Bhagavadgītā. Il canto del beato
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Neroni, Brunilde - Neroni, Brunilde

Bhagavadgītā. Il canto del beato

Abstract: Alle origini della Bhagavadgītā, o Gītā, come viene chiamata comunemente in India, vi è la guerra fratricida raccontata nel Mahābhārata, che costrinse i discendenti dei Kaurava e dei Pāṇḍava a battersi nel campo di Kurukṣetra. Il primo canto si apre infatti con Arjuna che prega Kṛṣṇa di fermare il cocchio in mezzo ai due eserciti perché, scorgendo nelle schiere nemiche amici e parenti, è angosciato all'idea di colpire chi gli è caro. Ha così inizio un lungo e sofferto colloquio che affronta i nodi più importanti della vita di ogni uomo: l'agire e il non agire, il dovere, le passioni, il sacrificio e il non attaccamento che portano alla vera conoscenza e alla suprema pace dello spirito. Tutte le azioni tendono a mantenere l'uomo prigioniero del ciclo delle esistenze, nel mondo dell'illusione fenomenica. Soltanto quando sia mosso da un sentimento superiore, che trascenda quelli individuali, e non desideri il frutto della sua opera, soffocando ogni forma di identificazione egoica, egli potrà raggiungere la liberazione e vivere in armonia con l'universo.Testo fondamentale della tradizione induista e forse il più conosciuto in Occidente, la Gītā è in realtà un libro universale a cui anche l'uomo contemporaneo – a qualunque cultura o religione appartenga – può fruttuosamente abbeverarsi.


Titolo e contributi: Bhagavadgītā. Il canto del beato

Pubblicazione: Lindau, 01/02/2018

EAN: 9788867088515

Data:01-02-2018

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF/EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 01-02-2018

Alle origini della Bhagavadgītā, o Gītā, come viene chiamata comunemente in India, vi è la guerra fratricida raccontata nel Mahābhārata, che costrinse i discendenti dei Kaurava e dei Pāṇḍava a battersi nel campo di Kurukṣetra. Il primo canto si apre infatti con Arjuna che prega Kṛṣṇa di fermare il cocchio in mezzo ai due eserciti perché, scorgendo nelle schiere nemiche amici e parenti, è angosciato all'idea di colpire chi gli è caro. Ha così inizio un lungo e sofferto colloquio che affronta i nodi più importanti della vita di ogni uomo: l'agire e il non agire, il dovere, le passioni, il sacrificio e il non attaccamento che portano alla vera conoscenza e alla suprema pace dello spirito. Tutte le azioni tendono a mantenere l'uomo prigioniero del ciclo delle esistenze, nel mondo dell'illusione fenomenica. Soltanto quando sia mosso da un sentimento superiore, che trascenda quelli individuali, e non desideri il frutto della sua opera, soffocando ogni forma di identificazione egoica, egli potrà raggiungere la liberazione e vivere in armonia con l'universo.Testo fondamentale della tradizione induista e forse il più conosciuto in Occidente, la Gītā è in realtà un libro universale a cui anche l'uomo contemporaneo – a qualunque cultura o religione appartenga – può fruttuosamente abbeverarsi.

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