Piccole tracce di vita
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Melis, Andrea

Piccole tracce di vita

Abstract: In un'epoca in cui la brevità sta diventando la forma di comunicazione più diffusa e si sente sempre più bisogno di evadere e sognare, la poesia trova nuovi spazi per affermarsi. Gli editori stanno rinnovando le loro collane, i quotidiani hanno introdotto pagine apposite nei loro supplementi letterari, i festival dedicano sempre più attenzione a questo genere, in rete ci si scambia versi e aforismi e i risultati di vendita di poeti come Guido Catalano, Franco Arminio, Rupi Kaur, per non parlare di Wisława Szymborska e Alda Merini, parlano chiaro.Accanto ai classici, sul mercato si affacciano nuove figure di poeti contemporanei che piacciono anche ai giovani e che traggono dal web la loro linfa vitale.Nato come un fenomeno "dal basso", prima sui social network, dove i lettori sono arrivati a condividere una sua poesia fino a 100.000 volte, e poi in libreria, grazie a una raccolta autoprodotta tramite crowdfunding e andata esaurita in mille copie in poco più di un mese, Andrea Melis si definisce un semplice parolaio, ma è in realtà un instancabile cantore dell'immediatezza.Catturando i piccoli momenti del vivere quotidiano, siano essi il panorama da una finestra, un padre che accompagna a scuola la figlia o il primo morso a una mozzarella succosa (senza però trascurare temi più impegnati come il razzismo o il femminicidio), è capace di concentrare in "poco" concetti di grande complessità e di descrivere emozioni antiche, che tutti noi conosciamo ma che, nella frenesia moderna, sappiamo sempre meno esternare.Il commento più frequente che i lettori gli fanno è: "tu riesci a dire quello che io provo ma non so esprimere". Questo fa delle sue poesie un innesco e di questo libro uno strumento di resistenza contro l'analfabetismo dei sentimenti. Una potente arma per una battaglia "di cuore in cuore" volta a farci ricordare la nostra grammatica interiore, perché "di sogni non si vive / ma senza si muore".


Titolo e contributi: Piccole tracce di vita

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 06/06/2020

EAN: 9788807492464

Data:06-06-2020

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 06-06-2020

In un'epoca in cui la brevità sta diventando la forma di comunicazione più diffusa e si sente sempre più bisogno di evadere e sognare, la poesia trova nuovi spazi per affermarsi. Gli editori stanno rinnovando le loro collane, i quotidiani hanno introdotto pagine apposite nei loro supplementi letterari, i festival dedicano sempre più attenzione a questo genere, in rete ci si scambia versi e aforismi e i risultati di vendita di poeti come Guido Catalano, Franco Arminio, Rupi Kaur, per non parlare di Wisława Szymborska e Alda Merini, parlano chiaro.Accanto ai classici, sul mercato si affacciano nuove figure di poeti contemporanei che piacciono anche ai giovani e che traggono dal web la loro linfa vitale.Nato come un fenomeno "dal basso", prima sui social network, dove i lettori sono arrivati a condividere una sua poesia fino a 100.000 volte, e poi in libreria, grazie a una raccolta autoprodotta tramite crowdfunding e andata esaurita in mille copie in poco più di un mese, Andrea Melis si definisce un semplice parolaio, ma è in realtà un instancabile cantore dell'immediatezza.Catturando i piccoli momenti del vivere quotidiano, siano essi il panorama da una finestra, un padre che accompagna a scuola la figlia o il primo morso a una mozzarella succosa (senza però trascurare temi più impegnati come il razzismo o il femminicidio), è capace di concentrare in "poco" concetti di grande complessità e di descrivere emozioni antiche, che tutti noi conosciamo ma che, nella frenesia moderna, sappiamo sempre meno esternare.Il commento più frequente che i lettori gli fanno è: "tu riesci a dire quello che io provo ma non so esprimere". Questo fa delle sue poesie un innesco e di questo libro uno strumento di resistenza contro l'analfabetismo dei sentimenti. Una potente arma per una battaglia "di cuore in cuore" volta a farci ricordare la nostra grammatica interiore, perché "di sogni non si vive / ma senza si muore".

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