Fatti diversi di storia letteraria e civile
Risorsa locale

Sciascia, Leonardo

Fatti diversi di storia letteraria e civile

Abstract: RISVOLTOI faits divers – sottolineava Sciascia presentando nel 1989 la sua terza raccolta di articoli e saggi dispersi – sono "quelli che noi diciamo fatti di cronaca, cronache quotidiane, cronache a sfondo nero, passionali e criminali spesso, sempre di una certa stranezza e di un certo mistero". "Fatti diversi" vale dunque "parodisticamente, paradossalmente e magari parossisticamente, "cronache": a render più leggera la specificazione, di crociana ascendenza, di "storia letteraria e civile"". Ma anche a ribadire, si vorrebbe aggiungere, la fedeltà a un metodo in cui alla pertinacia del detective si accompagna l'urgenza di verità, all'erudizione dell'enciclopedista la fabula, alla volontà di ribadire la ragione della Memoria "il senso e il senno dell'oggi". Non a caso la raccolta si apre sull'interrogativo "Come si può essere siciliani?", e prosegue poi con splendide 'inquisizioni' che hanno al centro la Sicilia e insieme la letteratura, il cinema, la pittura, la fotografia: come quella sulla Biblioteca Lucchesiana di Girgenti, emblema dell'avversione alla "lue dei libri", dove Pirandello, nel 1889, trovò cinque preti e tre carabinieri "intenti a divorare un'insalata di cocomeri e pomidori" e manoscritti frequentati solo da topi e scarafaggi; o, ancora, quella sull'"Omnibus" di Longanesi e sugli scrittori nati fra il 1905 e il 1908 (fra cui Brancati), pleiade generazionale accomunata dal guardare altrove – e che, esemplarmente indagata da Sciascia, ci rivela come il fascismo fosse un fenomeno ben più complesso, disarticolato e contraddittorio di quanto possa apparire nei libri di storia.


Titolo e contributi: Fatti diversi di storia letteraria e civile

Pubblicazione: Adelphi, 03/03/2016

EAN: 9788845924255

Data:03-03-2016

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 03-03-2016

RISVOLTOI faits divers – sottolineava Sciascia presentando nel 1989 la sua terza raccolta di articoli e saggi dispersi – sono "quelli che noi diciamo fatti di cronaca, cronache quotidiane, cronache a sfondo nero, passionali e criminali spesso, sempre di una certa stranezza e di un certo mistero". "Fatti diversi" vale dunque "parodisticamente, paradossalmente e magari parossisticamente, "cronache": a render più leggera la specificazione, di crociana ascendenza, di "storia letteraria e civile"". Ma anche a ribadire, si vorrebbe aggiungere, la fedeltà a un metodo in cui alla pertinacia del detective si accompagna l'urgenza di verità, all'erudizione dell'enciclopedista la fabula, alla volontà di ribadire la ragione della Memoria "il senso e il senno dell'oggi". Non a caso la raccolta si apre sull'interrogativo "Come si può essere siciliani?", e prosegue poi con splendide 'inquisizioni' che hanno al centro la Sicilia e insieme la letteratura, il cinema, la pittura, la fotografia: come quella sulla Biblioteca Lucchesiana di Girgenti, emblema dell'avversione alla "lue dei libri", dove Pirandello, nel 1889, trovò cinque preti e tre carabinieri "intenti a divorare un'insalata di cocomeri e pomidori" e manoscritti frequentati solo da topi e scarafaggi; o, ancora, quella sull'"Omnibus" di Longanesi e sugli scrittori nati fra il 1905 e il 1908 (fra cui Brancati), pleiade generazionale accomunata dal guardare altrove – e che, esemplarmente indagata da Sciascia, ci rivela come il fascismo fosse un fenomeno ben più complesso, disarticolato e contraddittorio di quanto possa apparire nei libri di storia.

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