Gli ultimi giorni di Mandel'stam
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Khoury-Ghata, Vénus

Gli ultimi giorni di Mandel'stam

Abstract: "Avrai solo il mio cadavere, la mia poesia su di te mi sopravvivrà. Mi hai vietato di lavorare, di pubblicare, mi hai dato la caccia di città in città […] ma la mia poesia è più forte di te. Vuoi che te la reciti? Si sente solo il montanaro del Cremlino / l'assassino e il mangiatore di uomini." Così si rivolge a Stalin il grande poeta russo Osip Mandel'štam quando, nel 1938, ormai minato nel corpo e nella mente, perduto in un labirinto di ossessioni, dialoghi immaginari, fantasmi, si avvicina alla morte in un campo di transito per la Siberia. Con questo romanzo dal vero, Vénus Khoury-Ghata scende nell'inferno dello scrittore attingendo da una parte all'inventiva propria della fiction e dall'altra ai ritmi e alla lingua densa della poesia. E intorno a Mandel'štam, accompagnato e sostenuto dalla moglie Nadežda, che ne salverà l'opera dall'oblio postumo, l'autrice suggerisce con sobrie pennellate la scena letteraria del tempo, popolata di intellettuali che al nemico del regime voltano le spalle e altri, pochissimi, che all'amico perseguitato e in miseria hanno il coraggio di offrire aiuto.


Titolo e contributi: Gli ultimi giorni di Mandel'stam

Pubblicazione: Guanda, 20/04/2017

EAN: 9788823517240

Data:20-04-2017

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF/EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 20-04-2017

"Avrai solo il mio cadavere, la mia poesia su di te mi sopravvivrà. Mi hai vietato di lavorare, di pubblicare, mi hai dato la caccia di città in città […] ma la mia poesia è più forte di te. Vuoi che te la reciti? Si sente solo il montanaro del Cremlino / l'assassino e il mangiatore di uomini." Così si rivolge a Stalin il grande poeta russo Osip Mandel'štam quando, nel 1938, ormai minato nel corpo e nella mente, perduto in un labirinto di ossessioni, dialoghi immaginari, fantasmi, si avvicina alla morte in un campo di transito per la Siberia. Con questo romanzo dal vero, Vénus Khoury-Ghata scende nell'inferno dello scrittore attingendo da una parte all'inventiva propria della fiction e dall'altra ai ritmi e alla lingua densa della poesia. E intorno a Mandel'štam, accompagnato e sostenuto dalla moglie Nadežda, che ne salverà l'opera dall'oblio postumo, l'autrice suggerisce con sobrie pennellate la scena letteraria del tempo, popolata di intellettuali che al nemico del regime voltano le spalle e altri, pochissimi, che all'amico perseguitato e in miseria hanno il coraggio di offrire aiuto.

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