Class. Vite infelici di romani mantenuti a New York
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Pacifico, Francesco

Class. Vite infelici di romani mantenuti a New York

Abstract: Ludovica e Lorenzo sono giovani e belli. Si sono sposati anche se non usa più. Lei ha convinto il padre a aprirle una libreria nel quartiere Trieste, zona storica della borghesia romana. Lui, dottorando poco convinto in filosofia della scienza, si considera un filmmaker da quando ha realizzato un cortometraggio pieno di citazioni di film di culto. Un corto dove Ludovica, vestita di un pigiama giallo che ammicca alla tuta di Uma Thurman in Kill Bill, interpreta "la Sposina". Dopo la vittoria di un premio del comune di Roma, Lorenzo decide che, passati i trenta, ha ancora tempo per diventare regista. E per riuscirci si trasferisce un anno a New York. Ludovica, da brava Sposina, lo segue, lasciando alla famiglia la gestione della libreria. A New York i due entrano in contatto con un microcosmo di italiani con ambizioni artistiche e solidi patrimoni di famiglia. Finché un commento innocente semina il dubbio nella mente di Ludovica: e se suo marito non avesse talento? Saldando la tradizione del romanzo borghese ottocentesco agli sviluppi e le sperimentazioni dei più importanti autori internazionali contemporanei, quali Jonathan Franzen e David Foster Wallace, Francesco Pacifico mette in scena il dramma di una generazione. Sospesi tra un benessere che va a esaurirsi nemmeno troppo lentamente e un futuro che sembra non essere più il tempo dove tutto è possibile ma un territorio oscuro e ostile, intrappolati nei riti di una borghesia cui manca il terreno sotto i piedi, avviluppati in una rete di relazioni perlopiù virtuali, i protagonisti di questo romanzo si trascinano svogliati e soli in un presente nebbioso. Alfieri inconsapevoli di una nuova lost generation, vivono in un perenne isolamento, in cui i rapporti umani scivolano sempre sullo strato più superficiale delle cose, la realizzazione personale è inseguita da ambizioni prive di talento e ogni atto è compiuto con leggerezza, come se non avesse peso o conseguenze. Impreparati ad affrontare la realtà che, inevitabilmente, li travolgerà.


Titolo e contributi: Class. Vite infelici di romani mantenuti a New York

Pubblicazione: Mondadori, 02/09/2014

EAN: 9788804625124

Data:02-09-2014

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 02-09-2014

Ludovica e Lorenzo sono giovani e belli. Si sono sposati anche se non usa più. Lei ha convinto il padre a aprirle una libreria nel quartiere Trieste, zona storica della borghesia romana. Lui, dottorando poco convinto in filosofia della scienza, si considera un filmmaker da quando ha realizzato un cortometraggio pieno di citazioni di film di culto. Un corto dove Ludovica, vestita di un pigiama giallo che ammicca alla tuta di Uma Thurman in Kill Bill, interpreta "la Sposina". Dopo la vittoria di un premio del comune di Roma, Lorenzo decide che, passati i trenta, ha ancora tempo per diventare regista. E per riuscirci si trasferisce un anno a New York. Ludovica, da brava Sposina, lo segue, lasciando alla famiglia la gestione della libreria. A New York i due entrano in contatto con un microcosmo di italiani con ambizioni artistiche e solidi patrimoni di famiglia. Finché un commento innocente semina il dubbio nella mente di Ludovica: e se suo marito non avesse talento? Saldando la tradizione del romanzo borghese ottocentesco agli sviluppi e le sperimentazioni dei più importanti autori internazionali contemporanei, quali Jonathan Franzen e David Foster Wallace, Francesco Pacifico mette in scena il dramma di una generazione. Sospesi tra un benessere che va a esaurirsi nemmeno troppo lentamente e un futuro che sembra non essere più il tempo dove tutto è possibile ma un territorio oscuro e ostile, intrappolati nei riti di una borghesia cui manca il terreno sotto i piedi, avviluppati in una rete di relazioni perlopiù virtuali, i protagonisti di questo romanzo si trascinano svogliati e soli in un presente nebbioso. Alfieri inconsapevoli di una nuova lost generation, vivono in un perenne isolamento, in cui i rapporti umani scivolano sempre sullo strato più superficiale delle cose, la realizzazione personale è inseguita da ambizioni prive di talento e ogni atto è compiuto con leggerezza, come se non avesse peso o conseguenze. Impreparati ad affrontare la realtà che, inevitabilmente, li travolgerà.

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