L'enigma dell'arrivo
Risorsa locale

Naipaul, Vidiadhar S.

L'enigma dell'arrivo

Abstract: "L'enigma dell'arrivo" è nello stesso tempo un'intensa meditazione autobiografica e una delle più ipnotiche narrazioni della maturità di Naipaul. Tutto ruota intorno al luogo in cui lo scrittore si insedia al suo ennesimo ritorno in Inghilterra: un cottage nella valle del Wiltshire che solo un breve viottolo separa dall'incanto arcano di Stonehenge, i cui antichi tumuli "profilati contro il cielo" si intravedono dal varco di una siepe.Da qui – da questo osservatorio opaco e metafisico, dove cupi parchi secolari convivono con autostrade solcate da camion colorati come giocattoli – lo scrittore scruta e ricorda, in un unico flusso. Scruta la comunità circostante (mungitori, contadini, piccoli imprenditori e giardinieri in tweed) come un microcosmo ibernato in una "rete di risentimenti reciproci", di gente infelice che per sopravvivere deve restare "cieca alla propria condizione". E ricorda le tante sequenze del suo passato di nomade e apolide, dalla Trinidad romantica e perduta della sua infanzia (un universo "di campi di canna da zucchero e di capanne e di bambini scalzi") a una Londra "estranea e sconosciuta", che gli porterà – tra i doni taumaturgici – una passione febbrile per Charles Dickens. L'esito è un percorso umano e intellettuale di disillusione radicale, in cui Naipaul – immettendo nella propria cadenza un inconsueto timbro malinconico – trova il solo appiglio e la sola vera patria in una tortuosa vocazione di scrittore.


Titolo e contributi: L'enigma dell'arrivo

Pubblicazione: Adelphi, 03/11/2016

EAN: 9788845931321

Data:03-11-2016

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 03-11-2016

"L'enigma dell'arrivo" è nello stesso tempo un'intensa meditazione autobiografica e una delle più ipnotiche narrazioni della maturità di Naipaul. Tutto ruota intorno al luogo in cui lo scrittore si insedia al suo ennesimo ritorno in Inghilterra: un cottage nella valle del Wiltshire che solo un breve viottolo separa dall'incanto arcano di Stonehenge, i cui antichi tumuli "profilati contro il cielo" si intravedono dal varco di una siepe.Da qui – da questo osservatorio opaco e metafisico, dove cupi parchi secolari convivono con autostrade solcate da camion colorati come giocattoli – lo scrittore scruta e ricorda, in un unico flusso. Scruta la comunità circostante (mungitori, contadini, piccoli imprenditori e giardinieri in tweed) come un microcosmo ibernato in una "rete di risentimenti reciproci", di gente infelice che per sopravvivere deve restare "cieca alla propria condizione". E ricorda le tante sequenze del suo passato di nomade e apolide, dalla Trinidad romantica e perduta della sua infanzia (un universo "di campi di canna da zucchero e di capanne e di bambini scalzi") a una Londra "estranea e sconosciuta", che gli porterà – tra i doni taumaturgici – una passione febbrile per Charles Dickens. L'esito è un percorso umano e intellettuale di disillusione radicale, in cui Naipaul – immettendo nella propria cadenza un inconsueto timbro malinconico – trova il solo appiglio e la sola vera patria in una tortuosa vocazione di scrittore.

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