È stata una vertigine
Risorsa locale

Maggiani, Maurizio

È stata una vertigine

Abstract: Due amanti si trovano regolarmente in un bar ai confini della città. Si guardano, si tengono le mani e sanno che quei pochi gesti, quel luogo, quel sentirsi stranieri sono il confine della loro intesa. Una donna entra nel condominio, è polacca, è sola, è riservata. Guardarla fumare, la sera, sul balcone sembra il massimo di vicinanza che possa concedere. Poi, una volta, la vediamo con un cellulare in mano leggere un messaggio e digitarne un altro: è un messaggio che ha atteso chissà per quanto. Forse la sua vita regge, la sua solitudine ha un senso per quelle parole che arrivano da chissà dove. Una ex moglie lascia gli oggetti (mobili e quant'altro) di una lunga vita in comune sul pianerottolo del narratore: sono oggetti disperati, abbandonati, reliquie sofferenti. Maurizio Maggiani lascia passare il testimone da un io a una terza persona che chiama "l'uomo" raccontando che cos'è l'amore: cerca di spiegarlo a un figlio putativo prossimo alle nozze, a una bambina che gioca nel tinello – ma forse è lei a spiegargli qualcosa –, a una donna che se n'è andata e che gli manca.Di episodio in episodio, viene modellandosi un mondo interiore compromesso dall'amore, dall'assenza dell'amore, dalla meraviglia dell'amore, e su ogni piccolo evento passano le note di una canzone che non è nostalgia ma futuro, che è vertigine e smarrimento. C'è molta musica in questo libro. Ci sono tredici "pezzi", suonati o cantati con la voce limpida di un'emozione che resiste.


Titolo e contributi: È stata una vertigine

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 13/01/2018

EAN: 9788807887536

Data:13-01-2018

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 13-01-2018

Due amanti si trovano regolarmente in un bar ai confini della città. Si guardano, si tengono le mani e sanno che quei pochi gesti, quel luogo, quel sentirsi stranieri sono il confine della loro intesa. Una donna entra nel condominio, è polacca, è sola, è riservata. Guardarla fumare, la sera, sul balcone sembra il massimo di vicinanza che possa concedere. Poi, una volta, la vediamo con un cellulare in mano leggere un messaggio e digitarne un altro: è un messaggio che ha atteso chissà per quanto. Forse la sua vita regge, la sua solitudine ha un senso per quelle parole che arrivano da chissà dove. Una ex moglie lascia gli oggetti (mobili e quant'altro) di una lunga vita in comune sul pianerottolo del narratore: sono oggetti disperati, abbandonati, reliquie sofferenti. Maurizio Maggiani lascia passare il testimone da un io a una terza persona che chiama "l'uomo" raccontando che cos'è l'amore: cerca di spiegarlo a un figlio putativo prossimo alle nozze, a una bambina che gioca nel tinello – ma forse è lei a spiegargli qualcosa –, a una donna che se n'è andata e che gli manca.Di episodio in episodio, viene modellandosi un mondo interiore compromesso dall'amore, dall'assenza dell'amore, dalla meraviglia dell'amore, e su ogni piccolo evento passano le note di una canzone che non è nostalgia ma futuro, che è vertigine e smarrimento. C'è molta musica in questo libro. Ci sono tredici "pezzi", suonati o cantati con la voce limpida di un'emozione che resiste.

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