Chopin. Le estati a Nohant
Risorsa locale

De Martini, Piero

Chopin. Le estati a Nohant

Abstract: 1839, la dolce estate francese. Frédéric Chopin raggiunge George Sand a Nohant, nel Berry: per sette estati tornerà nella grande casa circondata da parchi e boschi, e lì comporrà alcune fra le sue opere più alte, più toccanti, come la Berceuse e la Barcarola.È una stagione, questa, luminosa e torbida, malinconica ed eccitante, percorsa da fitti intrecci familiari, intimi e mondani.Ha inizio con l'incontro parigino tra la scrittrice e il compositore, prosegue con il loro sfortunato soggiorno a Maiorca – dove Chopin, ammalato, sperimenterà una visionarietà senza precedenti –, per arrivare ai pomeriggi e alle sere a Nohant, soli o circondati da un "piccolo mondo" di artisti con i quali conversare a lungo di musica e pittura, almeno fino a quando l'urgenza del comporre non costringe Chopin a chiudersi nella sua stanza e lì improvvisare, scrivere, cancellare e riscrivere. Ripercorrendo ognuno di questi passaggi, la narrazione di Piero De Martini, conoscitore quanto mai acuto della vita e dell'opera di Chopin, torna incessantemente a un interrogativo finora poco indagato: quanto la relazione con George Sand e la vita a Nohant influirono sulla sua arte?Le cure premurose e quasi materne della scrittrice, le camminate nei boschi, le tradizioni musicali del Berry, la dilagante e sempre più insopprimibile nostalgia per la Polonia, la presenza degli amici – Delacroix, Pauline Viardot, l'amata sorella Ludwika: sono questi gli snodi che De Martini scandaglia, con l'ausilio di preziosi documenti privati del compositore e della critica a lui contemporanea – prime fra tutte, le voci di Liszt e Schumann –, per restituire infine l'immagine di uno Chopin più umano, meno inafferrabile, talvolta addirittura giocoso. Uno Chopin solitario mai veramente solo, che proprio nelle opere composte in quelle estati a Nohant liberò la natura più vera del suo genio.


Titolo e contributi: Chopin. Le estati a Nohant

Pubblicazione: Il Saggiatore, 18/10/2016

EAN: 9788842822653

Data:18-10-2016

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe oppure con Social DRM

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 18-10-2016

1839, la dolce estate francese. Frédéric Chopin raggiunge George Sand a Nohant, nel Berry: per sette estati tornerà nella grande casa circondata da parchi e boschi, e lì comporrà alcune fra le sue opere più alte, più toccanti, come la Berceuse e la Barcarola.È una stagione, questa, luminosa e torbida, malinconica ed eccitante, percorsa da fitti intrecci familiari, intimi e mondani.Ha inizio con l'incontro parigino tra la scrittrice e il compositore, prosegue con il loro sfortunato soggiorno a Maiorca – dove Chopin, ammalato, sperimenterà una visionarietà senza precedenti –, per arrivare ai pomeriggi e alle sere a Nohant, soli o circondati da un "piccolo mondo" di artisti con i quali conversare a lungo di musica e pittura, almeno fino a quando l'urgenza del comporre non costringe Chopin a chiudersi nella sua stanza e lì improvvisare, scrivere, cancellare e riscrivere. Ripercorrendo ognuno di questi passaggi, la narrazione di Piero De Martini, conoscitore quanto mai acuto della vita e dell'opera di Chopin, torna incessantemente a un interrogativo finora poco indagato: quanto la relazione con George Sand e la vita a Nohant influirono sulla sua arte?Le cure premurose e quasi materne della scrittrice, le camminate nei boschi, le tradizioni musicali del Berry, la dilagante e sempre più insopprimibile nostalgia per la Polonia, la presenza degli amici – Delacroix, Pauline Viardot, l'amata sorella Ludwika: sono questi gli snodi che De Martini scandaglia, con l'ausilio di preziosi documenti privati del compositore e della critica a lui contemporanea – prime fra tutte, le voci di Liszt e Schumann –, per restituire infine l'immagine di uno Chopin più umano, meno inafferrabile, talvolta addirittura giocoso. Uno Chopin solitario mai veramente solo, che proprio nelle opere composte in quelle estati a Nohant liberò la natura più vera del suo genio.

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