Abstract: Un poeta attraversa l'Italia e L'infinito di Leopardi a duecento anni dalla sua scrittura. Una poesia-magnete. Un viaggio nel presente con questo infinito tra i denti e nel cuore. Perché certe opere del genio umano non si possono banalmente "capire", ma superano ogni tentativo di definizione, si devono piuttosto con-prendere, portare con sé e sempre occorre lasciarsi interrogare, stupire, guidare. Ancora ci fissa negli occhi il ragazzo di Recanati che mormorava "infinito". Se in Natura tutto è finito, perché l'anima si addolora per il venire meno di ciò che ama e le dà piacere? Cosa – o chi – spinge l'uomo, negli affetti, nelle relazioni, nelle azioni e nei pensieri quotidiani, a non abbandonarsi a una finitudine che accetta ma che al tempo stesso "aborre"? L'infinito è davvero soltanto un frutto della nostra illusione? O lo si può sperimentare? Alla luce della grande letteratura e della vita, accettando anche la sfida con le teorie matematiche di studiosi come Pavel Florenskij, Georg Cantor e Paolo Zellini, e in dialogo con filosofi, critici e poeti di ieri e oggi, Davide Rondoni scopre significati nuovi, e trova in questi versi una potente e meravigliosa bussola per vivere il presente, le sue contraddizioni, i suoi incanti. Un'interpretazione nuova, viva, per abitare non altrove dalla poesia."Il ragazzo che mormora "infinito" mi fissamentre viaggio in qualche parte sperduta d'Italiao del mondo. Sai cos'è vivere con l'infinito addosso?Viaggia, viaggia pure, sembra dirmi.Ama, soffri, scrivi, abbraccia le cose della vita.E cerca l'infinito. Sii il suo lupo, il suo mendicante.Poi mi deposita questa poesia tremantecome una rondine chiusa nel palmo,un carbone ardente o un cristallo di kryptonite".
Titolo e contributi: E come il vento
Pubblicazione: Fazi Editore, 31/01/2019
EAN: 9788893255158
Data:31-01-2019
Un poeta attraversa l'Italia e L'infinito di Leopardi a duecento anni dalla sua scrittura. Una poesia-magnete. Un viaggio nel presente con questo infinito tra i denti e nel cuore. Perché certe opere del genio umano non si possono banalmente "capire", ma superano ogni tentativo di definizione, si devono piuttosto con-prendere, portare con sé e sempre occorre lasciarsi interrogare, stupire, guidare. Ancora ci fissa negli occhi il ragazzo di Recanati che mormorava "infinito". Se in Natura tutto è finito, perché l'anima si addolora per il venire meno di ciò che ama e le dà piacere? Cosa – o chi – spinge l'uomo, negli affetti, nelle relazioni, nelle azioni e nei pensieri quotidiani, a non abbandonarsi a una finitudine che accetta ma che al tempo stesso "aborre"? L'infinito è davvero soltanto un frutto della nostra illusione? O lo si può sperimentare? Alla luce della grande letteratura e della vita, accettando anche la sfida con le teorie matematiche di studiosi come Pavel Florenskij, Georg Cantor e Paolo Zellini, e in dialogo con filosofi, critici e poeti di ieri e oggi, Davide Rondoni scopre significati nuovi, e trova in questi versi una potente e meravigliosa bussola per vivere il presente, le sue contraddizioni, i suoi incanti. Un'interpretazione nuova, viva, per abitare non altrove dalla poesia."Il ragazzo che mormora "infinito" mi fissamentre viaggio in qualche parte sperduta d'Italiao del mondo. Sai cos'è vivere con l'infinito addosso?Viaggia, viaggia pure, sembra dirmi.Ama, soffri, scrivi, abbraccia le cose della vita.E cerca l'infinito. Sii il suo lupo, il suo mendicante.Poi mi deposita questa poesia tremantecome una rondine chiusa nel palmo,un carbone ardente o un cristallo di kryptonite".
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