Prismi
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Adorno, Theodor W. - Zolla, Elémire - Bertolini Peruzzi, Marisa - Filippini, Enrico - Manzoni, Giacomo - Mainoldi, Carlo - Burger Cori, Alba

Prismi

Abstract: In questo volume Adorno raccolse i migliori saggi di quella che fu la sua stagione piú felice: gli anni della Seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra. Al centro sta il discorso sulla "crisi della civiltà", e l'indagine sulla validità di questo discorso, di cui Adorno accetta i fermenti negativi e rifiuta le soluzioni nostalgiche o disfattiste. Il saggio iniziale sulla critica della cultura, quelli finissimi su Spengler, Veblen, Huxley e la stroncatura della sociologia del sapere di Mannheim si leggono come critiche definitive di quei prototipi del pensiero conservatore di cui la cosiddetta cultura di destra ripeteva straccamente i motivi. Ma questa tematica di fondo si rifrange nei "prismi" lumeggiando, oltre alla sociologia, anche gli altri campi in cui Adorno era maestro: filosofia, musica, letteratura. È anzi qui che emergono le figure a lui piú care: quelle di coloro - Schönberg, Benjamin, Kafka - che seppero fissare il volto della Medusa senza abdicare alla ragione, e misurare fino in fondo l'abisso per affermare l'esigenza dell'utopia.


Titolo e contributi: Prismi

Pubblicazione: Einaudi, 30/01/2018

EAN: 9788806176433

Data:30-01-2018

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 30-01-2018

In questo volume Adorno raccolse i migliori saggi di quella che fu la sua stagione piú felice: gli anni della Seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra. Al centro sta il discorso sulla "crisi della civiltà", e l'indagine sulla validità di questo discorso, di cui Adorno accetta i fermenti negativi e rifiuta le soluzioni nostalgiche o disfattiste. Il saggio iniziale sulla critica della cultura, quelli finissimi su Spengler, Veblen, Huxley e la stroncatura della sociologia del sapere di Mannheim si leggono come critiche definitive di quei prototipi del pensiero conservatore di cui la cosiddetta cultura di destra ripeteva straccamente i motivi. Ma questa tematica di fondo si rifrange nei "prismi" lumeggiando, oltre alla sociologia, anche gli altri campi in cui Adorno era maestro: filosofia, musica, letteratura. È anzi qui che emergono le figure a lui piú care: quelle di coloro - Schönberg, Benjamin, Kafka - che seppero fissare il volto della Medusa senza abdicare alla ragione, e misurare fino in fondo l'abisso per affermare l'esigenza dell'utopia.

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