Abstract: La giornalista Ayse Onal ha intervistato in carcere uomini condannati per aver ucciso, in nome dell'"onore", mogli, figlie o sorelle e ha raccontato le storie di queste donne. Storie di matrimoni forzati, di botte, di umiliazioni, di violenze e di solitudine; ma anche storie di coraggio e di amore. Il risultato è un tragico, appassionante reportage narrativo sulle vite distrutte di vittime e di carnefici. Non riusciamo a smettere di leggere le storie di Remziye, Nuran, Naile e di tutte le altre, per le quali "il solo fatto di nascere donna è una disgrazia". "L'incredibile viaggio nelle carceri turche di Ayse Onal racconta un mondo che si fa fatica a guardare ad occhi aperti, eppure è qui... Ecco che se ti volti appena, proprio di sbieco, puoi vedere qualcosa che nessuno ti racconta mai e che potrebbe essere capitato a te". Dalla prefazione di Concita De Gregorio "Restando in silenzio di fronte a simili atrocità si diventa complici del delitto, e io non volevo rimanere in silenzio. Ho pensato quindi di intervistare alcuni uomini che avevano ucciso la figlia, la sorella o la madre, ma quest'idea sembrava a tutti cosí assurda che riuscire a ottenere i permessi per incontrare i detenuti si è trasformato in un prolungato calvario". Ayse Onal
Titolo e contributi: Delitti d'onore. Storie di donne massacrate dai familiari
Pubblicazione: Einaudi, 14/10/2014
EAN: 9788806193393
Data:14-10-2014
La giornalista Ayse Onal ha intervistato in carcere uomini condannati per aver ucciso, in nome dell'"onore", mogli, figlie o sorelle e ha raccontato le storie di queste donne. Storie di matrimoni forzati, di botte, di umiliazioni, di violenze e di solitudine; ma anche storie di coraggio e di amore. Il risultato è un tragico, appassionante reportage narrativo sulle vite distrutte di vittime e di carnefici. Non riusciamo a smettere di leggere le storie di Remziye, Nuran, Naile e di tutte le altre, per le quali "il solo fatto di nascere donna è una disgrazia". "L'incredibile viaggio nelle carceri turche di Ayse Onal racconta un mondo che si fa fatica a guardare ad occhi aperti, eppure è qui... Ecco che se ti volti appena, proprio di sbieco, puoi vedere qualcosa che nessuno ti racconta mai e che potrebbe essere capitato a te". Dalla prefazione di Concita De Gregorio "Restando in silenzio di fronte a simili atrocità si diventa complici del delitto, e io non volevo rimanere in silenzio. Ho pensato quindi di intervistare alcuni uomini che avevano ucciso la figlia, la sorella o la madre, ma quest'idea sembrava a tutti cosí assurda che riuscire a ottenere i permessi per incontrare i detenuti si è trasformato in un prolungato calvario". Ayse Onal
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