Beate e suo figlio
Risorsa locale

Schnitzler, Arthur

Beate e suo figlio

Abstract: Su un lago vicino a Vienna passano le vacanze Beate e Hugo, suo figlio diciassettenne. Lei ha perso il marito amatissimo, un celebre attore di cui ritrova i tratti in Hugo. Qualcuno la corteggia, ma Beate crede di avere una sicurezza: che il suo unico uomo sarà sempre quell'attore che ha amato, eternamente giovane, capace di indossare tutte le maschere, e forse una maschera egli stesso. Nelle sue braccia, Beate era stata "l'amante di eroi e di ribaldi, di beati e di dannati, di uomini limpidi come specchi o pieni di mistero". Ma un giorno, nella torpida atmosfera lacustre, la ferisce il sospetto che una donna stia insidiando il figlio. Allora si sente quasi impazzire. L'altra donna ha più o meno la sua età, ed è un'attrice. Beate la guarda come se si vedesse in uno specchio e non volesse riconoscersi. Da quel momento tutto comincia a vacillare in lei. Ripensa alla sua vita, e si domanda se il suo amore per il grande attore non era stato tutto un inganno, consumato dalle due parti. Si guarda intorno, nella piccola società dei villeggianti, e si accorge con ammaliato sgomento di desiderare un compagno del figlio. Scopre la notte, una notte più minacciosa di quella che scende sul lago. E verso la notte converge la storia, quando il gioco degli specchi e degli sdoppiamenti infuria sino a diventare intollerabile, e Beate vi si trova imprigionata insieme al suo unico vero amante: suo figlio. Ascoltando questa storia, qualcuno potrebbe dire: "L'avrebbe dovuta raccontare Schnitzler". E Schnitzler la raccontò in questo suo libro del 1913, uno dei suoi più perfetti.


Titolo e contributi: Beate e suo figlio

Pubblicazione: Adelphi, 12/05/2016

EAN: 9788845906565

Data:12-05-2016

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 12-05-2016

Su un lago vicino a Vienna passano le vacanze Beate e Hugo, suo figlio diciassettenne. Lei ha perso il marito amatissimo, un celebre attore di cui ritrova i tratti in Hugo. Qualcuno la corteggia, ma Beate crede di avere una sicurezza: che il suo unico uomo sarà sempre quell'attore che ha amato, eternamente giovane, capace di indossare tutte le maschere, e forse una maschera egli stesso. Nelle sue braccia, Beate era stata "l'amante di eroi e di ribaldi, di beati e di dannati, di uomini limpidi come specchi o pieni di mistero". Ma un giorno, nella torpida atmosfera lacustre, la ferisce il sospetto che una donna stia insidiando il figlio. Allora si sente quasi impazzire. L'altra donna ha più o meno la sua età, ed è un'attrice. Beate la guarda come se si vedesse in uno specchio e non volesse riconoscersi. Da quel momento tutto comincia a vacillare in lei. Ripensa alla sua vita, e si domanda se il suo amore per il grande attore non era stato tutto un inganno, consumato dalle due parti. Si guarda intorno, nella piccola società dei villeggianti, e si accorge con ammaliato sgomento di desiderare un compagno del figlio. Scopre la notte, una notte più minacciosa di quella che scende sul lago. E verso la notte converge la storia, quando il gioco degli specchi e degli sdoppiamenti infuria sino a diventare intollerabile, e Beate vi si trova imprigionata insieme al suo unico vero amante: suo figlio. Ascoltando questa storia, qualcuno potrebbe dire: "L'avrebbe dovuta raccontare Schnitzler". E Schnitzler la raccontò in questo suo libro del 1913, uno dei suoi più perfetti.

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