Abstract: Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2025 ""Satantango" è un romanzo colossale: compatto, costruito con intelligenza, spesso esilarante e in possesso di una visione distinta e convincente . Brutale, implacabile... Brillante ." – The Guardian "Questa prosa inesauribile eppure claustrofobica, con la sua tessitura di frasi lunghe e dense, come corde tentatrici tese tra la banalità e l'apocalisse, assicura all'autore un posto nella tradizione europea di Beckett, Bernhard e Kafka." – The Independent In un villaggio sperduto nella pianura ungherese, un gruppo di contadini vive nell'abbandono, immerso nel fango, nell'alcol e nella miseria. Tutti vogliono andarsene e sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della loro fattoria collettiva. Quando all'improvviso si diffonde la notizia che il carismatico Irimiás, sparito due anni prima e dato ormai da tutti per morto, è stato visto sulla strada che porta al villaggio pare un miracolo. È l'inizio dell'attesa, dell'avvento incombente di qualcosa che li può liberare ma che avrà pesanti conseguenze sulle loro vite disperate. La speranza e la paura si intrecciano in una danza ipnotica di inganni, illusioni e follia collettiva. Con una prosa fluviale e visionaria, Krasznahorkai costruisce un racconto corale in cui la redenzione e la rovina coincidono, e ogni personaggio è trascinato nel vortice di un destino ineluttabile.
Titolo e contributi: Satantango
Pubblicazione: Bompiani, 01/12/2016
EAN: 9788845283291
Data:01-12-2016
Vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2025 ""Satantango" è un romanzo colossale: compatto, costruito con intelligenza, spesso esilarante e in possesso di una visione distinta e convincente . Brutale, implacabile... Brillante ." – The Guardian "Questa prosa inesauribile eppure claustrofobica, con la sua tessitura di frasi lunghe e dense, come corde tentatrici tese tra la banalità e l'apocalisse, assicura all'autore un posto nella tradizione europea di Beckett, Bernhard e Kafka." – The Independent In un villaggio sperduto nella pianura ungherese, un gruppo di contadini vive nell'abbandono, immerso nel fango, nell'alcol e nella miseria. Tutti vogliono andarsene e sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della loro fattoria collettiva. Quando all'improvviso si diffonde la notizia che il carismatico Irimiás, sparito due anni prima e dato ormai da tutti per morto, è stato visto sulla strada che porta al villaggio pare un miracolo. È l'inizio dell'attesa, dell'avvento incombente di qualcosa che li può liberare ma che avrà pesanti conseguenze sulle loro vite disperate. La speranza e la paura si intrecciano in una danza ipnotica di inganni, illusioni e follia collettiva. Con una prosa fluviale e visionaria, Krasznahorkai costruisce un racconto corale in cui la redenzione e la rovina coincidono, e ogni personaggio è trascinato nel vortice di un destino ineluttabile.
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