I miei amici
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Bove, Emmanuel - Sebaste, Beppe

I miei amici

Abstract: "Certi uomini forti non sono soli nella solitudine, ma io che sono debole, sono solo quando non ho nessun amico," dice il protagonista, Victor Baton, un eroe dostoevskiano, eterno adolescente, mediocre, inetto, pusillanime, che cerca disperatamente l'amicizia e l'amore facendo di tutto per ispirare compassione e tenerezza. Le varie amicizie, di donne e di uomini, sulle quali viene scandito in capitoli il libro, sono storie di fallimenti. Baton, reso invalido dalla Grande guerra, nel suo vagabondare per una Parigi poetica e marginale immagina rapporti bellissimi e grandi amicizie, irreparabilmente votato alla sconfitta e alla delusione. Un "eroe" moderno che soffre proprio perché si ostina, nonostante tutto, a sperare e a illudersi. Lo stile personalissimo di Bove, ben reso dalla traduzione di Beppe Sebaste, consiste nell'accanirsi ossessivamente nella descrizione delle piccole cose e dei gesti apparentemente insignificanti. Per questo lo ammirava Samuel Beckett che sosteneva: "Nessuno come lui ha il dono del dettaglio che colpisce". Questo libro, pubblicato nel 1924, è considerato il capolavoro di Bove. Tra coloro che lo hanno amato vanno annoverati Rilke, Gide, Saint-Exupéry, Topor e Handke, che lo ha tradotto in tedesco, e persino Wim Wenders che, in un suo cortometraggio su New York, lo portava con sé nelle sue passeggiate.


Titolo e contributi: I miei amici

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 10/02/2017

EAN: 9788807885204

Data:10-02-2017

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 10-02-2017

"Certi uomini forti non sono soli nella solitudine, ma io che sono debole, sono solo quando non ho nessun amico," dice il protagonista, Victor Baton, un eroe dostoevskiano, eterno adolescente, mediocre, inetto, pusillanime, che cerca disperatamente l'amicizia e l'amore facendo di tutto per ispirare compassione e tenerezza. Le varie amicizie, di donne e di uomini, sulle quali viene scandito in capitoli il libro, sono storie di fallimenti. Baton, reso invalido dalla Grande guerra, nel suo vagabondare per una Parigi poetica e marginale immagina rapporti bellissimi e grandi amicizie, irreparabilmente votato alla sconfitta e alla delusione. Un "eroe" moderno che soffre proprio perché si ostina, nonostante tutto, a sperare e a illudersi. Lo stile personalissimo di Bove, ben reso dalla traduzione di Beppe Sebaste, consiste nell'accanirsi ossessivamente nella descrizione delle piccole cose e dei gesti apparentemente insignificanti. Per questo lo ammirava Samuel Beckett che sosteneva: "Nessuno come lui ha il dono del dettaglio che colpisce". Questo libro, pubblicato nel 1924, è considerato il capolavoro di Bove. Tra coloro che lo hanno amato vanno annoverati Rilke, Gide, Saint-Exupéry, Topor e Handke, che lo ha tradotto in tedesco, e persino Wim Wenders che, in un suo cortometraggio su New York, lo portava con sé nelle sue passeggiate.

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