Bartolomé de Las Casas. La conquista senza fondamento
Risorsa locale

Baccelli, Luca

Bartolomé de Las Casas. La conquista senza fondamento

Abstract: La globalizzazione ha cinque secoli di vita. L'Europa inaugura la globalizzazione con la scoperta dell'America, e la conquista e distruzione degli "altri", degli "indigeni", degli "stranieri". Proprio per questo, da subito, l'Europa della globalizzazione e della colonizzazione diventa uno straordinario e combattutissimo laboratorio di pensiero. Idee, iniziative, resoconti più o meno fantasiosi dalle colonie, leggi più o meno efferate promulgate dai grandi paesi colonizzatori: un'intera galassia culturale fiorisce e si mette in movimento nel tentativo ora di giustificare ora di temperare la violenza della conquista. Chi sono "gli altri", animali da macello, utili schiavi, buoni selvaggi, nostri simili? Un gesuita spagnolo, Bartolomé de Las Casas, cappellano nelle colonie, responsabile della diffusione del verbo cristiano nei possedimenti d'oltreoceano, teologo raffinato e disincantato uomo di potere, inizia a interrogarsi con onestà e radicalità inedite sulla sua presunta missione civilizzatrice e sui suoi malcapitati destinatari. Mette al servizio di questa causa i tesori della sua formazione teologica e della sua astuzia di politico. Inizia ad aprire spazi di dubbio e di riflessione impensabili. Si adopera fattivamente per fermare il massacro. Non ci riesce, e viene accusato di tutto e del contrario di tutto. Chi siano gli altri, e chi siamo noi per gli altri, è la domanda di Bartolomé ed è, più che mai, la domanda che inquieta il nostro tempo.


Titolo e contributi: Bartolomé de Las Casas. La conquista senza fondamento

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 06/10/2016

EAN: 9788807105227

Data:06-10-2016

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 06-10-2016

La globalizzazione ha cinque secoli di vita. L'Europa inaugura la globalizzazione con la scoperta dell'America, e la conquista e distruzione degli "altri", degli "indigeni", degli "stranieri". Proprio per questo, da subito, l'Europa della globalizzazione e della colonizzazione diventa uno straordinario e combattutissimo laboratorio di pensiero. Idee, iniziative, resoconti più o meno fantasiosi dalle colonie, leggi più o meno efferate promulgate dai grandi paesi colonizzatori: un'intera galassia culturale fiorisce e si mette in movimento nel tentativo ora di giustificare ora di temperare la violenza della conquista. Chi sono "gli altri", animali da macello, utili schiavi, buoni selvaggi, nostri simili? Un gesuita spagnolo, Bartolomé de Las Casas, cappellano nelle colonie, responsabile della diffusione del verbo cristiano nei possedimenti d'oltreoceano, teologo raffinato e disincantato uomo di potere, inizia a interrogarsi con onestà e radicalità inedite sulla sua presunta missione civilizzatrice e sui suoi malcapitati destinatari. Mette al servizio di questa causa i tesori della sua formazione teologica e della sua astuzia di politico. Inizia ad aprire spazi di dubbio e di riflessione impensabili. Si adopera fattivamente per fermare il massacro. Non ci riesce, e viene accusato di tutto e del contrario di tutto. Chi siano gli altri, e chi siamo noi per gli altri, è la domanda di Bartolomé ed è, più che mai, la domanda che inquieta il nostro tempo.

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