Trittico di mare e di terra
Risorsa locale

Mutis, Álvaro - Bardelli, Fulvia

Trittico di mare e di terra

Abstract: Un trittico di due elementi: la terra e il mare. Sono i confini molto sfumati e generici fra cui si aggira senza riposo - terzo sottinteso, malinconico e sfuggente - il Gabbiere. Il sue errare, già lo sappiamo, è insieme un tipo di viaggio e un carattere dall'anima. Ma ecco che, in questo libro, l'eroe di Mutis giunge finalmente in tre porti che hanno ciascuno un volto, un nome e una storia: Sverre Jensen, il pescatore norvegese grande e grosso, compagno di mille risse e di memorabili sbronze, che valgono soltanto come stratagemmi per tenere lontano l'ombra del gesto finale; Alejandro Obregòn, il pittore travolgente e geniale che si perde per il mondo, ferma nei suoi quadri angeli con il viso di donna e spera di riuscire un giorno a dipingere il vento, non quello che muove gli alberi, ma "il vento che non lascia traccia, quello tanto simile a noi, al nostro mestiere di vivere, che non ha nome e ci sfugge tra le mani"; e infine Jamil, il piccolo figlio di Abdul Bashur, affidato a un Gabbiere incredulo che prima si ritrova balia e poi perderà per la seconda volta un compagno impareggiabile.Per Maqroll l'unico vero porto è il volto dell'amico. Qui, Alvaro Mutis ne dipinge tre progendo al lettore un libro sull'amicizia e sui suoi silenzi, sulle parole che mancano quando si cerca la definizione precisa di una presenza.


Titolo e contributi: Trittico di mare e di terra

Pubblicazione: Einaudi, 24/02/2015

EAN: 9788806144098

Data:24-02-2015

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 24-02-2015

Un trittico di due elementi: la terra e il mare. Sono i confini molto sfumati e generici fra cui si aggira senza riposo - terzo sottinteso, malinconico e sfuggente - il Gabbiere. Il sue errare, già lo sappiamo, è insieme un tipo di viaggio e un carattere dall'anima. Ma ecco che, in questo libro, l'eroe di Mutis giunge finalmente in tre porti che hanno ciascuno un volto, un nome e una storia: Sverre Jensen, il pescatore norvegese grande e grosso, compagno di mille risse e di memorabili sbronze, che valgono soltanto come stratagemmi per tenere lontano l'ombra del gesto finale; Alejandro Obregòn, il pittore travolgente e geniale che si perde per il mondo, ferma nei suoi quadri angeli con il viso di donna e spera di riuscire un giorno a dipingere il vento, non quello che muove gli alberi, ma "il vento che non lascia traccia, quello tanto simile a noi, al nostro mestiere di vivere, che non ha nome e ci sfugge tra le mani"; e infine Jamil, il piccolo figlio di Abdul Bashur, affidato a un Gabbiere incredulo che prima si ritrova balia e poi perderà per la seconda volta un compagno impareggiabile.Per Maqroll l'unico vero porto è il volto dell'amico. Qui, Alvaro Mutis ne dipinge tre progendo al lettore un libro sull'amicizia e sui suoi silenzi, sulle parole che mancano quando si cerca la definizione precisa di una presenza.

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