Umili prose
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Puskin, Aleksandr Sergeevic - Nori, Paolo

Umili prose

Abstract: "Ha il profilo di Napoleone e l'anima di Mefistofele. Penso che abbia sulla coscienza per lo meno tre delitti.""C'è, nelle quattro opere in prosa che sono qui raccolte, una specie di tono comune che produce un effetto comune. Sia nei Racconti di Belkin, che nella Donna di picche, che in Kirdžali, che nella Figlia del capitano si raccontano cose che si son sentite raccontare da qualcun altro. È un modo per tagliar fuori il problema della verosimiglianza, è un modo per farla finita col narratore onnisciente, è un modo per far nascere continuamente nel lettore la domanda 'Chissà se è vero?', domanda che a me viene sempre quando leggo qualcosa che mi piace e che mi sembra abiti sempre in una regione che sta a cavallo tra il sì e il no, e poi c'è dell'altro. C'è un passo di Dovlatov in cui alcuni russi emigrati in America si lamentavano del fatto che i propri figli, americani, non sapevano leggere il russo, e sarebbero cresciuti senza poter leggere Dostoevskij in originale. 'Come faranno?' 'Come faranno?', 'Come potranno vivere senza aver letto Dostoevskij in originale?' si chiedevano tutti, fino a che uno non ha detto: 'Be', anche Puškin non ha mai letto Dostoevskij in originale'. Ecco, la cosa incredibile, a leggere questi racconti e questo romanzo, è che furono scritti quando la letteratura russa dell'Ottocento non esisteva."


Titolo e contributi: Umili prose

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 03/06/2016

EAN: 9788807901331

Data:03-06-2016

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 03-06-2016

"Ha il profilo di Napoleone e l'anima di Mefistofele. Penso che abbia sulla coscienza per lo meno tre delitti.""C'è, nelle quattro opere in prosa che sono qui raccolte, una specie di tono comune che produce un effetto comune. Sia nei Racconti di Belkin, che nella Donna di picche, che in Kirdžali, che nella Figlia del capitano si raccontano cose che si son sentite raccontare da qualcun altro. È un modo per tagliar fuori il problema della verosimiglianza, è un modo per farla finita col narratore onnisciente, è un modo per far nascere continuamente nel lettore la domanda 'Chissà se è vero?', domanda che a me viene sempre quando leggo qualcosa che mi piace e che mi sembra abiti sempre in una regione che sta a cavallo tra il sì e il no, e poi c'è dell'altro. C'è un passo di Dovlatov in cui alcuni russi emigrati in America si lamentavano del fatto che i propri figli, americani, non sapevano leggere il russo, e sarebbero cresciuti senza poter leggere Dostoevskij in originale. 'Come faranno?' 'Come faranno?', 'Come potranno vivere senza aver letto Dostoevskij in originale?' si chiedevano tutti, fino a che uno non ha detto: 'Be', anche Puškin non ha mai letto Dostoevskij in originale'. Ecco, la cosa incredibile, a leggere questi racconti e questo romanzo, è che furono scritti quando la letteratura russa dell'Ottocento non esisteva."

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