Abstract: Chi furono i combattenti più silenziosi e dimenticati della Prima guerra mondiale? A questa domanda chiunque risponderebbe: i soldati dell'Intesa e degli Imperi centrali, costretti a stanziare mesi e mesi nelle trincee, in un logorante conflitto di posizione, morti a migliaia per conquistare alla Patria qualche metro di terra.Tale risposta, per quanto corretta, non tiene però conto di una vera e propria armata "silenziosa" (e perciò dimenticata) che pure ebbe una parte fondamentale nel conflitto: gli animali.Perché l'uomo non ha combattuto da solo nella Grande guerra: ancora limitato tecnologicamente e nei mezzi di trasporto e di comunicazione, si è servito di migliaia di cani, muli, piccioni, ma anche buoi, maiali, gatti, canarini.Folco Quilici per la prima volta rende merito a tutti questi fondamentali compagni, in pagine insieme sorprendenti e intense, che mescolano la ricerca storica con i ricordi tramandati da quanti combatterono sui vari fronti, a partire da quelli di suo padre, Nello Quilici, capitano d'artiglieria, e di tanti suoi amici e conoscenti che presero parte al drammatico conflitto.Riemergono così dalla memoria le avventure di cavalli e di muli ("gli amici degli Alpini"), che trasportarono i cannoni e le provviste per i soldati inerpicandosi fino alle più alte quote, in paesaggi impervi che solo loro erano in grado di ripercorrere più e più volte, spesso anche al buio; dei tanti cani impegnati nella ricerca dei feriti, oppure utilizzati (al pari dei canarini e dei gatti) nelle trincee come "allarmi" per i micidiali gas usati dai nemici o, crudelmente, come bombe viventi, ma anche inseparabili compagni di trincea, cui confidare i propri segreti e le proprie paure.E, ancora, le storie di piccioni viaggiatori, che tanto spesso si librarono in volo evitando l'artiglieria nemica e riuscirono a consegnare preziosi messaggi in codice; di buoi, mucche, maiali, sterminati a migliaia per nutrire le truppe.Un saggio storico, che si legge come un commovente racconto e che appassionerà tutti gli amanti, giovani e vecchi, degli animali.Folco Quilici è autore di libri e di film con racconti di avventure e scoperte, in Italia e nel mondo. Tra i suoi libri, tradotti in molte lingue, ricordiamo: Sesto Continente, Cacciatori di navi, L'Italia vista dal cielo, Cielo verde, e i più recenti Tobruk 1940, Libeccio, La dogana del vento, Relitti e tesori, Cani & cani, L'isola dimenticata. Le sue opere hanno ricevuto importanti riconoscimenti italiani e internazionali, dal premio Marzotto (1954) al Malta (1980) al Fregene (1985). E, più recentemente, il premio Hemingway (2007), i premi Chatwin e Salgari (entrambi del 2008), Acqui Storia (2010) e Premio Italia (2011).
Titolo e contributi: Umili eroi
Pubblicazione: Mondadori, 25/10/2016
EAN: 9788804668954
Data:25-10-2016
Chi furono i combattenti più silenziosi e dimenticati della Prima guerra mondiale? A questa domanda chiunque risponderebbe: i soldati dell'Intesa e degli Imperi centrali, costretti a stanziare mesi e mesi nelle trincee, in un logorante conflitto di posizione, morti a migliaia per conquistare alla Patria qualche metro di terra.Tale risposta, per quanto corretta, non tiene però conto di una vera e propria armata "silenziosa" (e perciò dimenticata) che pure ebbe una parte fondamentale nel conflitto: gli animali.Perché l'uomo non ha combattuto da solo nella Grande guerra: ancora limitato tecnologicamente e nei mezzi di trasporto e di comunicazione, si è servito di migliaia di cani, muli, piccioni, ma anche buoi, maiali, gatti, canarini.Folco Quilici per la prima volta rende merito a tutti questi fondamentali compagni, in pagine insieme sorprendenti e intense, che mescolano la ricerca storica con i ricordi tramandati da quanti combatterono sui vari fronti, a partire da quelli di suo padre, Nello Quilici, capitano d'artiglieria, e di tanti suoi amici e conoscenti che presero parte al drammatico conflitto.Riemergono così dalla memoria le avventure di cavalli e di muli ("gli amici degli Alpini"), che trasportarono i cannoni e le provviste per i soldati inerpicandosi fino alle più alte quote, in paesaggi impervi che solo loro erano in grado di ripercorrere più e più volte, spesso anche al buio; dei tanti cani impegnati nella ricerca dei feriti, oppure utilizzati (al pari dei canarini e dei gatti) nelle trincee come "allarmi" per i micidiali gas usati dai nemici o, crudelmente, come bombe viventi, ma anche inseparabili compagni di trincea, cui confidare i propri segreti e le proprie paure.E, ancora, le storie di piccioni viaggiatori, che tanto spesso si librarono in volo evitando l'artiglieria nemica e riuscirono a consegnare preziosi messaggi in codice; di buoi, mucche, maiali, sterminati a migliaia per nutrire le truppe.Un saggio storico, che si legge come un commovente racconto e che appassionerà tutti gli amanti, giovani e vecchi, degli animali.Folco Quilici è autore di libri e di film con racconti di avventure e scoperte, in Italia e nel mondo. Tra i suoi libri, tradotti in molte lingue, ricordiamo: Sesto Continente, Cacciatori di navi, L'Italia vista dal cielo, Cielo verde, e i più recenti Tobruk 1940, Libeccio, La dogana del vento, Relitti e tesori, Cani & cani, L'isola dimenticata. Le sue opere hanno ricevuto importanti riconoscimenti italiani e internazionali, dal premio Marzotto (1954) al Malta (1980) al Fregene (1985). E, più recentemente, il premio Hemingway (2007), i premi Chatwin e Salgari (entrambi del 2008), Acqui Storia (2010) e Premio Italia (2011).
Ultime recensioni inserite
Nessuna recensione
Clicca sulla mappa dove vuoi posizionare il tag