Abstract: L'Oratorio ha origine durante il XV secolo con la confraternita stessa ed era collocato proprio su quello che è oggi un tratto di Corso Vittorio Emanuele II.Pregevoli artisti hanno qui lavorato, e negli anni si sono susseguiti i nomi di coloro che sembravano essere coinvolti nella decorazione: Girolamo Siciolante da Sermoneta, Taddeo Zuccari, Federico Zuccari e molti altri, a testimonianza di una intensa vita popolare e artistica del luogo.Dall'Oratorio di Sant'Orsola arrivano sia la statua di San Giovanni Battista Giovane, attribuita a Michelangelo, sia alcuni frammenti marmorei di fine quattrocento, sia un grande affresco di Madonna in trono con bambino. Poi, nulla arriva a San Giovanni dei Fiorentini di questo luogo, demolito per permettere a Corso Vittorio Emanuele II di sfociare sul Tevere e arrivare in Vaticano.Ma altri frammenti sono stati salvati e conservati. E sono oggi al Museo di Roma.dall'introduzione di Simone Ferrari
Titolo e contributi: Roma cancellata. Il perduto oratorio di sant'Orsola a corso Vittorio Emanuele II-Erased Rome. The lost st. Ursula oratory on corso Vittorio Emanuele II
Pubblicazione: Gangemi Editore, 2/3/2016
EAN: 9788849228915
Data: -2/-16/2
L'Oratorio ha origine durante il XV secolo con la confraternita stessa ed era collocato proprio su quello che è oggi un tratto di Corso Vittorio Emanuele II.Pregevoli artisti hanno qui lavorato, e negli anni si sono susseguiti i nomi di coloro che sembravano essere coinvolti nella decorazione: Girolamo Siciolante da Sermoneta, Taddeo Zuccari, Federico Zuccari e molti altri, a testimonianza di una intensa vita popolare e artistica del luogo.Dall'Oratorio di Sant'Orsola arrivano sia la statua di San Giovanni Battista Giovane, attribuita a Michelangelo, sia alcuni frammenti marmorei di fine quattrocento, sia un grande affresco di Madonna in trono con bambino. Poi, nulla arriva a San Giovanni dei Fiorentini di questo luogo, demolito per permettere a Corso Vittorio Emanuele II di sfociare sul Tevere e arrivare in Vaticano.Ma altri frammenti sono stati salvati e conservati. E sono oggi al Museo di Roma.dall'introduzione di Simone Ferrari
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