della de Lena non c'è alcuna presunzione, nessuna morale. È una fotografia, quasi un quadro dai colori tenui, con il tratto veloce e lieve anche su questioni ancor oggi drammaticamente irrisolte, come quelle legate al fine vita e alla buona morte. Sì proprio la morte, tema dal quale si rifugge, ma con il quale con serenità ci si dovrebbe rapportare quotidianamente, perché fa parte della vita stessa. I ritmi imposti dal consumismo e da un'organizzazione sociale dedicata alla produzione della ricchezza allontanano l'uomo da una riflessione, piccola o grande che sia, sul senso profondo della propria esistenza: solo la consapevolezza del proprio essere, del necessario rispetto solidale con gli uomini e la natura possono invece farci superare ansie e paure: e il gatto Lopar ci dà proprio la dimensione di una vita vissuta, anche fuori dagli schemi normali e dominanti, ma nella consapevolezza di tutto ciò che può offrirti per farti gioire o soffrire al tempo stesso. Orfeo Donatini - giornalista


Titolo e contributi: Il gatto che scrisse un libro. Dedicato a tutti i gatti del mondo

Pubblicazione: Curcu & Genovese, 15/04/2014

EAN: 9788868760250

Data:15-04-2014

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con Social DRM

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 15-04-2014

Far interpretare a degli animali le vicissitudini umane in letteratura non è un percorso nuovo o che non abbia già conosciuto testimonianze di altissimo profilo: basterebbe citare Esopo per tutti. Ma in questo romanzo della de Lena non c'è alcuna presunzione, nessuna morale. È una fotografia, quasi un quadro dai colori tenui, con il tratto veloce e lieve anche su questioni ancor oggi drammaticamente irrisolte, come quelle legate al fine vita e alla buona morte. Sì proprio la morte, tema dal quale si rifugge, ma con il quale con serenità ci si dovrebbe rapportare quotidianamente, perché fa parte della vita stessa. I ritmi imposti dal consumismo e da un'organizzazione sociale dedicata alla produzione della ricchezza allontanano l'uomo da una riflessione, piccola o grande che sia, sul senso profondo della propria esistenza: solo la consapevolezza del proprio essere, del necessario rispetto solidale con gli uomini e la natura possono invece farci superare ansie e paure: e il gatto Lopar ci dà proprio la dimensione di una vita vissuta, anche fuori dagli schemi normali e dominanti, ma nella consapevolezza di tutto ciò che può offrirti per farti gioire o soffrire al tempo stesso. Orfeo Donatini - giornalista

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