Abstract: Il dialogo con l'India che soggiace a tutti gli scritti di René Daumal nasce quando a vent'anni decide di dedicarsi allo studio del sanscrito: ne scaturirà una personale "Grammatica sanscrita", assoluto capolavoro, che testimonia l'unicità e l'originalità della sua interpretazione del mondo indiano, da lui sempre restituito con la massima trasparenza. Il progressivo percorso di assimilazione e di penetrazione nella lingua e nelle dottrine indiane non è mai per Daumal un'operazione di semplice erudizione, ma un vero e proprio "lavoro su di sé". I temi vengono sempre affrontati in funzione del "che fare" e del "come fare", e i trattati di poetica vanno intesi non solo in termini estetici, ma come ricerca del "corpo della poesia", per inseguire l'analogia fra "poema" e "uomo" in una cultura dove "le scienze del linguaggio risultano incluse fra i principali mezzi di liberazione". Le traduzioni e i saggi raccolti in questo volume – in gran parte inediti –, oltre a rendere comunicativi, quasi cantanti, testi ritenuti inaccessibili, forniscono una preziosa chiave per affrontare l'opera dello stesso Daumal. Il ventaglio delle traduzioni è estremamente ampio: dai più complessi inni del "Ṛgveda" alle Upanisad, alle "Leggi di Manu", alla "Bhagavadgītā", fino alla più alta poesia e alla fiaba. "Lo stato di uomo è difficile da raggiungere in questo mondo" recita un verso dell'"Agnīpurāpa" che Daumal trascrive e traduce più volte. E queste pagine inducono a pensare che Daumal vi sia riuscito.
Titolo e contributi: Lanciato dal pensiero
Pubblicazione: Adelphi, 18/04/2019
EAN: 9788845933547
Data:18-04-2019
Il dialogo con l'India che soggiace a tutti gli scritti di René Daumal nasce quando a vent'anni decide di dedicarsi allo studio del sanscrito: ne scaturirà una personale "Grammatica sanscrita", assoluto capolavoro, che testimonia l'unicità e l'originalità della sua interpretazione del mondo indiano, da lui sempre restituito con la massima trasparenza. Il progressivo percorso di assimilazione e di penetrazione nella lingua e nelle dottrine indiane non è mai per Daumal un'operazione di semplice erudizione, ma un vero e proprio "lavoro su di sé". I temi vengono sempre affrontati in funzione del "che fare" e del "come fare", e i trattati di poetica vanno intesi non solo in termini estetici, ma come ricerca del "corpo della poesia", per inseguire l'analogia fra "poema" e "uomo" in una cultura dove "le scienze del linguaggio risultano incluse fra i principali mezzi di liberazione". Le traduzioni e i saggi raccolti in questo volume – in gran parte inediti –, oltre a rendere comunicativi, quasi cantanti, testi ritenuti inaccessibili, forniscono una preziosa chiave per affrontare l'opera dello stesso Daumal. Il ventaglio delle traduzioni è estremamente ampio: dai più complessi inni del "Ṛgveda" alle Upanisad, alle "Leggi di Manu", alla "Bhagavadgītā", fino alla più alta poesia e alla fiaba. "Lo stato di uomo è difficile da raggiungere in questo mondo" recita un verso dell'"Agnīpurāpa" che Daumal trascrive e traduce più volte. E queste pagine inducono a pensare che Daumal vi sia riuscito.
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