Vado per il mio popolo
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Stein, Edith - Ales Bello, Angela

Vado per il mio popolo

Abstract: Ebrea di nascita, cristiana cattolica per scelta, Edith Stein è fondamentalmente una filosofa, certamente per una buona parte della sua vita una filosofa cristiana, ma il suo amore per la verità, che la spingerà senza contrasti ad essere filosofa e credente, nasce, dapprima, come un fatto intellettuale e rappresenta la caratteristica fondamentale della sua persona. I brani antologici qui inseriti - tratti dalla sua autobiografia, dal suo epistolario, da alcune sue opere filosofiche - sono stati scelti con l'intento di costruire un percorso peculiare riguardante la sua formazione filosofica, la sua visione del rapporto fra la dimensione politica e la vita religiosa e il senso stesso della sua esistenza, come premessa e commento alla lettura del testo che costituisce il fulcro di questo libro: la lettera inviata a Pio XI il 12 aprile del 1933, poche settimane dopo l'insediamento di Hitler al cancellierato, in cui avvertiva il pontefice delle violenze ai danni degli ebrei, invitandolo a interrompere il silenzio e a denunciare la realtà dei fatti. Era una lettera dal contenuto tristemente profetico.


Titolo e contributi: Vado per il mio popolo

Pubblicazione: Castelvecchi, 21/11/2012

EAN: 9788876158032

Data:21-11-2012

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 21-11-2012

Ebrea di nascita, cristiana cattolica per scelta, Edith Stein è fondamentalmente una filosofa, certamente per una buona parte della sua vita una filosofa cristiana, ma il suo amore per la verità, che la spingerà senza contrasti ad essere filosofa e credente, nasce, dapprima, come un fatto intellettuale e rappresenta la caratteristica fondamentale della sua persona. I brani antologici qui inseriti - tratti dalla sua autobiografia, dal suo epistolario, da alcune sue opere filosofiche - sono stati scelti con l'intento di costruire un percorso peculiare riguardante la sua formazione filosofica, la sua visione del rapporto fra la dimensione politica e la vita religiosa e il senso stesso della sua esistenza, come premessa e commento alla lettura del testo che costituisce il fulcro di questo libro: la lettera inviata a Pio XI il 12 aprile del 1933, poche settimane dopo l'insediamento di Hitler al cancellierato, in cui avvertiva il pontefice delle violenze ai danni degli ebrei, invitandolo a interrompere il silenzio e a denunciare la realtà dei fatti. Era una lettera dal contenuto tristemente profetico.

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